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Mercoledì, 17 Agosto 2022
"Violenza selvaggia" / Napoli

Bimbo ucciso a bastonate dal patrigno, chiesto l'ergastolo anche per la madre

Il sostituto procuratore di Napoli ha chiesto l'ergastolo Valentina Casa, oltre che per Toni Essobti Badre, mamma e patrigno di Giuseppe, il bambino di 8 anni brutalmente ucciso nel 2019 a Cardito, in provincia di Napoli: "La scena del crimine era una vera e propria scena dell'orrore"

Ergastolo per Toni Essobti Badre e anche per Valentina Casa, la mamma di Giuseppe, il bambino di 8 anni ucciso a bastonate il 27 gennaio 2019, a Cardito, in provincia di Napoli. Un caso in cui "si è toccato il fondo della crudeltà umana", come sottolineato dal sostituto procuratore generale di Napoli Anna Grillo nel corso della sua requisitoria al termine della quale ha chiesto ai giudici della seconda sezione della Corte di Assise di Appello partenopea (presidente Alfonso Barbarano) di confermare la condanna all'ergastolo inflitta in primo grado per il patrigno e la mamma del piccolo.

Valentina venne ritenuta colpevole di gravi omissioni ma condannata a sei anni dalla Corte di Assise. Nel corso della discussione, durata oltre tre ore, il sostituto procuratore generale ha ripercorso la raccapricciante vicenda che ha visto protagonista il piccolo Giuseppe (che con un intervento precoce si sarebbe potuto salvare) e la sorellina, rispettivamente di 8 e 6 anni, picchiati selvaggiamente con un bastone da Toni, in preda agli effetti della marijuana.

Sono terribili i dettagli raccontati durante la requisitoria dal sostituto procuratore generale di Napoli: "La scena del crimine era una vera e propria scena dell'orrore... coloro che avevano perso tutto quel sangue erano due bambini di sei e otto anni... selvaggiamente picchiati per lungo tempo in tutte le maniere possibili e immaginabili". "Ciò che lascia senza parole - ha detto ancora il magistrato rivolgendosi ai giudici - è che ha usato (Toni, ndr) la sua violenza selvaggia persino in un tentativo di strangolamento...". "Su Essobti c'è poco da dire, la sua condotta è stata insistentemente, pervicacemente e crudelmente rivolta per fare del male in maniera incredibilmente feroce a questi due bambini, colpendoli su tutte le parti del corpo ma in particolare sulla testa".

Parole dure, quelle usate dal sostituto procuratore, nei confronti della donna: "Valentina avrebbe potuto e assolutamente dovuto, giuridicamente dovuto, evitare quelle conseguenze lesive, fare di tutto per interrompere l'attività criminale e invece ha assistito passivamente a questa terribile, oscena, mattanza dei suoi figli. Avrebbe potuto urlare, poteva frapporsi, assumere lei quella violenza che si scatenava sui suoi figli - ha detto ancora il magistrato, ricordando anche la tragica morte del piccolo Di Matteo, sciolto nell'acido dalla mafia - avrebbe potuto chiamare la polizia, i vicini, i familiari, urlare, anche soltanto per distogliere quell'essere che fatico a definire umano per interrompere la violenza su due bambini indifesi. Invece ha preferito la vita e l'esistenza dei suoi bimbi al rapporto con Essobti perché il figlio erano d'intralcio. Ed è assurdo che una mamma possa essere indifferente alla sofferenza dei suoi figli". 

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