Mercoledì, 14 Aprile 2021

Vaccini, da oggi non si entra a scuola senza certificato: multe salate per i genitori

I bambini non vaccinati da 0 a 6 anni non potranno entrare nei nidi e nelle scuole di infanzia, con i genitori che verranno sanzionati come previsto dalla legge Lorenzin

Foto di repepertorio

La proroga non è arrivata: da oggi, lunedì 11 marzo, i bambini senza vaccino non potranno entrare a scuola. Nonostante le parole del vicepremier Matteo Salvini che aveva chiesto un decreto per consentire l'ingresso dei bambini non vaccinati nei nidi e nelle scuole di infanzia nella fascia 0-6 anni. Da oggi chi non è in regola andrà incontro alle sanzioni previste dalla legge Lorenzin, con i bimbi che no potranno entrare negli asili (nidi e infanzia). Nelle altre scuole è prevista soltanto una sanzione pecuniaria, con gli alunni che avranno però il permesso di entrare negli istituti scolastici. 

Vaccini a scuola: cosa prevede la legge

Il Decreto vaccini ha portato il numero di vaccinazioni obbligatorie nell'infanzia e nell'adolescenza nel nostro Paese da quattro a dieci. L’obiettivo è di contrastare il progressivo calo delle vaccinazioni, sia obbligatorie che raccomandate, in atto dal 2013 che ha determinato una copertura vaccinale media nel nostro Paese al di sotto del 95%. Questa è la soglia raccomandata dall’Organizzazione mondiale della sanità per garantire la cosiddetta “immunità di gregge”, per proteggere, cioè, indirettamente anche coloro che, per motivi di salute, non possono essere vaccinati.

Vaccini, c'è (finalmente) la svolta di Facebook: "Limiterà visibilità dei gruppi no-vax"

Il Decreto legge 7 giugno 2017, n. 73, Disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale, come modificato dalla Legge di conversione 31 luglio 2017, n. 119, prevede infatti le seguenti vaccinazioni obbligatorie per i minori di età compresa tra zero e sedici anni e per i minori stranieri non accompagnati: anti-poliomielitica anti-difterica anti-tetanica anti-epatite B anti-pertosse anti-Haemophilus influenzae tipo b anti-morbillo anti-rosolia anti-parotite anti-varicella.

L'obbligatorietà per le ultime quattro (anti-morbillo, anti-rosolia, anti-parotite, anti-varicella) è soggetta a revisione ogni tre anni in base ai dati epidemiologici e delle coperture vaccinali raggiunte. Sono, inoltre, indicate ad offerta attiva e gratuita, da parte delle Regioni e Province autonome, ma senza obbligo vaccinale, le vaccinazioni: anti-meningococcica B anti-meningococcica C anti-pneumococcica anti-rotavirus.

Vaccini a scuola, multe fino a 500 euro 

In generale, il rispetto degli obblighi vaccinali diventa un requisito per l’ammissione all’asilo nido e alle scuole dell’infanzia (per i bambini da 0 a 6 anni), mentre dalla scuola primaria (scuola elementare) in poi i bambini e i ragazzi possono accedere comunque a scuola e fare gli esami, ma, in caso non siano stati rispettati gli obblighi, viene attivato dalla Asl un percorso di recupero della vaccinazione ed è possibile incorrere in sanzioni amministrative da 100 a 500 euro. Sono esonerati dall’obbligo i bambini e i ragazzi già immunizzati a seguito di malattia naturale, e i bambini che presentano specifiche condizioni cliniche che rappresentano una controindicazione permanente e/o temporanea alle vaccinazioni.

Vaccini e l'ipotesi "obbligo flessibile"

 Questo potrebbe comunque essere l'ultimo anno di applicazione della legge Lorenzin. In Parlamento è infatti in discussione il provvedimento relativo al cosiddetto "obbligo flessibile", secondo il quale la vaccinazione è obbligatoria solo "in caso di emergenze sanitarie o di compromissione dell'immunità di gruppo". Qualche giorno fa il ministro della Salute Giulia Grillo, rispondendo alle domande dei giornalisti sul Ddl fermo in Commissione Igiene e sanità al Senato, ha affermato: "Sto pressando per sbloccarlo e il Parlamento si deve esprimere, secondo me nel più breve tempo possibile".

