Domenica, 7 Marzo 2021

Femminicidi, lesioni, revenge porn e stalking: i numeri (aggiornati) delle violenze sulle donne

I dati 2020 della Direzione centrale della polizia criminale. L'appello di Lamorgese: "Abbiate fiducia nelle istituzioni, nella magistratura, nelle Forze di polizia, al vostro fianco sempre, e denunciate, denunciate chi non rispetta il vostro essere donna, la vostra personalità"

I numeri raccontano, i numeri lanciano campanelli d'allarme. "La violenza di genere è un crimine odioso che trova il proprio humus nella discriminazione, nella negazione della ragione e del rispetto. Una problematica di civiltà che, prima ancora di un'azione di polizia, richiede una crescita culturale. È una tematica complessa che rimanda ad un impegno corale. Gli esperti parlano di approccio olistico, capace di coinvolgere tutti gli attori sociali, dalle Istituzioni, alla scuola, alla famiglia". Con queste parole del capo della polizia Franco Gabrielli, si apre la pubblicazione realizzata dalla Direzione centrale della polizia criminale in occasione della Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, che si celebra oggi 25 novembre. Proprio oggi due donne sono state uccise in Veneto e Calabria.

L'obiettivo è fornire un'analisi specifica dei dati disponibili provenienti da tutte le forze di polizia, perché "ogni strategia complessa, che risente peraltro di retaggi culturali completamente superati, di stereotipi e pregiudizi, deve fondarsi su di un'approfondita conoscenza delle problematiche, basata su di un solido patrimonio informativo", sottolinea Vittorio Rizzi, alla guida della Direzione centrale della polizia criminale che ha preparato la pubblicazione.

Un anno dal nuovo Codice Rosso

I dati sono anzitutto quelli relativi ad un primo bilancio ad un anno dall'entrata in vigore, avvenuta il 9 agosto 2019, del cosiddetto "Codice Rosso", legge che ha introdotto nuovi reati e ha perfezionato i meccanismi di tutela delle vittime di violenza domestica e di genere.

Dei quattro delitti di nuova introduzione, quello che ha fatto registrare più trasgressioni, spesso sfociate in condotte violente nei confronti delle vittime, è la violazione dei provvedimenti di allontanamento dalla casa familiare o del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa o la misura precautelare dell'allontanamento d'urgenza dalla casa familiare: sono state 1.741 dal 9 agosto 2019 all'8 agosto 2020. Le regioni dove si sono registrate più violazioni sono la Sicilia, il Lazio ed il Piemonte.

Undici i reati in un anno relativi al delitto di costrizione o induzione al matrimonio, altra figura introdotta dalla legge 69/2019 per contrastare il fenomeno dei cosiddetti matrimoni forzati e delle spose bambine: il 36% delle vittime è risultato minorenne.

Lesioni al viso, revenge porn e violenze sessuali: i dati 2020

Il reato di deformazioni dell'aspetto della persona mediante lesioni permanenti al viso di nuova introduzione prevede l'ergastolo se dal fatto consegua un omicidio. Dei 56 casi denunciati, il 76% hanno riguardato vittime di sesso maschile e gli autori sono al 92% uomini: segno che tali fattispecie si riferiscono ad ipotesi di reato prima inquadrate nel delitto di lesioni personali gravissime e non riconducibili alle dinamiche uomo-donna.

Ultimo reato introdotto dalla legge 69/2019 è la diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti, il cosiddetto 'revenge porn': dei 718 reati denunciati, l'81% hanno riguardato vittime di sesso femminile (per l'83% maggiorenni e per l'89% italiane), episodi distribuiti nell'anno con un andamento altalenante e un picco nel mese di maggio con 86 fattispecie. La regione che registra più denunce è la Lombardia, seguita da Sicilia e Campania.

Per quanto riguarda i cosiddetti 'reati spia' - tutti quei delitti che sono indicatori di violenza di genere (come lo stalking, i maltrattamenti in famiglia e le violenze sessuali) - nel periodo gennaio-settembre 2020, confrontato con lo stesso periodo del 2019, si registrano numeri inferiori, che risentono evidentemente anche della difficoltà di denunciare del periodo del lockdown, dove tutte e tre le fattispecie fanno registrare un calo.

