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Martedì, 7 Dicembre 2021
Ci risiamo / Napoli

Le occupano casa mentre va dalla figlia per problemi di salute

Cambiata la serratura e portato via anche il mobilio. L'appello: "Ridatele almeno le foto e gli oggetti personali"

Ha lasciato casa per problemi di salute, trasferendosi per qualche giorno dalla figlia in un'altra provincia. Gliel'hanno occupata. La vicenda dell'ex professoressa in pensione, novantenne, vittima dei ladri di abitazione a Napoli, sembra riecheggiare quella di Ennio Di Lalla, l'86enne del quartiere Don Bosco a Roma che, uscito dall'appartamento per andare a fare degli accertamenti in ospedale, al ritorno l'aveva trovata occupata da sconosciuti.

All'anziana napoletana, stavolta, dopo aver cambiato la serratura, è stato portato via anche il mobilio. Nelle foto postate sui social dal consigliere regionale Francesco Emilio Borrelli la denuncia: "Lo Stato intervenga con decisione". L'anziana era andata qualche giorno dai parenti in Irpinia per necessità di assistenza dopo i problemi di salute che aveva avuto. Nel frattempo, qualcuno si è introdotto nella sua dimora in pieno centro, in via Egiziaca in zona Pizzofalcone vicino a piazza Plebiscito, dove la donna vive in affitto da 60 anni. E chi è entrato nella sua casa ha provveduto a cambiare la serratura e rimosso gli arredi di proprietà.

Il suo caso è diventato di dominio pubblico grazie alla coraggiosa denuncia di un sacerdote. Dall'altare, infatti, don Michele Pezzella, parroco della chiesa Immacolata a Pizzofalcone, ha tuonato contro chi ha occupato quella casa spiegando che "non è un vero cristiano". Il sacerdote ha anche però spiegato di aver notato una certa assuefazione rispetto a un fenomeno così grave, anche perché non sarebbe il primo caso di un'occupazione abusiva proprio a Pizzofalcone.

La protesta contro le occupazioni abusive a Napoli

Con un'iniziativa pubblica, Europa Verde-Campania ha organizzato una mobilitazione contro l'occupazione abusiva dell'alloggio comunale assegnato all'ex professoressa 90enne in cura fuori Napoli. Ieri il consigliere Borrelli, con altri esponenti ed attivisti tra cui i consiglieri municipali della prima municipalità Gianni Caselli e Lorenzo Pascucci e la coordinatrice del territorio Benedetta Sciannimanica, hanno manifestato all'esterno del condomino, dove sono già stati segnalati altri casi di occupazioni abusive, confrontandosi con diversi occupanti non regolari.

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(Foto Facebook Francesco Emilio Borrelli)

"L'alloggio è assegnato da tanti anni alla professoressa che paga regolarmente il fitto. Non è deceduta, non ha rinunciato ad abitarci, quindi le deve essere restituito - hanno dichiarato gli esponenti di Europa Verde -. Noi chiediamo allo Stato di intervenire duramente su questo fenomeno che viene favorito da strani meccanismi e dall'appoggio dei clan. Per troppo tempo si è fatto finta di non vedere. Arrivando al paradosso che, in alcuni casi, i pregiudicati destinatari di misure restrittive abbiano indicato un alloggio occupato abusivamente per trascorrere gli arresti domiciliari. Invece di stare in galera stanno comodamente a scontare la pena ospiti delle case di cittadini onesti a cui viene sottratto un bene fondamentale: la casa".

Tra i partecipanti alla protesta c'erano anche alcune amiche della professoressa: "Non ditele cosa è successo perché ne morirebbe - hanno detto -. Restituitele almeno i ricordi della sua vita. Se li hanno distrutti sono delinquenti senza cuore e senza rispetto per nessuno".

8.000 case popolari occupate abusivamente

Il caso che ha coinvolto l'ex prof 90enne si è verificato in pieno centro, ma il fenomeno delle occupazioni abusive di alloggi popolari sottratti ai legittimi proprietari è diffuso soprattutto nei quartieri periferici. Secondo un censimento reso noto dal consigliere regionale Francesco Emilio Borrelli, in Campania sono 8.000 le case popolari occupate abusivamente, circa 3.000 delle quali solo in provincia di Napoli. Secondo un dossier del 2020 della società partecipata Napoli Servizi, in città sono 2.600 le case popolari occupate abusivamente su 24mila alloggi. 

Due casi eclatanti si sono verificati di recente nella zona di Monterusciello, una frazione di Pozzuoli. A un uomo hanno occupato la casa mentre pranzava al ristorante con la figlia: in cinque mesi non è riuscito a farla sgomberare. "Ero al ristorante con mia figlia, quando ho ricevuto la telefonata di un vicino che mi ha detto che mi avevano occupato casa - ha raccontato Bruno Illiano, 63 anni -. Mi sono precipitato sul posto e ho notato il cancello di casa forzato e la porta blindata danneggiata. All'interno c'era una donna con due figli, che non avevo mai visto prima". Da allora il 63enne, che viveva in quell'alloggio dal 1992, non è riuscito a recuperare i numerosi beni personali e di famiglia rimasti dentro casa.

All'inizio del mese, sempre a Pozzuoli, lo Stato è intervenuto liberando una casa occupata abusivamente. Ad alzare l'attenzione sulla vicenda era stata anche l'aggressione in diretta tv a una troupe. Il legittimo assegnatario si era trasferito a casa della madre a Marano, sempre per problemi di salute. Tornato a Pozzuoli aveva trovato una donna incinta che successivamente, dopo lo sgombero, aveva chiesto scusa spiegando che il suo gesto era stato dettato dallo stato di bisogno in cui si trovava, evidenziando un aspetto particolare del problema delle occupazioni.

La legge che prevede il "furto di casa"

Questi casi rinfocolano il dibattito sulle occupazioni abusive. Una proposta di legge che chiede di modificare la normativa sui furti, introducendo una sorta di reato di "furto di casa", è stata depositata alla Camera dal deputato leghista Luca Rodolfo Paolini. Nello specifico, la proposta di legge prevede di inserire nel codice penale l'articolo 624 ter, per cui "chiunque si impossessa, occupa, detiene senza titolo legittimo un bene immobile destinato a domicilio privato, mediante violenza sulle cose, artifizi o raggiri, o comunque impedisce il rientro nel medesimo del proprietario o di chi abbia un titolo legale per occuparlo, è punito con la reclusione da 2 a 6 anni".

Si andrebbe anche a modificare il codice di procedura penale all'articolo 381, dando così la possibilità di arrestare "chiunque è colto in flagranza di […] sottrazione o impossessamento o permanenza in immobile destinato a domicilio privato prevista dall'articolo 624 ter del codice penale".

Stop all’occupazione abusiva: arriva la legge che prevede il "furto di casa"

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