Volkswagen, parte il richiamo: ecco le modifiche ai motori 'truccati'

I clienti saranno avvisati con lettera raccomandata nelle prossime settimane. Le spese saranno a carico della casa di Wolfsburg. Ma per "riparare" le auto potrebbe non bastare intervenire sul software. Ecco tutte le ipotesi

Il Gruppo Volkswagen ha annunciato ufficialmente l'azione di richiamo per i motori diesel messi sotto accusa per le emissioni truccate. I clienti saranno avvisati con lettera raccomandata nelle prossime settimane, presumibilmente entro fine ottobre.

Tutte le spese per la riparazione saranno a carico della casa di Wolfsburg. Il numero di vetture interessate in Italia è stato stimato dalla casa in circa 700mila vetture: i propulsori interessati sono quella con la sigla ‘Ea189’ omologati Euro 5. I marchi interessati, oltre a VW, sono Audi, Seat e Skoda.

In che modo la Volkswagen intenda intervenire per limitare le emissioni è però ancora un rebus e in questi giorni la stampa - specializzata e non - ha fatto le ipotesi più disparate. Vediamone alcune. 

Secondo La Stampa basterà intervenire sulla centralina riprogrammando "i parametri in base a quanto indicato all’omologazione. Se non è possibile si sostituisce la centralina". L'intervento non comporterà una modifica alla carta di circolazione, né si dovrà reimmatricolare il veicolo. 

Al Volante riporta invece uno studio di Automotive News secondo cui, se è vero che per i modelli venduti tra il 2009 e il 2012 potrebbe bastare una modifica al software, altrettanto non si può dire per i modelli più recenti (esclusi gli Euro 6).

In questo caso "la casa ha previsto un più sofisticato e costoso catalizzatore per gli NOx denominato SCR (Selective Catalytic Reduction)". Secondo questa ipotesi la Volkswagen dovrà dunque apportare modifiche fisiche all’auto, con un sensibile aumento dei costi per la casa madre. 

Anche l'autorevole Omniauto ritiene "probabile" che una modifica al software della centralina possa non bastare a rientrare nei limiti fissati per le emissioni. Verosimilmente il gruppo Volkwagen dovrà dunque intervenire sull’impianto di scarico "che potrebbe essere dotato di un catalizzatore più efficace", e sui sistemi di post-trattamento. 

Secondo la rivista, inoltre, potrebbe essere necessario apportare modifiche al propulsore. Ad esempio con "un impianto di iniezione che lavora a pressione più elevata", oppure con l'adozione di un turbocompressore "in grado di offrire una pressione maggiore, per controbilanciare l’azione penalizzante di altri dispositivi".  L’ipotesi più radicale, scrive Omniauto, "è la sostituzione dell’intero motore". Dal punto di vista economico per la VW sarebbe una batosta, ma su questa azione di riparazione la casa di Wolfsburg si gioca la faccia. 
 

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