Domenica, 1 Agosto 2021
Il caso / Pavia

Voghera: è normale girare con la pistola in tasca (col colpo in canna) andando al bar?

Le indagini sono all'inizio e la polemica nel mondo politico è feroce. E' normale che un assessore giri armato per strada? "Se uno ha il porto d'armi, assolutamente sì" dice Salvini. Letta: "Nessuno può sostituirsi alla autorità giudiziaria"

"Nessuno può sostituirsi alla autorità giudiziaria, ma quello che è certo è che solo polizia e carabinieri devono portare armi". Lo dice il segretario Pd Enrico Letta, commentando i fatti di Voghera, dove due sere fa Massimo Adriatici, avvocato, assessore leghista alla sicurezza del Comune nel Pavese, ha sparato in circostanze da chiarire un colpo di pistola che ha ucciso il 39enne di nazionalità marocchina Youns El Boussettaoui. Oggi la decisione sulla convalida del fermo dell'assessore: è agli arresti domiciliari con l'accusa di eccesso colposo di legittima difesa.

"A Voghera un uomo è morto, per colpa di una pistola. È un giorno triste. Saranno inquirenti e autorità giudiziarie a decidere. Nessuno si sostituisca a loro. Ma una cosa dobbiamo e possiamo farla: stop armi private. In giro con le armi solo poliziotti e carabinieri" conclude il segretario Pd. "Su Voghera bisogna attendere le indagini - ragiona Laura Boldrini - Salvini invece ha già assolto Adriatici perché è del suo partito. Mi chiedo come mai un assessore giri armato. E soprattutto: sarebbe finita così se non avesse avuto una pistola? Questo accade quando circolano le armi" commenta la deputata del Pd.

Non ci sta Matteo Salvini: qualcuno sta dipingendo l'assessore" Massimo Adriatici "come un mostro, solo perché è leghista. Invece è un avvocato con un passato tra le forze dell'ordine. Chi lo conosce non lo giudica un violento: si era preoccupato di chiamare la polizia proprio perché una persona stava creando problemi di ordine pubblico" dice il leader della Lega. "Purtroppo è morto un uomo, pare per un colpo partito accidentalmente: la vittima era nota alle forze dell'ordine e ai cittadini per i comportamenti violenti. Irregolare e con due decreti di espulsione. Attendiamo con fiducia gli approfondimenti della magistratura", ha commentato ieri a caldo Salvini.

E' normale girare con la pistola in tasca andando al bar?

"Se lo hanno 1.300.000 italiani, certificati da questure e prefetture, allora sì". Così oggi Salvini, rispondendo - ospite di "Agorà" su Raitre - alla domanda se "è normale", come si è verificato nel caso dell'assessore della Lega, Massimo Adriatici, che martedì sera a Voghera ha sparato uccidendo un 39enne marocchino a Voghera, girare con la pistola in tasca anche andando al bar. "La domanda è bizzarra - ha commentato Salvini - se uno ha il porto d'armi è assolutamente normale. Lasciamo che la magistratura, Polizia e Carabinieri facciano le indagini. Da quello che emerge chi si è difeso" ha agito avendo davanti "un soggetto pregiudicato, clandestino, noto per violenze, aggressioni e atti osceni in luogo pubblico. Non sta a me giudicare, lasciamo che le indagini vadano avanti". "Naturalmente quando c'è un morto è sempre una sconfitta - ha proseguito Salvini - è sempre un momento di lutto, di preghiera e riflessione però, prima di giudicare o condannare, bisogna andarci molto cauti. Chi ha reagito è un docente universitario di diritto penale e istruttore di forze di Polizia, avocato penalista noto e stimato a Voghera, quindi non penso che Voghera si sia trasformato nel Far West". "Voglio disarmare i delinquenti e poi il processo spetta alle autorità. Se si tratterà, come si legge oggi su alcuni giornali, di legittima difesa, allora qualcuno dovrà chiedere scusa a questo assessore. Poi è curioso leggere che è un 'assessore della Lega'. Se fosse stato un assessore del Pd, sarei curioso di sapere, se aveste messo in piedi lo stesso processo preventivo" dice ancora Salvini.

Ad Adriatici sarebbe "partito un colpo di pistola cadendo", dopo essere stato spintonato, secondo quanto avrebbe detto lui stesso ieri agli inquirenti. E' stata disposta l'autopsia sul corpo dell'uomo, centrato da un unico colpo al petto. Le indagini sono solo all'inizio e dovranno ricostruire con esattezza la dinamica di quei drammatici momenti costati la vita a Youns El Boussettaoui, e bisognerà capire come mai Adriatici avesse deciso di uscire di casa armato ieri sera. Come sempre in questi casi, drammatici, il lavoro degli inquirenti sarà certosino in modo da spazzare via tutti i dubbi. La legge sulla legittima difesa stabilisce, tra le altre cose, che "non è punibile chi ha commesso il fatto, per esservi stato costretto dalla necessità di difendere un diritto proprio od altrui contro il pericolo attuale di una offesa ingiusta, sempre che la difesa sia proporzionata all’offesa".

"L'immagine di un rappresentante istituzionale che durante una lite spara e uccide è inquietante" dicono da Amnesty International.

C'è un morto, la magistratura chiarirà. E' doveroso attendere.

Chi è Massimo Adriatici

Adriatici, originario di Voghera, è stato eletto nelle file della Lega ed è titolare di uno studio di avvocatura molto noto in città. Il suo nome è conosciuto anche per iniziative contro la cosiddetta 'malamovida', come l'abuso di sostanze alcoliche nelle ore serali, e per aver proposto senza successo un "daspo urbano" per i senzatetto.

Dal suo profilo Facebook, l'assessore risulta "docente di diritto penale e procedura penale presso Scuola allievi agenti Polizia di Stato Alessandria" ed "ex docente dell'Università del Piemonte Orientale". In un'intervista alla Provincia Pavese di alcuni anni fa si era espresso proprio sull'utilizzo di armi da fuoco, che "deve essere giustificato da un pericolo reale, per la persona che la usa, per le sue proprietà o quelle altrui. Ma questo non significa farsi giustizia da soli. Ovvero, la legittima difesa si configura se sparo per evitare che qualcuno spari a me, o non ci sono altri mezzi per metterlo in fuga ed evitare che rubi. Sparare deve essere l'extrema ratio, l’ultima possibilità da mettere in atto se non ne esistono altre".

massimo adriatici voghera ansa-2

La famiglia della vittima: "Non era una persona pericolosa"

L'uomo ucciso in piazza a Voghera "andava curato, perché non faceva male a nessuno ed era malato". Lo dice l'avvocato Debora Piazza, che difende i familiari di Youns El Boussettaoui, l'immigrato morto dopo essere stato colpito dallo sparo dell'assessore Massimo Adriatici. "Non siamo nemmeno stati avvisati dell'autopsia - ha aggiunto il legale - perché pensavano non avesse parenti, che invece sono tutti italiani". 

Lo descrive come "una persona non pericolosa, che aveva solo bisogno di essere aiutata", anche la sorella di Youns, appena rientrata dalla Francia, che si sfoga su Retequattro a "Zona Bianca". Youns lascia due figli, un bambino di otto anni e una bimba di cinque. "Gli hanno sparato in piazza, davanti a tantissime persone - accusa la donna -. E adesso l'assassino si trova a casa sua, dorme bello riposato. Dove è la legge in questa Italia? Ma siamo in Italia o in una foresta?". 

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