Domenica, 9 Maggio 2021

Video e foto della violenza sessuale: cosa c'è nell'inchiesta su Ciro Grillo per stupro di gruppo 

Agli atti dell'indagine della procura di Tempio Pausania per stupro di gruppo in cui sono coinvolti il figlio del fondatore del M5s con Edoardo Capitta, Francesco Corsiglia e Vittorio Lauria ci sono foto e video della presunta violenza sessuale

Ieri Beppe Grillo ha difeso il figlio Ciro in un video pubblicato su Facebook dall'accusa di stupro in cui il 20enne è coinvolto insieme a Edoardo Capitta, Francesco Corsiglia e Vittorio Lauria. I quattro sono accusati di aver violentato il 16 luglio 2019 in gruppo una ragazza italo-svedese di 19 anni nella villa in Costa Smeralda di proprietà del fondatore del MoVimento 5 Stelle.  

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La storia comincia al Billionaire di Flavio Briatore, dove i quattro incontrano due ragazze e bevono insieme prima di andare nella casa del fondatore del MoVimento 5 Stelle. Una delle due ragazze si addormenta, l'altra dice di essere stata costretta a un rapporto con uno dei giovani e di essere stata poi violentata fino al mattino dagli altri tre. I ragazzi ammettono il sesso di gruppo ma sostengono che la 19enne fosse consenziente e consapevole, e forniscono come prova che dopo il primo rapporto i due siano andati insieme a comprare le sigarette e che poi siano tornati: in quell'occasione ci sarebbero stati i rapporti con gli altri tre. 

Secondo la versione delle difese il giorno dopo le due amiche hanno preso un taxi che le ha riportate ad Arzachena in un clima di serenità. La ragazza italo-svedese racconta invece di una notte da incubo e spiega che i messaggi scambiati anche nei giorni successivi con il gruppo di ragazzi sarebbero stati il segno di rimozione e vergogna. A ottobre venne interrogata anche Parvin Tadjik, la moglie di Beppe Grillo, che la notte del 16 luglio dormiva nell’appartamento accanto a quello in cui si trovavano i quattro ragazzi con le due amiche. Ma la compagna del comico non avrebbe udito nulla.

In questi mesi di indagine sono emersi particolari scabrosi sulla vicenda. L’avviso di chiusura delle indagini inviato lo scorso 6 novembre ai quattro e ai loro avvocati racconta un altro episodio nella ricostruzione dell'accusa sulla vicenda. Vittima dei giovani, secondo il Pm, non è stata considerata solo S. J., ventenne italo-norvegese, ma anche l’amica R. M.. E questo perché, sempre secondo l'accusa, i tre "partecipavano anche ad atti di violenza perpetrati in danno dell’amica di J. , R. M.". E in questo frangente il figlio del comico genovese si sarebbe distinto: "In particolare Grillo, alla presenza di Capitta che scattava fotografie per immortalarlo e di Lauria, appoggiava i propri genitali sul capo di R. M., la quale, in stato di incoscienza perché addormentata, era costretta a subire tale atto sessuale". 

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I video sulla violenza sessuale di cui è accusato Ciro Grillo

E ancora: agli atti c'è anche una foto "oscena" e un'accusa precisa. Nella ricostruzione degli inquirenti si sostiene che Francesco Corsiglia tenta un assalto sessuale nei confronti della ragazza italo-norvegese dopo averla convinta a seguirlo in camera sua con la scusa di prendere delle coperte. Dopo il fallimento dell'approccio, lui continua a braccarla in un'altra stanza dove, sempre secondo l'accusa, la violenta mentre gli amici "entravano e uscivano ridendo tra loro e ostruendole il passaggio quando, divincolatasi, la ragazza tentava di allontanarsi". A mattina fatta gli altri tre ragazzi "la forzavano a bere vodka, afferrandola per i capelli la costringevano e comunque la inducevano a compiere e subire ripetuti atti sessuali con ciascuno di loro". 

Poi c'è il video. Quello che è stato ritrovato nel cellulare di uno degli indagati ed è considerato più significativo degli altri perché riprenderebbe la violenza di gruppo. È stato girato dagli stessi ragazzi mentre si alternavano con S. Per la Procura è un forte indizio. Per la difesa, al contrario, si tratterebbe della dimostrazione che il quartetto non aveva nulla da nascondere, essendo la ragazza consenziente. La ragazza è stata più volte ascoltata dagli inquirenti e ha raccontato, fin nei minimi particolari, quanto sarebbe accaduto nella villa in Costa Smeralda di proprietà della famiglia Grillo. Il 26 luglio, rientrata a Milano, si è presentata alla caserma dai carabinieri, ha denunciato la violenza e ha poi deciso di farsi visitare da un medico. Nel verbale ha accusato: erano quattro, io da sola, non potevo reagire. I quattro ragazzi hanno sempre negato le accuse sostenendo che fosse "sesso di gruppo consenziente". 

La procura di Tempio Pausania sta per chiedere il rinvio a giudizio nei confronti di tutti e quattro gli accusati. Per Grillo proprio il video dimostra che non c'è stata nessuna violenza sessuale. Perché, rivela, «si vede passaggio per passaggio che» il sesso di gruppo con la ragazza sarebbe stato «consenziente» e non c’è stata violenza per ben sei rapporti sessuali come sostiene l’accusa. Nel video "si vede un gruppo che ride, si vede che sono ragazzi di 19 anni che si stanno divertendo, che sono in mutande e saltellano con il pisello perché sono 4 coglioni non 4 stupratori".

Le foto in posa a sfondo sessuale nel fascicolo dell'accusa nei confronti di Ciro Grillo

Secondo l'accusa i quattro filmati che riprendono varie fasi della serata e dell’incontro fra i genovesi e S. J. sono la dimostrazione dello stupro. Perché la ragazza, secondo i pm, è in condizioni così precarie per l’alcol che le avevano fatto ingerire, da compiere atti contro la propria volontà: "Gli indagati mediante violenza, costringevano e comunque inducevano S. J., abusando delle sue condizioni d’inferiorità fisica e psichica dovuta all’assunzione di alcolici, a subire e compiere atti di natura sessuale". 

La Stampa scrive oggi che nell’elenco del materiale audiovideo compaiono poi gli screenshot di alcuni post sui social network, che ancora S. J. aveva diffuso in seguito. In quei commenti, secondo gli avvocati della difesa, non traspare affatto l’orrore rivelato più avanti e la vacanza è descritta come se nulla fosse. Per la parte civile si è trattato di un atteggiamento comprensibile: sotto choc, la diciannovenne avrebbe rimosso temporaneamente il trauma. Poi ci sono i nuovi testimoni portati dalla difesa. Persone che non erano presenti nell'appartamento ma che potrebbero aver raccolto confidenze nei giorni successivi allo stupro. Che dimostrerebbero, sempre secondo la difesa, la consensualità dei rapporti. 

Infine c'è la foto comparsa da uno degli smartphone degli indagati. In cui si vede uno dei ragazzi (che secondo la procura è Ciro Grillo ma la circostanza è attualmente contestata dalle difese) che è ritratto in una posa a sfondo sessuale, come se fosse davanti a una preda, mentre R. M. è incosciente per l'alcool. Lo scatto è la prova su cui si fonda la seconda contestazione di abuso e prova anche che l'altra ragazza fosse addormentata sul divano mentre S. J. veniva stuprata. I difensori contestano l'interpretazione. Presto un giudice deciderà sul rinvio a giudizio. 

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