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Lunedì, 17 Gennaio 2022
Cronaca

L'inchiesta per i vaccini pagati il triplo in Lombardia

Il costo medio di una confezione è lievitato a 14 euro rispetto ai 5,7 dell’Emilia Romagna. I dieci bandi falliti e gli acquisti fuori mercato

C'è un'inchiesta sui vaccini pagati il triplo del prezzo che coinvolge la Lombardia. Si tratta dei preparati antinfluenzali acquistati dopo il fallimento del decimo bando indetto da Aria spa, controllata da Regione Piemonte: la procura di Milano per ora ha aperto un fascicolo al momento conoscitivo e senza indagati né titolo di reato. A seguirlo è il procuratore aggiunto Maurizio Romanelli che si occupa di illeciti contro la pubblica amministrazione. 

L'inchiesta per i vaccini pagati il triplo in Lombardia

Scrive oggi Il Messaggero che l'indagine si concentra sul ritardo nelle procedure di acquisto e sulla scarsità dei vaccini antinfluenzali, oltre che sul prezzo pagato dalla Regione e sul ruolo delle società fornitrici, che secondo l'inchiesta potrebbero aver speculato durante l'emergenza. Il primo bando risale al 26 febbraio, l'ultimo al 7 settembre. In mezzo c'è una serie di gare deserte con prezzi ritoccati al rialzo e una campagna vaccinale in ritardo. 

 «Di solito ad agosto la Regione ci comunica l’obiettivo della copertura vaccinale e dà indicazioni e tempi alle Ats, le agenzie di tutela della salute sul territorio. Ma quest’anno niente, silenzio», dice Federica Trapletti, segretaria regionale del sindacato dei pensionati della Cgil. Causa di tanto tergiversare è che la Regione tramite Aria spa, la centrale acquisti al centro dell’inchiesta sui camici nella quale è indagato il governatore Attilio Fontana, non ha reperito dosi a sufficienza. E il milione e mezzo di vaccini che il Pirellone ha cercato di aggiudicarsi in extremis con pagamento anticipato non arriverà perché la gara non è stata aggiudicata.

Nel documento del 30 settembre Aria scrive che «l’unica offerta pervenuta è risultata inappropriata in quanto rispetto alle prescrizioni del disciplinare non prevedeva un unico prezzo di offerta e contemplava consegne di fornitura in data successiva al 21 novembre 2020 posto come termine massimo di consegna», dunque in tempi non compatibili con la campagna antinfluenzale la cui partenza, su indicazioni del Ministero della Salute, avrebbe dovuto essere anticipata a inizio ottobre. A essere rifiutata è stata l’unica azienda partecipante, la cinese LifèOn, che offre i vaccini al prezzo di 22 milioni 687 mila euro, 7,6 milioni in più rispetto al bando, e che comunque non riuscirebbe a fornire le dosi prima di 80-90 giorni.

La gara era stata indetta il 7 settembre con 1,5 milioni di dosi richieste a 10 euro ciascuna: esattamente il doppio rispetto a quello proposto nel bando precedente. Quattro giorni dopo era stato proposto un pagamento anticipato di 15 milioni. La Lombardia ha ottenuto finora 1,868 milioni di vaccini e 430mila per bambini, gli over 60 che dovrebbero vaccinarsi sono 2,2 milioni. 

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