Venerdì, 14 Maggio 2021
Il caso / Milano

Vaccini anti-covid, la falla del link con cui tutti possono prenotarsi in Lombardia

Il caso denunciato da Radio Popolare, con un link aperto, inviabile anche via mail o su WhatsApp, chiunque poteva effettuare la prenotazione per la somministrazione del siero contro coronavirus

Foto di repertorio Ansa

Un link aperto che rendeva di fatto accessibile a chiunque la prenotazione per il vaccino contro il Covid 19 da effettuare in Lombardia. La falla nel sistema informatico è stata scoperta e denunciata da Radio Popolare, grazie ad una cittadina che ha verificato di persona la possibilità di "bypassare" le priorità. La signora avrebbe poi rinunciato ad approfittare della lista dei prenotati, ma non mancano le segnalazioni di persone che avrebbero effettuato il vaccino utilizzando questo escamotage.

All'inizio la scala di priorità per le vaccinazioni prevedeva il seguente ordine: sanitari, ospiti di Rsa e Rsd, anziani over 80, altri anziani e persone fragili. Una scala poi sovvertita dopo la sospensione delle somministrazioni per gli ospiti delle Rsd, per far fronte all'emergenza nella provincia di Brescia. Infatti, nello stesso momento partivano in Lombardia le prenotazioni online per gli over 80 e poi per gli insegnanti, che hanno cominciato ad essere vaccinati lunedì 8 marzo. Regione prometteva che la precedenza agli insegnanti non sarebbe andata a discapito dei fragili non ultra 80enni, ma di fatto questo sta avvenendo: gli insegnanti possono prenotarsi, chi soffre di patologie gravi ma non ha almeno 80 anni non ancora.

Adesso arriva il caso del link aperto: grazie a questa falla nel sistema di prenotazione online, chiunque poteva prenotarsi per la vaccinazione anti-covid. A sollevare il problema è stata appunto un'ascoltatrice di Radio Popolare che, soltanto per andare fino in fondo, è arrivata ad ottenere la mail con l'appuntamento all'ospedale Baggio, a Milano. Se non fosse stato per la sua onestà sarebbe potuta andare al nosocomio a ricevere la prima dose del siero AstraZeneca.

Il caso si è concluso nel migliore dei modi, con la donna e un giornalista che hanno informato della vicenda un colonnello responsabile dell'ospedale il quale ha riferito che loro si occupano esclusivamente dell'operazione di vaccinazione, non hanno modo di controllare le liste dei prenotati; che talvolta fanno una "mini intervista", senza però poter "stoppare" una vaccinazione prenotata se non in casi di pazienti con caratteristiche chiaramente non inerenti con gli attuali criteri di attribuzione. 

Il direttore dell'Asst Santi Paolo e Carlo, Giorgio Cattaneo, interpellato da Radio Popolare ha confermato che la cosa avviene circa tre volte la settimana e che il link che si ottiene dal sistema informatico si poteva facilmente inoltrare anche via mail o nelle chat WhatsApp, rendendo il vaccino accessibile a tutti. 

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