Giovedì, 6 Maggio 2021
Terremoto / Modena

Videoracconto dall'Emilia. Il post sisma tra rabbia e dolore

Patrimonio artistico ridotto in macerie, economia in ginocchio, Governo contestato. Tre punti di vista per leggere il dramma di una terra che tenta di ripartire

Tre immagini. Tre punti di vista per leggere il dramma di una terra. L'Emilia è in ginocchio sotto ogni punto di vista. Quello umano che, tra le varie tragedie, osserva un inestimabile patrimonio artistico ridotto in macerie. Quello economico di un territorio che ora è chiamato a risollevarsi. Quello politico, con un governo sentito quantomai lontano da chi ha subito il dramma del sisma. E così, in tre video, è possibile raccontare le tre le facce di questo dramma. 

"Erano una cosa a livello mondiale che abbiamo in Italia e invece ci troviamo così. E' assurdo. Le scosse sono state forti ma…". Così un cittadino di Sant'Agostino mentre osserva le macerie della Torre dei modenesi di Finale Emilia, gioiello del 1200. Una tragedia nella tragedia che mette a nudo un sistema di conservazione assolutamente insufficiente per un patrimonio artistico come quello italiano.

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Forme di Parmigiano Reggiano e Grana Padano ammassate le une sulle altre. Uno dei simboli dell'economia emiliana è oggi uno dei simboli del sisma che ha messo in ginocchio il territorio. Il sisma ha  causato gravissimi danni a una delle produzioni simbolo dell'Italia nel mondo. Depositi, allevamenti, stalle, fienili, serre sono crollati. I danni stimati da Coldiretti superano i 200 milioni. 

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Infine, la politica. Con Mario Monti che prima del Consiglio dei ministri che nel pomeriggio ha decretato lo stato d'emergenza per l'Emilia ha voluto recarsi sui territori colpiti dal sisma. Lo ha fatto "per rendermi conto personalmente della situazione, certamente problematica, con danni molto gravi. Ma ho visto anche le premesse per una ripresa rapida". Non sono però mancate le contestazioni contro il premier Monti: "Vergogna, ladri, potevi stare a casa". Una decina di cittadini di Sant'Agostino ha accolto così il primo ministro. "Siamo decisi a farci sentire in un momento difficile in cui oltre al dramma del terremoto" hanno spiegato i cittadini "c'è l'aggravante del disagio per le tante tasse, per l'Imu e per il rischio che le spese per la ricostruzione graveranno unicamente su di noi". Durissima una signora: "Poteva stare a casa. E' venuto perchè è un circo mediatico. Abbiamo tanti problemi, rabbia e paura. Da uno stato ci si aspetta quello che lo stato dovrebbe fare. Fischiamo per esprimere il nostro malcontento".

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