Lunedì, 20 Settembre 2021
Università

Università, è allarme: crollano le iscrizioni e i laureati

Secondo i dati dell'anagrafe degli studenti del ministero dell'Istruzione, rispetto a dieci anni fa i diplomati che hanno proseguito gli studi sono diminuiti del 27,5%. Dati allarmanti per le associazioni studentesche e non solo

Una situazione drammatica: è  quanto emerge dai dati dell'anagrafe degli studenti pubblicati dal ministero dell'Istruzione. Rispetto all'anno accademico 2004/2005 i diplomati che hanno deciso di portare avanti gli studi sono diminuiti del 27,5% su base nazionale. Tutto peggiora se si vanno ad analizzare i dai che riguardano i dati regionali: in alcune zone del nostro Paese le matricole sono diminuite più della metà. In Abruzzo sono il 56% in meno, in Molise il 50,7%, in Basilicata il 49,4% e in Calabria il 43,8%. 

La preoccupazione è forte e viene espressa da alcune associazioni studentesche: "Una situazione drammatica ma che non deve stupire: è il risultato di precise politiche portate avanti nel corso degli anni da tutti i governi che si sono succeduti. In sei anni di tagli l’università ha perso quasi un miliardo di risorse. Come se non bastasse i tagli del fondo 2015 non saranno gli ultimi, dato che nel DEF sono previsti 32 milioni in meno sul FFO ogni anno da qui al 2023” spiega Alberto Campailla, portavoce di LINK - Coordinamento Universitario. 

"Le prime rilevazioni su immatricolazioni e iscrizioni per l'anno accademico 2014-15 sono in linea con le nostre paure e previsioni - afferma il coordinatore dell'Unione degli universitari Gianluca Scuccimarra - Assistiamo a una consistente migrazione di studenti dovuta allo squilibrio nelle politiche e nei finanziamenti per il diritto allo studio tra Sud e Centro-Nord. E il pesante incremento di numeri programmati ha colpito particolarmente gli atenei meridionali". Dal 2010 a oggi gli iscritti totali del sistema universitario sono passati da 1.787.752 a 1.624.208. "Senza interventi immediati e strutturali l'università italiana rischia di morire" conclude Scuccimarra. 

Ma la crisi dell'università non si ferma soltanto al calo degli iscritti: c'è anche il calo dei laureati che sono soltanto 37.616 unità, il dato peggiore dall'anno accademico 2003-04, il 12,72% in meno. In un anno, spiegano i dati, si sono persi iscritti pari a 71.784 studenti. “Serve una riforma radicale del sistema universitario - conclude Campailla - che passi per un nuovo concetto di università e che ponga la formazione superiore al centro dello sviluppo economico e sociale del paese, a partire proprio dalle aree più deboli". 

Accanto alle preoccupazioni degli studenti ci sono anche quelle dei professori: la Crui, la Conferenza dei rettori conferma quanto affermato dagli universitari sulla tenuta del sistema. Nell'ultimo documento, approvato il 7 maggio scorso, la conferenza ha rilevato nel 2015 la diminuzione di 87,4 milioni di euro per il Fondo di finanziamento ordinario: partendo dal 2009, il taglio è stato di oltre 800 milioni. Oggi l'Ffo girato dallo Stato alle università italiane rappresenta lo 0,42 per cento del Prodotto interno lordo contro lo 0,99 per cento in Francia e lo 0,92 per cento in Germania. "I risparmi progressivi, unitamente al blocco del turnover, hanno determinato la perdita di oltre diecimila docenti e ricercatori" spiegano i rettori. 

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Università, è allarme: crollano le iscrizioni e i laureati

Today è in caricamento