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Mercoledì, 12 Giugno 2024
Emergenza sottovalutata

Ogni giorno 39 donne finiscono in ospedale vittime di violenze

Il ministro della Salute Orazio Schillaci: "Nel 2022 in Italia sono stati 14.448 gli accessi di donne in pronto soccorso con indicazione di violenza"

Il caso di Giulia Cecchettin, uccisa ad appena 22 anni, scuote l'Italia. Sotto accusa c'è il suo ex fidanzato Filippo Turetta. Nel 2023 prima della giovane studentessa sono state uccise altre 102 donne. Di loro, 82 hanno trovato la morte in ambito familiare/affettivo e 53 per mano del partner o dell'ex (dati del Viminale, ndr). Il femminicidio è il risvolto più tragico di un fenomeno drammaticamente vasto: le violenze sulle donne sono quotidiane. Un numero su tutti: nel 2022 in Italia sono stati 14.448 gli accessi di donne in pronto soccorso con indicazione di violenza.

Omicidio Giulia Cecchettin: gli indizi sulla premeditazione di Filippo Turetta (che rischia l'ergastolo)

A dare la misura dell'emergenza è stato il ministro della Salute, Orazio Schillaci: "Il pronto soccorso è il luogo dove è possibile intercettare la vittima di violenza perché è qui che si cerca il primo intervento sanitario, come emerge dai dati del Sistema Emur per il monitoraggio dell'assistenza in emergenza-urgenza: nel 2022 in Italia sono stati 14.448 gli accessi di donne in pronto soccorso con indicazione di violenza". Numeri in aumento del 13% rispetto al 2021. Si tratta, lo precisiamo, di un'indicazione generica: non è detto che a tutti gli accessi corrispondano lesioni gravissime ma è comunque indice di un fenomeno allarmante.

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La violenza quasi mai è un caso isolato, un "momento". In Italia "si stima - ha spiegato il ministro - che circa l'8,6% delle donne vittime di violenza che si rivolge al pronto soccorso accede più di una volta. Da qui la necessità che gli operatori sanitari siano preparati a una presa in carico tempestiva e idonea delle donne vittime di violenza che si rivolgono al pronto soccorso, dove possono trovare un luogo sicuro e un percorso protetto non solo per se stesse, ma anche per i figli".

Schillaci ha ribadito che "Il nostro sistema sanitario mette a disposizione di tutte le donne una rete capillare di servizi sul territorio, assicurando un modello integrato di intervento: servizi ospedalieri e ambulatoriali, servizi socio-sanitari e socio-assistenziali e strutture che fanno capo al settore materno-infantile, come i consultori familiar. Anche così rafforziamo l'assistenza territoriale e di prossimità, che è una priorità sin dai primi giorni del mio mandato e che assume una rilevanza preminente nella gestione di situazioni complesse come la presa in carico delle donne vittima di violenza".

Sul fronte prevenzione, il ministro della Giustizia Carlo Nordio in un'intervista al Corriere della Sera anticipa l'intenzione di preparare un opuscolo da diffondere nelle scuole, negli uffici o sui social indicando quali sono i campanelli d'allarme per riconoscere atteggiamenti violenti e potenzialmente pericolosi.

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