Lunedì, 17 Maggio 2021
I furbetti del vaccino

Gli "imbucati" dei vaccini: si dimette dirigente sanitario che aveva fatto saltare la fila alla moglie

Il "salto della fila" pare sia una faccenda apparentemente molto più diffusa con figli e parenti di odontoiatri fatti passare per assistenti di studio. Le segnalazioni ora stanno arrivando sui tavoli delle procure

C'è chi ha ottenuto il vaccino senza rispettare la fila? Quella che era una preoccupazione sta diventando un lungo elenco di casi che convolgono tutta Italia. L'ultimo caso Vip arriva dal Trentino dove il vaccino anti-Covid-19 sarebbe stato somministrato alla moglie del dirigente del servizio integrazione socio-assistenziale Enrico Nava, anche se non previsto. La consorte di Nava, 60 anni, è stata giudice del Tar di Trento. Il dirigente trentino ha confermato quanto accaduto alla direzione dell'Azienda provinciale servizi sanitari (Apss) e si è dimesso dall'incarico.

Vaccino a moglie, si dimette dirigente azienda sanitaria Trento

Come annunciato dall'assessora trentina alla sanità Stefania Segnana, il direttore generale dell'Apss, Pier Paolo Benetollo ora istituirà una Commissione d'Indagine interna che ascolterà formalmente Nava e ricostruirà la dinamica dei fatti inerenti la prima e la seconda vaccinazione della consorte.

Duro il governatore Maurizio Fugatti che ritiene quanto accaduto "un fatto gravissimo".

"Ritengo che in una azienda privata un episodio del genere verrebbe sanzionato con il licenziamento". Secondo Benetollo, "siamo di fronte a un episodio grave che, oltre a minare la fiducia nell'istituzione crea disorientamento nella cittadinanza e va chiarito per rispetto di tutti gli operatori sanitari che da mesi sono impegnati in questa importante campagna vaccinale". 

Dalla Puglia invece arriva la notizia di come il "salto della fila" sia una faccenda apparentemente molto più diffusa con figli e parenti di odontoiatri fatti passare per assistenti di studio. Sul caso come riferisce La Repubblica starebbero indagando i carabinieri del Nas che forniranno i risultati al pm di Bari Baldo Pisani. Al lavoro anche gli ispettori del Nucleo ispettivo della Regioni che stanno spulciando gli elenchi dei centri vaccinali riscontrando anomalie. Grazie all'incrocio con i dati forniti dall’Inps si starebbe inoltre scoprendo un alto numero di disoccupati presumibilmente "imbucati".

Vaccini in Italia

Sono 9.258.640 i vaccini anti-Covid somministrati nel nostro Paese, l'84,4 per cento delle dosi finora consegnate, pari a 10.968.780 (7.668.180 Pfizer/BioNTech, 826.600 di Moderna e 2.474.000 di AstraZeneca), mentre ammonta a 2.929.678 il totale delle persone vaccinate a cui sono state somministrate la prima e la seconda dose. Per quanto riguarda la suddivisione territoriale, in testa in termini percentuali, la Lombardia con 1.475.951 dosi (83,7 per cento), il Lazio con 950.141 dosi (85 per cento), l'Emilia Romagna con 796.234 dosi (86,5 per cento), la Campania con 774.732 dosi (84,6 per cento) e il Veneto con 770.328 dosi (86,1 per cento). 

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