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Mercoledì, 28 Febbraio 2024
Emergenza femminicidi / Barletta-Andria-Trani

Vincenza Angrisano uccisa a coltellate dal marito: lui non accettava la fine del matrimonio

Femminicidio ad Andria. La donna aveva 42 anni e lascia due figli piccoli. Ammazzata dal marito Luigi Leonetti, 50 anni, nella casa in cui vivevano ancora insieme, anche se si stavano separando. Città sotto shock, la sindaca: "Balorda e folle violenza"

Una strage quotidiana e senza fine. Un baratro. Due femminicidi in un solo giorno in Italia, da nord a sud. Ad Andria Vincenza Angrisano, madre di due bimbi piccoli, è stata ammazzata a coltellate dal marito che non accettava la fine del matrimonio: "Sono stato io", avrebbe detto quando ha chiamato il 118. Dalla Puglia all'Emilia Romagna: a Salsomaggiore Meena Kumari è stata massacrata dal marito con una mazza da cricket. Nel disperato tentativo di salvarsi era corsa in strada. Non ha avuto scampo.

Il femminicidio di Andria

Vincenza Angrisano aveva 42 anni ed è stata uccisa in una zona alle porte di Andria, in quella casa in cui vivevano a ridosso di una strada provinciale, dal marito Luigi Leonetti, 50 anni. Dopo l'omicidio, avvenuto nell'abitazione, l'uomo ha chiamato il 118 per confessare il delitto: "Ho accoltellato mia moglie, venite". I carabinieri si sono precipitati sul posto per le indagini, poi il magistrato di turno. All'omicidio della madre avrebbe assistito almeno uno dei due figli, entrambi minorenni, di 6 e 11 anni, affidati subito a una psicologa.

Il post della polizia di Stato sul femminicidio subissato dalle critiche delle donne

Angrisano e Leonetti vivevano ancora sotto lo stesso tetto ma erano in regime di separazione da circa un mese. Lui non accettava la fine del rapporto. Un copione ormai tragicamente simile a quello di altri recenti femminicidi. La donna è stata pugnalata più volte all'addome e al torace. I litigi tra i due erano frequenti. L'ultimo è degenerato in aggressione mortale. Vincenza Angrisano lavorava nelle vendite di prodotti per la casa. Suo marito, Luigi Leonetti, era il guardiano nel rimessaggio che si trova a ridosso della strada provinciale 231, a tre chilometri dal centro cittadino. 

Vincenza Angrisano "voleva cambiare casa perché lui la trattava male"

In base a quanto riferito da una collega della vittima, Vincenza "voleva cambiare casa perché lui la trattava male: ultimamente tra loro due le cose non andavano bene". "Era la mia responsabile - aggiunge - e quando ho saputo che era stata accoltellata a morte sono voluta venire qui", a casa di Vincenza, "per capire se davvero fosse lei". Uno dei fratelli di Leonetti ha raggiunto, appena appresa la notizia, il luogo dell'omicidio, con un altro fratello e la moglie, per prendersi cura dei figli rimasti senza madre e con un padre fermato per omicidio: "Ci ha fatto vergognare - ha detto, precisando di non parlare con Luigi da molto tempo - ha rovinato la famiglia".

Cosa scriveva lei sui social

Sul suo profilo social, Vincenza Angrisano aveva pubblicato vari post contro la violenza sulle donne. E anche alcune foto con il marito, fino a pochi mesi fa: "Buon anniversario a noi che tra mille difficoltà riusciamo sempre a uscirne vittoriosi. Alla meravigliosa famiglia che abbiamo formato e a tante nuove avventure che riusciremo a superare". Poi il matrimonio era naufragato. Fino alla terribile violenza del 28 novembre.

"Abbiamo una valigia sempre pronta per salvare le donne dalla violenza domestica"

La sindaca di Andria: "Balorda e folle violenza"

”Una balorda e folle violenza, una inaudita e irreversibile sopraffazione in nome di niente. Non certo dell’amore, del rispetto, no. Non c’è giustificazione alcuna, non ci potrebbe mai essere: solo forte condanna per questo abominevole orrore. Non cerchiamola, non cercatela. Solo condanna”". Così la sindaca di Andria, Giovanna Bruna. "Il Consiglio comunale che solo pochi giorni addietro ha letto e scandito i nomi delle allora 103 donne uccise per mano di uomini dal primo gennaio 2023, ha dovuto oggi brutalmente apprendere che la nuova, ennesima vittima di femminicidio in Italia è di Andria. Sì, nella nostra comunità si è consumato il terribile delitto: la quarantunenne travolta dalla furia omicida del marito è una nostra concittadina, ha calpestato le nostre strade, frequentato i nostri luoghi, ha dialogato con noi".

"I suoi figli sono i nostri bambini, seduti tra i banchi delle nostre scuole cittadine. Un femminicidio ad Andria. Anche ad Andria - continua la sindaca, che a nome personale e di 2tutta la città di Andria, sconvolta e incredula, ferita e attonita" esprime "profondo, immane dolore, stringendo al petto, al mio petto di mamma, quelle fragili, impotenti creature, da quest'oggi orfane della loro mamma".

"Purtroppo la nostra città di Andria è rimbalzata sulle prime pagine della cronaca nazionale. Rimaniamo tutti senza parole davanti a questa ennesima tragedia. Ci sentiamo vicini con immenso affetto ai due figli della coppia, augurandoci che la solidarietà affettuosa di tanti aiuti queste due giovani vite nell’affrontare la vita e il futuro con fiducia e speranza, nonostante questa tragedia che le ha colpito", commenta monsignor Luigi Mansi, vescovo di Andria, "a nome di tutta la diocesi, di fronte a questo nuovo tragico caso di femminicidio. Dire parole d'occasione è ora fin troppo facile e scontato. Meglio un silenzio carico di preghiera e attenta riflessione su dove rischia di portarci questo modello di società fondato sulla violenza e sulla sopraffazione – conclude mons. Mansi -. Che il Signore aiuti tutti, a cominciare dalle giovani vite colpite da questa tragedia, a guardare avanti, nonostante tutto, ritrovando presto condizioni che facciano rifiorire fiducia e speranza".

I dati giusti da guardare sui femminicidi in Italia

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