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Giovedì, 2 Dicembre 2021
Omicidi / Trapani

Uccide il compagno a coltellate, il delitto annunciato su Facebook: "Non ho più niente da perdere"

Vanda Grignani è stata arrestata per l'omicidio del compagno Cristian Favara a Trapani: due messaggi preannunciavano il fatto di sangue. Da mesi le liti erano ricorrenti, ma non risulta alcuna denuncia

Due post su Facebook sabato, alle 23.36 e alle 23.38. Vanda Grignani, 36 anni, la donna arrestata per l'omicidio del convivente Cristian Favara di 46 anni ucciso ieri notte, aveva scritto qualche ora prima del delitto che avrebbe fatto "qualcosa che non avrei mai pensato, vi amo. Perdonatemi". Parole molto forti: "Scusate vi voglio bene a tutti mi manca la mia famiglia sono sola questo essere mi ha portato all'esasperazione. La polizia e i carabinieri di Trapani sembrano che vadano d'accordo con lui". E ancora: "Ho chiesto aiuto questo mi ha distrutto. La polizia e carabinieri di Trapani difendono lui. Va bene sono stanca. Non ho più niente da perdere perdonatemi".

Trapani: Vanda Grignani ha confessato l'omicidio di Cristian Favara

Quei due inquietanti aggiornamenti dello stato di Facebook, uno dietro l’altro, a qualcuno avevano fatto pensare amche a un proposito suicida. Le parole non sono però state prese sul serio dagli amici che li hanno letti e commentati sulla pagina Fb della donna. Qualcuno consigliava a Vanda Grignani di "stare tranquilla e che nella vita con rabbia e pensieri strani abbiamo solo da perdere". Altri le suggerivano di riflettere bene: "Non farti fregare dalla rabbia. Devi mantenere la calma e le situazioni si risolveranno".  La donna ha accoltellato al petto il suo convivente, figlio di storici ristoratori della città. Il fatto di sangue è avvenuto poco dopo i post su Fb. Favara, che per obbligo di legge doveva rientrare entro le 23, fa rientro in casa, dietro la Cattedrale di San Lorenzo. Una lite, l'ennesima. Poi l'omicidio. Dalla scorsa primavera più volte lei o lui avevano chiamato la polizia e i carabinieri. Litigi pressoché quotidiani, ma senza denunce.

Favara, che come la compagna aveva problemi legati all'uso di sostanze, era ai domiciliari con il braccialetto elettronico e con la misura restrittiva di rincasare entro le 23, aveva richiesto lo scorso marzo di trasferire a casa di Vanda Grignani il domicilio dove scontare la pena. Favara aveva precedenti penali per droga e omicidio colposo: per la morte di un tossicodipendente per overdose era stato condannato in primo grado a sette anni e mezzo. Dopo l'omicidio Vanda Grignani ha chiamato i carabinieri e confessato tutto. 

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