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Venerdì, 21 Gennaio 2022
PROCESSI / Milano

Unipol, Berlusconi condannato a un anno

Silvio e Paolo Berlusconi sono imputati per la vicenda con al centro l'intercettazione Fassino-Consorte avvenuta in piena scalata a Bnl da parte di Unipol e che venne pubblicata su Il Giornale

MILANO - Silvio Berlusconi è stato condannato a un anno di reclusione, il fratello Paolo a due anni e tre mesi. Lo hanno deciso i giudici della quarta sezione penale del tribunale di Milano.

I due sono imputati per la vicenda con al centro l'intercettazione della telefonata Fassino-Consorte, all'epoca della tentata scalata di Unipol a Bnl e che venne pubblicata su Il Giornale quando era ancora coperta da segreto istruttorio.

L'accusa, per entrambi, è di concorso in rivelazione di segreto d'ufficio (Paolo Berlusconi è stato invece assolto dai giudici per le accuse di ricettazione e millantato credito). La vicenda risale al 2005 e nell'intercettazione in questione Fassino, ora sindaco di Torino e allora segretario dei Democratici di sinistra, diceva a Giovanni Consorte, amministratore delegato di Unipol: "E allora abbiamo una banca?".

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I giudici hanno anche disposto un risarcimento a carico di Silvio e Paolo Berlusconi di 80 mila euro a favore dell'ex segretario dei Ds Piero Fassino, parte civile al processo sull'intercettazione Unipol. Il risarcimento è stato disposto a titolo di provvisionale.

Giovanni Longo, difensore del leader del Pdl, ha così commentato: "Credo che sia la prima volta che si condanna per la violazione del segreto istruttorio. No, non sono sorpreso, perché siamo a Milano e data la pratica forense nei processi a Silvio Berlusconi...mi piacerebbe difendere imputati con altri nomi e non a Milano".

Il procuratore aggiunto di Milano, Maurizio Romanelli, aveva chiesto per Silvio Berlusconi un anno di carcere, mentre per il fratello Paolo tre anni e tre mesi di reclusione dovendo lui rispondere non solo di concorso in rivelazione del segreto d'ufficio ma anche di ricettazione.

La sentenza sarebbe dovuta arrivare a gennaio, ma il processo ha subito una pausa elettorale in quanto la difesa del leader del Pdl aveva chiesto e ottenuto una sospensione a dopo il voto. Sospensione che è stata concessa proprio il giorno in cui i giudici avrebbero dovuto entrare in camera di consiglio.

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