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Sabato, 20 Aprile 2024
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Vincenzo Amato arrestato nella casa della fidanzata: era tra i 100 latitanti più pericolosi

Il 45enne salentino era latitante dal 2016, ed è stato catturato in Spagna

Era sfuggito anche a una maxi operazione scattata all'alba del 12 maggio scorso, contro il narcotraffico e il riciclaggio di opere d'arte. A un mese esatto dal blitz della direzione distrettuale antimafia di Milano, il latitante salentino Vincenzo Amato è stato catturato dalla polizia. È stato arrestato nella serata di lunedì a Benalmadena, località turistica del sud della Spagna, tra Marbella e Malaga. L'uomo, originario di Scorrano in provincia di Lecce, aveva fatto perdere le sue tracce dal mese di marzo del 2016 e - come riporta una nota della polizia - era iscritto nell'elenco dei 100 latitanti più pericolosi. Sulla sua testa pende una condanna definitiva a 19 anni e 5 mesi di reclusione per associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti.

L'attività investigativa è stata coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia presso la procura della Repubblica di Lecce ed eseguita dalla direzione centrale anticrimine del dipartimento di pubblica sicurezza, in collaborazione con la squadra mobile del capoluogo salentino e dei colleghi del servizio per la cooperazione internazionale di polizia e di quelli iberici. Nella sua fuga dalla giustizia italiana, Vincenzo Amato sarebbe passato prima in Grecia, per poi trovare rifugio in Andalusia. La svolta per gli investigatori che gli davano la caccia è arrivata quando è stata individuata a Benalmadena, nella provincia di Malaga, la casa della sua fidanzata. Lunedì sera, ormai certi di andare a colpo sicuro, i poliziotti lo hanno atteso fuori dall'abitazione e lo hanno ammanettato.

Il più recente dei provvedimenti a carico di Amato è una misura cautelare in carcere per un'operazione della squadra mobile di Milano su un traffico internazionale di cocaina, hashish, marijuana e cocaina. Per quell'indagine erano finite in manette trentuno persone, tra cui un gallerista che aveva scelto il nome d'arte di Banksy - chiaro omaggio all'anonimo street artist di Bristol - e che aveva deciso di investire i soldi dello spaccio in una galleria d'arte nel cuore di Amsterdam. Tra gli indagati da arrestare c'era anche il latitante Vincenzo Amato. Latitante fino a poche ore fa.

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