Incinta di due gemelli morì in ospedale dopo l'aborto, a processo sette medici

La decisione del giudice sul caso della morte di Valentina Milluzzo, la giovane mamma morta all'ospedale Cannizzaro di Catania

Sono stati rinviati a giudizio i sette medici dell'ospedale Cannizzaro di Catania per la morte di Valentina Milluzzo, la 32enne deceduta il 16 ottobre 2016 poco dopo aver perso, con altrettanti aborti, i due gemelli che aspettava in seguito alla fecondazione assistita. L'accusa per loro è di omicidio colposo plurimo. In aula era presenta come parte civile la sorella della vittima, Angela Maria Milluzzo e l'avvocato di famiglia, Salvatore Catania Milluzzo. 

La vicenda e le accuse

Valentina Milluzzo era stata ricoverata al Cannizzaro per delle minacce d'aborto il 29 settembre 2016, alla 17esima settimana di gravidanza gemellare. Due settimane dopo, nella notte tra il 14 e il 15 ottobre, la donna iniziò ad accusare forti dolori e febbre alta. Nel giro di poche ore entrambi i feti erano morti. Il 16 ottobre, poi, il decesso di Valentina. 

Secondo l'accusa, i medici "in concorso e cooperazione tra loro cagionavano con colpa il decesso della gestante" ricoverata per minaccia d'aborto in gravidanza gemellare bicoriale. La Procura contesta ai medici "colpa professionale" per "imprudenza, negligenza ed imperizia". In particolare "nella mancata attuazione di una terapia antibiotica adeguata" sia il 14 e il 15 ottobre, nel "mancato tempestivo riconoscimento della sepsi in atto", nella "mancata raccolta raccolta di campioni per esami microbiologici", nella "mancata tempestiva rimozione della fonte dell'infezione: i feti e le placente" e la "mancata somministrazione di emazie durante l'intervento".

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Tutti eventi, che sostiene la Procura di Catania, avrebbero "determinato il trasmodare della sepsi in shock settico irreversibile con conseguente insufficienza multiorgano e coagulazione intravascolare disseminata" che hanno causato il decesso della paziente".

L'avvocato Catania Milluzzo ai microfoni di CataniaToday ribadisce: "Se i medici si fossero accorti della sepsi in corso Valentina si sarebbe salvata. Il tampone vaginale del 14 ottobre mostrava chiari segni d'infezione in atto".

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Il processo 

Le indagini sul caso sono state avviate dopo la denuncia dei familiari di Valentina Milluzzo. Del caso si erano occupati anche gli ispettori inviati dall'allora ministro della Salute, Beatrice Lorenzin per accertarsi anche se davvero un medico del reparto si fosse rifiutato di praticare un aborto terapeutico alla donna in quanto obiettore di coscienza. Ipotesi poi esclusa da ministero e magistrati. Il processo proseguirà nella terza sezione del tribunale di Catania il prossimo 2 luglio 2019.

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