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Sabato, 18 Maggio 2024
Le indagini / Pescara

Walter Albi, l'architetto ucciso con una pistola rubata: tre indagati

Il professionista è stato freddato ad agosto mentre era in un bar. Ferito gravemente l'ex calciatore Luca Cavallito. Cosa hanno scoperto gli investigatori

Passo in avanti nelle indagini per l'agguato del primo agosto scorso al bar del Parco, a Pescara, in cui è stato ucciso l'architetto Walter Albi, 66 anni, e ferito gravemente l'ex calciatore Luca Cavallito, 49 anni. Tre uomini pescaresi già noti alle forze dell'ordine sono indagati. Si tratta di Fabio Iervese, 43 anni, Renato Mancini, 49 anni, e Mimmo Nobile. Sono accusati di omicidio e tentato omicidio.

Per gli inquirenti c'è un collegamento tra l'agguato e la rapina messa a segno l'11 luglio scorso ai danni del Centro agroalimentare di Cepagatti (Pescara). Episodio per il quale Ierverse e Mancini sono stati arrestati dai carabinieri lo scorso 21 settembre e Nobile è indagato. Per mettere a segno il colpo, i malviventi hanno colpito violentemente alla testa con un casco da motociclista la guardia giurata e poi hanno preso una borsa - contenente circa 29mila euro e assegni per 1.364 euro - e la pistola in dotazione al vigilante.

Stando a quanto emerso dalle indagini, la pistola usata per l'agguato contro Albi e Cavallito è quella rubata a una guardia giurata nel corso della rapina al Centro agroalimentare.

L'agguato mortale a Walter Albi  

Walter Albi viene ucciso il primo giorno di agosto mentre si trova in un bar. Un uomo incappucciato entra nel locale e scarica diversi colpi di pistola contro di lui e l'ex calciatore Luca Cavallito. Albi muore sul colpo mentre Cavallito viene trasportato in gravi condizioni al pronto soccorso dell'ospedale. L'assassino fugge in sella a uno scooter. La proprietaria del bar, che ha trovato riparo sotto un tavolino, è la prima che riesce a chiamare i soccorsi. Sul posto, nel giro di poco, arrivano polizia, carabinieri, polizia locale e ambulanze del 118.

L'omicidio è avvenuto in mezzo a decine di persone, a due passi da un centro giochi per bambini nel quale era in corso una festa. Il movente è ancora oscuro. Si ipotizza un regolamento di conti per un affare con cui Albi e Cavallito avrebbero pestato i piedi a qualcuno. 

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