Mercoledì, 3 Marzo 2021
La storia / Italia

Perché Valentina Nappi vuole ritirarsi dal mondo del porno

Dopo la decisione di Visa e Mastercard di bloccare i pagamenti su Pornhub migliaia di produttori di video porno rischiano il lavoro. Tra questi anche l'attrice di Pompei. Il suo appello

La vicenda Pornhub contro Visa e Mastercard è completamente deflagrata all'interno del mondo del porno. Sono centinaia di migliaia i singoli produttori di contenuti per adulti in tutto il mondo che rischiano seriamente di non vedere più riconosciuto loro un solo euro a causa del blocco dei due colossi delle carte di credito. A scendere in campo sono coloro che animano l'industria del porno e rischiano più di tutti da questa scelta. Una di queste è Valentina Nappi che con un video su Facebook ha lanciato un appello e ha spiegato la situazione.

“Mi ritiro”

Una delle star mondiali del porno ha postato un contenuto con in descrizione “mi ritiro” raccontando quali siano i reali rischi della decisione di Visa e Mastercard per i professionisti del mondo dei video hard. Senza troppi giri di parole, l'attrice pompeiana ha spiegato che a partire dal prossimo mese potrebbe non ricevere più un euro dalla piattaforma. Sebbene una parte dei contenuti su Pornhub siano gratis, esiste una grossa fetta di video che sono a pagamento attraverso il passaggio ai servizi premium. Questo permette ai professionisti del porno di sostentare le loro produzioni. Bloccando i pagamenti con carta di credito dei due principali colossi Visa e Mastercard, quell'intero mondo potrebbe letteralmente sparire, segnando la morte del porno professionistico.

Gli effetti sul mondo del porno 

Sono migliaia gli attori in tutto il mondo che rischiano il posto di lavoro ma non solo. Sono altrettanti i produttori di contenuti amatoriali che comunque finora ricavavano somme di denaro dall'upload dei loro video sulla piattaforma. Una piattaforma, Pornhub, che fa parte del gruppo Mindgeek, autore di produzioni a 360 gradi nel mondo del porno e diventato famoso con etichette come “Brazzers”. Di fatto un'intera industria che macina miliardi di visualizzazioni all'anno e fattura milioni e milioni di dollari rischia l'estinzione. Si tratta di una nuova era geologica per il porno che tanto era cambiato con l'avvento di internet dimostrandosi uno dei settori all'avanguardia nel cambiamento. La Nappi ha spiegato anche i motivi che hanno portato alla stretta di Visa e Mastercard.

L'articolo del New York Times e la petizione di Exodus Cry

Tutto è partito dalla campagna “trafficking hub” lanciata da “Exodus Cry”, una fondazione ultra-conservatrice americana “distintasi” in passato anche per campagne contro i matrimoni gay. In realtà a fare realmente scalpore è stato un articolo pubblicato dal New York Times a firma di Nicholas Kristof in cui veniva denunciata la presenza di video sulla piattaforma con immagini di minorenni o con scene di revenge porn. Immediatamente il mondo conservatore si è mosso e il ritorno d'immagine negativo ha particolarmente preoccupati i due colossi del credito che hanno deciso di bloccare i pagamenti sulla piattaforma. Di fatto la circostanza dei video illegali su Pornhub è vera e nemmeno la piattaforma ha smentito.

I video illegali su Pornhub

Ancora tuttora esistono i video di Belen Rodriguez e altre star vittime di hackeraggio così come è stato fatto un lavoro immane per cancellare i video che ritraevano Tiziana Cantone, molti dei quali sono resistiti sui siti porno anche dopo la morte della giovane napoletana. La stessa Pornhub ha spiegato che si trattava di utenti non verificati che avevano la possibilità di caricare contenuti sulla piattaforma e potevano sfuggire ai controlli. Per questo Pornhub ha congelato i video di tutti gli utenti non verificati, bloccando loro la possibilità di caricarne di altri. Ma qual è la reale portata di questo fenomeno? Secondo Pornhub in realtà si parla di soli 118 video illegali scoperti facendo riferimento ai dati dell'Internet Watch Foundation che però ha calcolato che su internet girano 84 milioni di contenuti illegali.

Il rapporto con i social network

Il rischio è che, da un lato le piattaforme di siti porno abbiano degli standard elevatissimi di controllo, mentre social network come quelli del mondo Facebook oppure Telegram non siano soggetti allo stesso tipo di controllo. Allo stato attuale, in ogni caso, la stretta rischia di paralizzare il mondo del porno che sta tentando una mediazione con i colossi delle carte di credito. La Nappi poi conclude il video con una questione di principio. L'allarme lanciato dalla pornoattrice riguarda le libertà individuali e soprattutto racconta di posti nel mondo dove il porno è bandito e dove contemporaneamente sono messi a rischio anche i diritti umani. La correlazione tra le due cose viene sottolineata dall'attrice napoletana che denuncia anche il monopolio nel mondo del credito che potrebbe mettere a rischio la libertà di espressione. 

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