Acqua alta a Venezia, torna la piena: piazza San Marco allagata

Nuovo picco oltre i 150 cm dopo le 13, la città è allagata al 70%, piazza San Marco è stata chiusa ai pedoni. Disattesa la previsione di 160 cm sopra il livello medio del mare

Venezia, piazza San Marco sott'acqua (FOTO ANSA)

Continua l'emergenza acqua alta a Venezia. La città è allagata al 70% e intorno alle 13.30 è stato registrato un nuovo picco dell'onda di piena, con la marea che ha superato i 155 cm. Tutta piazza San Marco è stata chiusa al transito di cittadini e turisti, gli accessi sono transennati e saranno resi nuovamente agibili solo nelle prossime ore, quando i livelli dell’acqua saranno calati fino al punto da non rendere più necessarie le misure di sicurezza. La piena si ritirerà progressivamente fino a toccare quota 30 cm alle 21.20 di questa sera.

Acqua alta a Venezia, livelli più bassi nei prossimi giorni

Il Centro previsioni e segnalazioni maree della Protezione civile - direzione Polizia locale del Comune di Venezia comunica che oggi, domenica 17 novembre, la marea ha raggiunto un picco massimo di 150 centimetri alle ore 13.10 a Punta della Salute e di 155 centimetri alle dighe di San Nicoletto e di Malamocco. Si tratta di un valore che ha comportato l'allagamento del 69% del suolo calpestabile della Città. Il Centro maree aveva iniziato a segnalare la possibilità di raggiungere la quota di 155-160 centimetri a partire dalla previsione delle 9.30 di sabato 16 novembre.

"Alla mezzanotte sono suonate le sirene per avvisare il prossimo raggiungimento della quota di 110 centimetri - si sottolinea dal Centro maree - e alle 7.50 sono suonate ancora per ribadire la possibilità di raggiungimento di un livello di 155-160 centimetrialle 12.30. I venti dai quadranti sud orientali previsti da tutti i principali modelli di previsione meteorologica si sono per fortuna manifestati soltanto sul finire della mattinata. Tale ritardo ha comportato lo slittamento dell'istante della massima di circa un'ora e il raggiungimento di una quota più contenuta rispetto a quanto atteso".Per il resto della settimana il Centro segnala la presenza di ulteriori perturbazioni, seppure di intensità ridotta rispetto a quelle che hanno interessato il bacino dell'alto Adriatico in questi giorni. Lunedì 18 novembre, alle ore 13.20, si prevede un massimo di 110-115 centimetri. Martedì 19 novembresi potrebbe raggiungere, di nuovo, un livello di 110-115 centimetri alle ore 15.

Acqua alta a Venezia, impiegati 280 volontari

Eccezionale il numero di forze dispiegate sul campo dal Sistema di Protezione civile che, in vista della nuova punta massima di 160 centimetri prevista per le ore 13, vede l'impiego di almeno 280 volontari appartenenti ai Gruppi comunali e alle associazioni di Protezione civile della Città di Venezia, nonché della Città metropolitana e delle province di Padova, Treviso e Rovigo. I loro interventi saranno coordinati tramite la Centrale radio dalla sede di via Lussingrande, gestita da volontari del Comune di Venezia. Quest'ultima raccoglie indicazioni e segnalazioni che giungono dal Centro operativo comunale, istituito nella sede della Polizia locale di Palazzo Poerio.

"I volontari saranno presenti capillarmente in tutto il territorio già prima del picco di marea per gestire e raccogliere le varie necessità e, in seguito, per prestare soccorso alla popolazione - dichiarano dalla Protezione civile - Le squadre presteranno servizio a Burano, Murano, Torcello, Sant'Erasmo, Pellestrina, Lido, Giudecca, oltre che naturalmente in centro storico. Con l'evolversi della situazione saranno forniti ulteriori aggiornamenti sugli interventi prestati nel corso dell'emergenza".

Acqua alta a Venezia, primi rimborsi e stop ai mutui

Dopo un vertice tenutosi ieri tra Angelo Borrelli, capo della Protezione civile, e il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, è stata decisa la sospensione dei mutui per un anno, sono stati confermati 20 milioni per il primo ristoro dei danni e il sindaco è stato nominato commissario straordinario. Lo prevede l’ordinanza firmata da Borrelli. Intanto la direzione della Protezione Civile regionale ha accolto la richiesta del MIBACT Veneto che, attraverso l’attivazione dell’Unità di Crisi, sta raccogliendo informazioni per verificare lo stato di alcune chiese del territorio veneziano dopo la nuova ondata di maltempo abbattutasi su città e sulle isole ieri mattina. 

L’UCCR-MIBACT sta lavorando a stretto contatto con gli uomini della direzione regionale della Protezione Civile per verificare lo stato di alcuni edifici religiosi colpiti dalle mareggiate e dall’acqua alta dell’ultima settimana. Obiettivo verificare la situazione, monitorare i danni e valutare come è possibile la messa in sicurezza degli edifici, considerando che oggi è attesa una nuova ondata di maltempo. In particolare, venerdì mattina una squadra della Protezione Civile di Venezia ha effettuato un intervento nella chiesta di Murano, mentre gli uomini della Protezione Civile regionale oggi stanno verificando le condizioni per mettere in sicurezza la cripta ed il battistero della basilica di Torcello e la chiesa di San Moisè a Venezia. 

Ma l’elenco degli edifici interessati dalle verifiche è in costante aggiornamento. “Si tratta della prima volta che viene attivata questa collaborazione sul campo – spiega l’assessore regionale alla Protezione Civile Gianpaolo Bottacin – una prima esperienza sperimentale era stata effettuata lo scorso anno nell’ambito dell’esercitazione europea Neiflex, che ha visto impegnati più enti per simulare scenari alluvionali e mettere a punto il sistema di intervento. In questi giorni stiamo attuando in concreto quanto appreso. A dimostrazione che le esercitazioni sono strumenti essenziali per attivare collaborazioni che, in momenti di emergenza, diventano fondamentali”.

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