Mercoledì, 12 Maggio 2021

Viviana e Gioele, dall'incidente al ritrovamento: le tappe del giallo

Un incubo iniziato lo scorso 3 agosto, quando la 43enne di Venetico, nel Messinese, è uscita di casa insieme al figlio di 4 anni, in quello che presto si sarebbe trasformato nel loro ultimo viaggio

Viviana Parisi e il piccolo Gioele

Fine delle speranze. Dopo il ritrovamento dei resti attribuibili al piccolo Gioele Mondello, si conclude un giallo che lascia ancora diversi quesiti in sospeso. Un incubo iniziato la mattina del 3 agosto scorso, quando Viviana Parisi, 43enne deejay, è uscita dalla sua casa di Venetico, in provincia di Messina. Nella tarda mattinata i due restano coinvolti in un incidente d'auto sulla Palermo-Messina all'altezza di Caronia, circa 100km da casa. 

Da quel momento sono iniziate le ricerche e gli interrogativi, con la polizia che ha iniziato ad indagare seguendo tutte le piste. L'8 agosto arriva la prima macabra svolta: il corpo della donna viene trovato senza vita sotto un traliccio dell'alta tensione, ma del figlio nessuna traccia. Da quel giorno passano quasi due settimane, tra la disperazione della famiglia Mondello e il sospetto sempre  più grande che anche il piccolo Gioele abbia seguito il terribile destino toccato a sua madre.

Nella giornata di ieri, mercoledì 19 agosto, arriva la notizia che nessuno avrebbe voluto sentire: l'ex carabiniere Giuseppe Di Bello urla di aver trovato qualcosa, dei resti ossei. All'inizio non si ha la certezza se appartengano al piccolo, ma dopo una interminabile attesa, gli inquirenti si sbilanciano: "Le tracce trovate sono compatibili con il bambino". 

Alle 17 arriva il carro funebre con a bordo una bara di metallo. Gli addetti raggiungono il luogo del ritrovamento e poco dopo compiono il percorso inverso. Dentro quella casa ci sono i resti di un bambino. Daniele Mondello si lascia andare ad un pianto disperato e liberatorio. La certezza che quelle ossa appartengano a Gioele non la dà neanche il procuratore Cavallo, pur lasciando spazio a pochi dubbi. "Si tratta di resti compatibili con un bambino di 3-4 anni - spiega - adesso dobbiamo stringerci attorno alla famiglia, ringrazio tutte le persone che hanno collaborato alle ricerche, continuiamo a lavorare e andremo a fondo a questa triste storia". 

Soltanto l'esame autoptico potrà fornire le risposte che mancano per chiudere questa terribile storia: nelle prossime ore inizieranno i primi accertamenti mentre gli inquirenti mostreranno alcuni reperti  ai familiari per procedere al primo riconoscimento, poi spazio alla comparazione del Dna. Tanti interrogativi, dall'allontanamento dal luogo dell'incidente alla possibilità che sia stato un omicidio-suicidio, fino all'ipotesi di un'aggressione da parte di animali selvatici. 
 

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