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Lunedì, 20 Maggio 2024
Stamina

Vannoni denuncia: "Nel nuovo comitato esperti anti-Stamina"

Il presidente di Stamina Foundation attacca la lista di nomi chiamata a giudicare il suo metodo: "Basta cercare su Google per capire che sono già schierati". Replica del presidente: "Parleremo con le famiglie"

"Contro di noi ci sono stati attacchi falsi nel corso degli ultimi giorni. Ma oggi (ieri, ndr) i pazienti hanno portato i loro certificati che hanno dimostrato evidenti miglioramenti dei pazienti con malattie degenerative". Così nella serata di sabato Davide Vannoni, presidente di Stamina Foundation, è tornato ad attaccare il ministero della Salute e ai microfoni di TgCom24 ha denunciato come il nuovo comitato chiamato a giudicare il suo metodo sia in qualche modo prevenuto.

"Il ministro Lorenzin - ha proseguito Vannoni - o non ha letto cosa ha scritto il Tar bocciando la prima commissione oppure non sa cercare su Google. Digitando su Google è pieno di articoli contro Stamina di un membro della nuova commissione. Per il rispetto dei pazienti ci vuole una commissione di persone che non siano gli allievi di quelli che ci hanno già bocciato: se il ministro Lorenzin vuole mantenere questi membri, che già si sono schierati contro Stamina, almeno - ha concluso - inserisca dei membri neutri".

Intanto il ministro Lorenzin ha comunicato che denuncerà il vice di Vannoni, Marino Andolina, che in conferenza stampa ha parlato di "un problema di criminalità organizzata, un gruppo di persone a livello molto alto ha deciso di consigliare così la ministra". 

"In relazione alle affermazioni del vice presidente di Stamina Foundation, Andolina - si legge nella nota del ministero della Salute - si adirà alla vie legali nei confronti dello stesso Andolina per le gravissime affermazioni fortemente diffamatorie dell’operato del ministro e del ministero stesso".
  
E in risposta alle parole di Vannoni, ecco quanto dichiarato dal presidente del comitato per la valutazione del protocollo Stamina, il professor Mauro Ferrari: "Il mio primo passo sarà quello di incontrare le famiglie dei malati. In questa questione non ci sono nemici, non ci sono battaglie politiche. C’è solo da fare chiarezza e ci sono soluzioni da trovare. Non ho dubbi sul fatto che vadano consultate le famiglie. È importante ascoltare ogni episodio, ogni paziente, ogni medico, soprattutto quelli di famiglia che si sono occupati dei casi. Dunque la prima cosa che farò quando arrivo in Italia sarà incontrare le famiglie: siamo al servizio dei pazienti".

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