Giovedì, 16 Settembre 2021
Cronaca Roma

Ha infettato 18 donne con l'Hiv: inizia il processo a Valentino Talluto

Al via nell'aula bunker di Rebibbia a Roma il processo al 32enne sieropositivo accusato di aver contagiato decine di partner tramite rapporti sessuali non protetti. Deve rispondere dei reati di epidemia dolosa legata all'Hiv (si tratta del primo caso in Italia) e anche di lesioni gravissime

Inizia oggi nell'aula bunker di Rebibbia a Roma il processo a Valentino Talluto, il 32enne sieropositivo accusato di aver contagiato decine di partner tramite rapporti sessuali non protetti.

Deve rispondere dei reati di epidemia dolosa legata all'Hiv (si tratta del primo caso in Italia) e lesioni gravissime.

Sono 18 le donne che si sono costituite parte civile nel procedimento.

L'indagine, delegata e coordinata dal Pubblico Ministero dottor Francesco Scavo Lombardo, iniziò quasi due anni fa, quando una delle vittime aveva denunciato l’uomo, dopo aver scoperto in maniera del tutto casuale di aver contratto il virus. 

Talluto, originario di Acilia, venne arrestato nel novembre del 2015 con l'accusa di aver infettato una trentina di partner, molte delle quali conosciute sul web: è sieropositivo dal 2006.

Gli agenti della Polizia di Stato, ha scritto RomaToday, hanno svolto per mesi un’incessante attività di rintraccio ed escussione delle altre partner dell’uomo, alcune delle quali purtroppo ancora inconsapevoli di aver contratto il virus, altre risultate non contagiate solo per puro caso.

Il quadro complessivo venutosi a delineare è risultato "talmente grave e inquietante", che il Pubblico Ministero, titolare delle indagini, nel formulare la richiesta della seconda misura dell'Ordinanza di custodia cautelare in carcere nel maggio scorso, ha ritenuto di ravvisare, anche il "delitto di epidemia".

Tre donne dopo essere state infettate da Talluto hanno in maniera del tutto inconsapevole trasmesso il virus ad altrettanti partner ed un'altra lo ha trasmesso al proprio bambino.

Oggi il bambino, di quattro anni circa, è affetto da encefalopatia, una patologia gravissima, riconducibile proprio allo stato di sieropositività contratto durante il parto.

PROCESSO A PORTE APERTE - Sarà un processo a porte aperte. Il presidente Evelina Canale ha rigettato la richiesta delle parti civili di un processo senza l'attenzione delle telecamere o dei cronisti. In un provvedimento letto in aula è stato evidenziato "l'interesse sociale del dibattimento in oggetto".

Il pm Francesco Scavo ha sottolineato: "credo sia importante che alcuni passaggi di questo processo siano ripresi dalle tv per l'importanza che avranno, come si vedrà".

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