Martedì, 19 Ottobre 2021
Cronaca

Violenze sui minori, più di 5mila vittime in Italia: esplode la pedopornografia

Oggi è la Giornata internazionale dei diritti delle bambine. Terre des Hommes lancia la campagna "Indifesa": preoccupante la crescita dei reati compiuti da minori di sesso maschile nei confronti delle loro coetanee

Ogni trecento secondi, in qualche posto del mondo, una ragazza muore a seguito di una violenza. E in Italia? Seppure in condizioni differenti, per bambine e ragazze il nostro Paese non è senza rischi: le violenze sui minori sono in aumento - compresi i casi di maltrattamenti in famiglia - e il fenomeno della pedopornografia è letteralmente esploso. I dati che riguardano l'Italia, davvero inquietanti, emergono dalla quinta edizione del dossier "Indifesa" dell'onlus Terre des Hommes, realizzato con dati delle forze di polizia e presentato ieri alla vigilia della Giornata mondiale Onu dedicata ai diritti delle bambine e delle ragazze che ricorre oggi. 

"Indifesa" è una campagna per la protezione e la tutela dei diritti delle bambine in Italia e nel mondo. Secondo il documento sono stati 5.080 i minori ad aver subìto violenza nel 2015 in Italia contro i 4.946 di cinque anni prima, con un aumento dei casi del 3%. In sei episodi su dieci le vittime sono di sesso femminile. Nell'anno di riferimento risultano in aumento anche i casi di maltrattamenti in famiglia (1.442, +24% rispetto a 5 anni prima) e la violazione degli obblighi di assistenza familiare (8.961, +9%).

Dal rapporto emerge un altro grave fenomeno: negli ultimi cinque anni in Italia la pornografia minorile è aumentata del 543%. Nell'81% dei casi le vittime sono bambine e ragazze. Il documento indica che nel 2015 le vittime sono state 411. L’aumento del trend prova che la pedopornografia si conferma uno dei settori di sfruttamento dei minori che gode di maggiore richiesta sul mercato. Segnano invece un calo nel periodo di riferimento le violenze sessuali e quelle aggravate, rispettivamente -26% e -31% (in tutto 908 minori nel 2015, per oltre l’82% femmine, pari a 770). Tra i primi molestatori o sfruttatori di bambine e ragazze non ci sono però gli adulti, come si potrebbe pensare, ma i coetanei: i dati del ministero della Giustizia segnalano che sono in carico ai servizi sociali ben 817 minori di sesso maschile condannati per violenze sessuali; 267 invece sono responsabili di sfruttamento della pornografia e prostituzione minorile.

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"I numeri sono impressionanti e non lasciano spazio a dubbi: la prevenzione della violenza sui minori deve essere una priorità delle istituzioni pubbliche e richiede l’impegno di tutti, perché adolescenti e bambini crescano con una visione sana delle relazioni di coppia e del rispetto dell’altro", dichiara Raffaele K. Salinari, presidente di Terre des Hommes. "Bisogna lavorare per abbattere gli stereotipi di genere tra i ragazzi come strumento per prevenire la violenza sulle donne domani. E’ una delle chiavi fondamentali per prevenire e contrastare violenze e discriminazioni. Ma la Campagna Indifesa quest’anno punta i riflettori anche sulle bambine che vivono in zone teatro di guerra e nelle emergenze migratorie che ne conseguono, per proteggerle e tutelarne i diritti fondamentali alla salute, allo studio, alla libertà. Terre des Hommes è impegnata da anni, e continuerà a farlo, per la loro protezione in Italia e nel mondo con progetti concreti per offrire assistenza e un futuro migliore a tutte loro", conclude Salinari.

Quest'anno la campagna "Indifesa" punta i riflettori anche sulle bambine che vivono in zone teatro di guerra e nelle emergenze migratorie. "Nei lunghi viaggi per raggiungere l’Europa - sottolineano gli osservatori - poche sono le donne e le ragazze che non abbiano subito abusi sessuali. Molte, allettate da false promesse, finiscono nel giro della prostituzione. Tante le ragazzine che arrivano incinte sulle nostre coste. Tutte hanno subìto traumi da privazioni e violenze e necessitano di un’assistenza psicologica specifica, che le sostenga nel recupero della propria coesione identitaria, come persone degne di valore". Nei Paesi in guerra come Iraq e Siria, inoltre, migliaia di donne e ragazze sono ridotte a schiave dei combattenti, segnala l'organizzazione: bambini e  bambine “prede di guerra” vengono rapiti o arruolati con la forza da eserciti regolari e gruppi ribelli.

In altri casi, però, i più piccoli finiscono con l’imbracciare un fucile perché spinti dalla povertà, dall’esclusione sociale o dal desiderio di vendetta per le violenze subìte dalla loro famiglia. "Un’altra piaga che si è acutizzata con il conflitto è quella dei

matrimoni precoci - conclude il rapporto - che coinvolge moltissime ragazzine profughe siriane".

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