Domenica, 19 Settembre 2021
Siria

Vanessa: "Non siamo responsabili del nostro rapimento"

"Ringrazio tutti quelli che hanno lavorato per la nostra libertà, lo Stato l'unità di crisi, tutte le persone che hanno sempre sperato, pregato e pensato a noi" dice Vanessa Marzullo, una delle due cooperanti italiane rapite in Siria e liberate nei giorni scorsi

"Greta ha usato le parole perfette: ci dispiace per il dolore causato, ma non siamo responsabili del nostro rapimento. Siamo state cinque mesi e mezzo chiuse dentro". Sono le parole di Vanessa Marzullo, una delle due cooperanti italiane rapite in Siria e liberate nei giorni scorsi, parlando ai microfoni di Sky Tg24 davanti alla sua casa a Verdello, nel bergamasco.

"Adesso stiamo bene - ha continuato - è bellissimo stare con le nostre famiglie. È un po' difficile stare lontana da Greta, ma c'è la nostra famiglia e stiamo bene". Durante la prigionia, ha raccontato Vanessa, "dormivamo su dei materassi, non in un letto vero. Stiamo state trattate bene in quel contesto, non abbiamo subito violenze. Adesso sicuramente non torneremo in Siria, ma continueremo ad aiutare da qua. Non dimentichiamo che c'è un massacro in corso".

"Ringrazio tutti quelli che hanno lavorato per la nostra libertà, lo Stato l'unità di crisi, tutte le persone che hanno sempre sperato, pregato e pensato a noi". Un giornalista le domanda se abbia avuto paura di non farcela e di non riuscire a tornare: "Certo che sì", ha concluso la ragazza.

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