La fascia d'età più colpita è quella che va da 31 a 44 anni, le vittime sono italiane nell'80% dei casi (81% nel 2019) mentre, tra le vittime straniere, predominano quelle di nazionalità romena, anche in relazione alla maggior presenza sul territorio nazionale. Anche gli autori di tali reati hanno un'età compresa tra 31 e 44 anni (39%), in prevalenza sono italiani (74%) e solo il 2% sono minorenni (1% nel 2019).

Per quel che riguarda i provvedimenti amministrativi in materia di violenza di genere, nel periodo 1° gennaio-19 novembre 2020, i questori hanno emanato 1.055 ammonimenti per stalking, 956 per violenza domestica e 352 provvedimenti di allontanamento d'urgenza dalla casa familiare.

I femminicidi sono in aumento nel 2020

Se il trend è in diminuzione per gli omicidi di donne nel 2019 (111) rispetto al 2018 (141), in linea con la diminuzione generale degli omicidi, una controtendenza si registra nei primi nove mesi del 2020 rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso con un aumento del 7, 3% (88 donne uccise nel 2020 a fronte di 82 del 2019). Stesso trend in aumento se analizziamo le vittime in ambito familiare/affettivo che passano dal 68 a 77 (con un aumento del 13,2%), uccise in prevalenza da partner o ex partner (e solo per il 28% nel 2020 per mano di genitori o figli).

I moventi più frequenti dei femminicidi sono la lite e i motivi passionali. Sia nei primi nove mesi del 2020 che nello stesso periodo del 2019, l'omicida ha fatto in prevalenza uso di un'arma impropria, come un coltello o un utensile da lavoro (martello, cacciavite, ecc.), seguono l'uso di un'arma da fuoco, l'asfissia/soffocamento/strangolamento, le percosse e l'avvelenamento. Come per i reati spia, anche per gli omicidi volontari di donne, la fascia di età più colpita nei primi 9 mesi del 2019 è quella tra i 31 e 44 anni, che è la stessa più frequente anche per gli autori. Mentre nei primi nove mesi del 2020 la fascia più colpita è quella delle donne over 65 che rappresentano il 30% del totale delle vittime.

Il numero 1522 e l'app YouPol

Infine, dallo scorso lockdown la app YouPol, scaricata negli anni da tantissimi cittadini sui propri smartphone, è stata estesa alle segnalazioni di violenza domestica. Ideata per contrastare bullismo e spaccio di sostanze stupefacenti nelle scuole, l'app è caratterizzata dalla possibilità di trasmettere in tempo reale messaggi ed immagini agli operatori della Polizia di Stato.

Le segnalazioni sono automaticamente geo-referenziate, ma è possibile per l'utente modificare il luogo dove sono avvenuti i fatti. È inoltre possibile dall'app chiamare direttamente il 113. Tutte le segnalazioni vengono ricevute dalla Sala Operativa della Questura competente per territorio. Per chi non vuole registrarsi fornendo i propri dati, è prevista la possibilità di segnalare in forma anonima.

La Polizia ricorda che è attivo anche il Numero di Pubblica Utilità 1522, promosso dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento per le Pari Opportunità. Il numero, gestito da Differenza Donna ONG, è gratuito, attivo tutti i giorni 24 ore su 24, e accessibile sia da rete fissa che da cellulare dall'intero territorio nazionale. Accoglie, con assoluta garanzia di anonimato, le richieste di aiuto e di sostegno di donne e ragazze che subiscono molestie, stalking e ogni tipo di violenza fisica, psicologica, economica, in casa, a lavoro o in qualsiasi altro luogo pubblico o privato.

Lamorgese: "Abbiate fiducia nelle istituzioni, denunciate"

"Abbiate fiducia nelle istituzioni, nella magistratura, nelle Forze di polizia, al vostro fianco sempre, e denunciate, denunciate chi non rispetta il vostro essere donna, la vostra personalità". Un appello forte quello che il ministro dell'Interno Luciana Lamorgese rivolge in un video- messaggio a tutte le donne, troppo spesso "uccise, ferite, oltraggiate, dentro e fuori le mura domestiche", nella Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne.

Una giornata molto importante, sottolinea con forza ancora il ministro, secondo cui in Italia "tanti, troppi episodi criminali contro le donne vengono registrati". Un invito dalla titolare del Viminale a reagire, esigendo rispetto, ma anche ad affidarsi con fiducia a chi con competenza e dedizione è sempre pronto a tutelare e sostenere: lo Stato, la magistratura, le Forze di polizia, istituzioni alle quali si aggiunge la rete territoriale dei centri antiviolenza.

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