Vaccini, il ministro Giulia Grillo: "Tutti hanno avuto il tempo per mettersi in regola"

"Ora tutti hanno avuto il tempo per mettersi in pari". E' perentorio il ministro della Salute, Giulia Grillo, che in un'intervista a 'la Repubblica' oggi conferma: "Senza vaccino, niente scuola". E sul morbillo annuncia: "C'è un'epidemia in atto. E quindi sul morbillo bisogna tenere misure obbligatorie. Ma dobbiamo anche lavorare per convincere i cittadini a fare una cosa positiva per la loro salute, non imporre". Grillo parla della richiesta del ministro dell'Interno, Matteo Salvini, di prorogare il termine di oggi per presentare la documentazione attestante le vaccinazioni nella fascia 0-6 anni. "Non capisco il perché di quelle parole - dice - Di certo ora non c'era l'urgenza di fare un decreto per togliere l'obbligo. Con Coletto, sottosegretario della Lega, c'è una buona sintonia. Siamo tutti persone responsabili, consapevoli del valore della scienza. La prima proroga l'aveva fatta il precedente Governo perché non aveva attivato l'Anagrafe nazionale. Noi abbiamo prorogato ancora perché eravamo appena arrivati e restavano le stesse criticità burocratiche. Ora tutti hanno avuto il tempo per mettersi in pari". Oggi quindi entrano in asili nido e materne solo i vaccinati.

"I dati precisi arriveranno nei prossimi giorni dalle scuole - prosegue il ministro - Non saranno grandi numeri, come hanno dimostrato i controlli a campione dei Nas sulle autocertificazioni. Va considerato che molte Regioni hanno già fatto le verifiche con le anagrafi informatizzate e che anche le altre si sono comunque mosse. I genitori sono molto più responsabili di quanto spesso si racconta. Quelli che non vogliono vaccinare sono una esigua minoranza". Ma come sarà la prossima legge in discussione in Parlamento? "Non un atto di urgenza, come quello di Lorenzin - risponde Grillo - ma una normativa-quadro basata sui dati epidemiologici del Piano nazionale di prevenzione vaccinale. Usare l'obbligo è un fatto politico, non scientifico. Bisogna agire in base alle condizioni epidemiologiche: oggi ci potrebbe essere bisogno di introdurlo contro una malattia, domani contro un'altra".

La legge Lorenzin "è stata una misura emergenziale - prosegue il ministro - nata dalla necessità di colmare un gap di coperture creatosi in diversi anni precedenti e da quella di rispondere all'epidemia di morbillo. I dati sono migliorati per i nuovi nati, ma il dl Lorenzin non può incidere sui giovani adulti vulnerabili, quelli fuori dall'età scolastica. Questa è la critica principale a quella legge: aver puntato tutto e solo sull'obbligo sperando che bastasse. Sulla consapevolezza, più che l'obbligo in sé ha funzionato il dibattito che si è scatenato in questi anni". Se fosse in vigore la nuova legge, come ci si comporterebbe con il morbillo? "C'è un'epidemia in atto - puntualizza Grillo - E quindi sul morbillo bisogna tenere misure obbligatorie. Ma dobbiamo anche lavorare per convincere i cittadini a fare una cosa positiva per la loro salute, non imporre". Il nuovo Piano anti morbillo prevede l'obbligo di vaccinazione per concorsi come quelli per le forze dell'ordine, misure "in parte già esistenti, ma inserite in diverse norme. Vanno quindi messe a sistema. E' imbarazzante che nel nostro Paese siano morti di morbillo degli adulti. Significa che il tema è stato trascurato per troppi anni". Infine, sulle critiche dai no vax il ministro precisa: "Mi dispiace che a suo tempo qualcuno abbia confuso la nostra contrarietà al decreto Lorenzin con una contrarietà ai vaccini. Ho le spalle forti e sono coerente".

Continua a leggere su Today.it

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Vaccini, da oggi non si entra a scuola senza certificato: multe salate per i genitori

Today è in caricamento