Giovedì, 25 Febbraio 2021

Tre casi di variante brasiliana in Abruzzo: positiva una famiglia

L’annuncio del presidente della Regione Marco Marsilio. I tre componenti nel nucleo familiari erano rientrati dal Brasile

Rilevati in Abruzzo tre casi di variante di Sars-CoV-2 Si tratta di una famiglia di Poggio Picenze (L’Aquila), rientrata dal Brasile.  

L’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Abruzzo e del Molise “G.Caporale” ha rilevato tre positività, come riferito dal governatore della Regione Abruzzo Marco Marsilio. Si tratta di un caso tempestivamente individuato e isolato, ha fatto sapere Marsilio. La famiglia sarà successivamente sottoposta a vaccino. 

"La speranza - ha aggiunto Marsilio, come riporta l’Agenzia Dire - è che questa individuazione abbia permesso di isolare il caso. Entro pochi giorni sarà testata l'efficacia del vaccino Pfizer sulla variante. La Asl, già informata - ha concluso - sta già provvedendo a fare i tamponi e il tracciamento”.

A Varese il primo caso di variente brasiliana

Ieri è stato individuato a Varese il primo caso di variante brasiliana di Sars-CoV-2. Si tratta di un uomo rientrato dal Brasile all’aeroporto di Malpensa via Madrid, risultato positivo al tampone disposto da Ats, come riferito dalla direzione della Agenzia Tutela Salute Insubria. Il paziente è “in buone condizioni di salute, ma precauzionalmente è stato ricoverato per accertamenti nel reparto di Malattie infettive diretto da Paolo Grossi, dopo che la variante era stata identificata dal Laboratorio di microbiologia diretto da Fabrizio Maggi”, aveva fatto sapere Ats, informando che altri gli altri familiari dell’uomo sono stati posti in sorveglianza e che sono state “adottate tutte le misure di sanità pubblica previste dai vigenti protocolli sanitari per il controllo della diffusione della variante brasiliana sul nostro territorio e, ad oggi, la situazione non è motivo di allarme”. 

Moderna: “Il nostro vaccino funziona contro le varianti inglesi e sudafricana”

Moderna ha annunciato che il suo vaccino anti COVID-19 mantiene un'attività neutralizzante contro le varianti emergenti di Sars-Cov-2 identificate per la prima volta nel Regno Unito e nella Repubblica del Sud Africa.

Come spiega lo studio pubblicato in preprint su bioRxiv, se non vi sarebbe alcun impatto significativo della cosiddetta variante inglese, quella più resistente agli anticorpi risulterebbe la variante Sudafricana, con una riduzione pari a 6 volte della capacità neutralizzante del siero, ma non tale da scendere al di sotto dei livelli giudicati come protettivi dallo sviluppo dei sintomi della Covid-19. 

Andrea Crisanti: "Se i casi di variante brasiliana aumentano l'unica opzione è il lockdown duro" 

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