Venerdì, 17 Settembre 2021
Cronaca Genova

Violentata in famiglia da quando aveva 12 anni: arrestati madre, padre e patrigno

Una storia di abusi e molestie iniziate quando la vittima era poco più che una bambina. Soltanto lo scorso aprile la ragazza ha avuto il coraggio di denunciare tutto

Foto di repertorio

Prima le violenze da parte della madre e del patrigno quando aveva soltanto 12 anni, poi la fuga dall'incubo che l'ha portata in una nuova terribile situazione, con il padre naturale divenuto il nuovo molestatore. Una storia triste e agghiacciante che ha come protagonista una ragazza di 20 anni, che soltanto grazie al supporto di un'insegnante ha trovato il coraggio di farsi avanti e denunciare tutto ai carabinieri.  

Lo scorso aprile la giovane si è rivolta ad una delle sue insegnanti, raccontando di  essere stata vittima di una violenza sessuale da parte del padre naturale, un genovese residente a Lavagna (Genova) da cui si era trasferita da poco più di un anno. La donna l’ha accompagnata in ospedale per una visita che ha confermato le violenze, e poi dai carabinieri per fare denuncia: un racconto che, via via che si dipanava, ha portato alla luce molestie radicate nel passato, opera della madre della giovane e del patrigno e durate per diversi anni, andate in scena nell’appartamento dello Spezzino in cui vivevano.

Violenze e abusi supportati anche da filmati e foto, un incubo che è durato per 5 anni, sino a quando la ragazza, dopo esseri confidata con alcuni amici, ha deciso di trasferirsi dal padre e dalla nuova compagna per sfuggire ai suoi aguzzini. La convivenza con il padre e la matrigna è andata avanti tra alti e bassi per circa un anno, sino a quando l’uomo non ha iniziato a manifestare eccessive attenzioni verso la figlia, che non vedeva da quando aveva 4 anni. Prima le avance, sempre più spinte, poi la violenza vera e propria.

I carabinieri hanno raccolto la testimonianza della 20enne e avviato l’indagine, coordinata dal pubblico ministero Gabriella Dotto. Il gip alla fine ha emesso tre ordinanze di custodia cautelare in carcere per la madre, il padre e il patrigno della ragazza, mentre per la matrigna è scattato il divieto di avvicinamento. La ragazza è stata affidata alle cure del personale di una struttura protetta, dove riceverà anche supporto psicologico per cercare di superare quanto accaduto.

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