Mercoledì, 12 Maggio 2021

Vigili del Fuoco, rabbia in piazza: "Stipendi bassi e poco personale"

Oggi presidio davanti al parlamento, in piazza Montecitorio, ma anche davanti alle prefetture in tutti i territori: "Il nostro lavoro di sicurezza e tutela, unico e insostituibile, deve essere riconosciuto, sul fronte del salario e dei diritti"

Un vigile del fuoco al lavoro, foto Ansa (repertorio)

Inizia la mobilitazione unitaria dei Vigili del Fuoco. Oggi presidio davanti al parlamento, in piazza Montecitorio, ma anche davanti alle prefetture in tutti i territori. Appuntamento alle ore 10 per un’iniziativa promossa da Fp Cgil Vigili del Fuoco, Fns Cisl e Uil Pa Vigili del Fuoco per rivendicare interventi a favore dei componenti del corpo sui diritti e sul salario. Parte così la mobilitazione unitaria dei Vigili del Fuoco che, dopo la giornata odierna segnerà poi un passaggio successivo il 21 novembre con la giornata nazionale di sciopero di quattro ore, con altre giornate di protesta che seguiranno.

Servono quindi più risorse per il rinnovo del contratto di lavoro (oggi la differenza di stipendio con gli altri corpi dello Stato viaggia intorno ai 400 euro, che diventano 600 nel confronto con i vigili del fuoco degli altri Paesi europei), l'istituzione della pensione complementare e il potenziamento degli organici che, per la parte operativa ammontano a poco più di 30mila unità (uno ogni 2.000 abitanti).

Perché i Vigili del Fuoco scendono in piazza

Al centro della vertenza, fa sapere il responsabile nazionale della Fp Cgil Vigili del Fuoco, Mauro Giulianella c'è "una valorizzazione effettiva dal punto di vista retributivo e previdenziale del lavoro, unico ed insostituibile, dei Vigili del Fuoco; una maggior tutela e garanzia degli infortuni e delle malattie professionali tipiche del lavoro dei Vigili del Fuoco; un riconoscimento reale della specificità e dell’alta professionalità dei Vigili del Fuoco; risorse adeguate per il rinnovo del contratto di lavoro; potenziamento degli organici del Corpo Nazionale finalizzato a diffondere il servizio sul territorio e a tutela della sicurezza dei Vigili del Fuoco”.

Obiettivo della mobilitazione è incidere nella legge di Bilancio a sostegno dei Vigili del Fuoco: “Siamo il solo corpo – aggiunge Giulianella – capace di prestare soccorso in Italia ai cittadini. Per questa nostra nostra caratteristica rivendichiamo la nostra specificità: il nostro lavoro di sicurezza e tutela, unico e insostituibile, deve essere riconosciuto, sul fronte del salario e dei diritti”. Appuntamento quindi  in piazza Montecitorio dalle 10 per la mobilitazione unitaria dei Vigili del Fuoco e in tutti i territori davanti alle prefetture.

Un'indagine Eurispes dello scorso anno metteva in luce un paradosso: i Vigili del Fuoco guadagnano in media il 20% in meno degli altri addetti alla sicurezza (come poliziotti e carabinieri): 1.200 o 1.300 euro al mese per un lavoro rischioso ed usurante. Tale presidio essenziale per la sicurezza dei cittadini non è mai stato inquadrato organicamente nel Comparto Sicurezza, ed anche per questo è stato difficile negli scorsi anni identificare un automatismo per gli aumenti salariali, quando questi sono stati decisi per le Forze dell'ordine.

Stipendi, quanto guadagna un Vigile del Fuoco

Nell'Italia del 2019 lo stipendio medio di un vigile del fuoco si aggira attorno ai 1.300 euro al mese, secondo i sindacati, arrivando a 1.500-1.700 euro a fine carriera. Sono retribuiti molto meno dei colleghi di altri corpi: un divario che va dai 300 euro mensili, nelle qualifiche più basse, sino a circa 700 euro di differenza nei gradi più elevati. Non certo "spiccioli". La disparità di trattamento rispetto alle altre forze dell’ordine ha conseguenze inevitabili anche a livello di pensioni. Ogni cinque anni di servizio operativo ai dipendenti degli altri corpi ne sono conteggiati sei ai fini pensionistici. I pompieri chiedono più attenzione al mondo politico.

"Con il precedente ministro dell’Interno le risorse per l’equiparazione stipendiale e previdenziale dei VVF alle Forze dell’ordine ammontavano a zero euro, col ministro Lamorgese ammontano invece a 25 milioni di euro. Ricordiamo che il ministro che ha abbandonato la causa dei Vigili del Fuoco era leghista come loro”. Così in una nota i portavoce del MoVimento 5 Stelle in commissione Affari Costituzionali alla Camera qualche giorno fa hanno replicato ad alcuni parlamentari della Lega che denunciavano la carenza di fondi per i Vigili del Fuoco.

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