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Giovedì, 22 Febbraio 2024
Cronaca

Il calcio allo sterno che ha ucciso Willy Monteiro

La Procura di Velletri ha deciso di cambiare l'ipotesi di reato contestando ai quattro indagati l'omicidio volontario al posto del preterintenzionale

Al momento non ci sono altri indagati per l'omicidio di Willy Monteiro Duarte, oltre ai fratelli Marco e Gabriele Bianchi, a Mario Pincarelli e a Francesco Belleggia, quest'ultimo ai domiciliari. E quanto apprende l'Adnkronos da fonti investigative. Il ragazzo citato nell'informativa della Procura di Velletri, seppur presente al momento dei fatti, non è iscritto nel registro degli indagati, differentemente a quanto precedentemente scritto. Intanto la procura ha deciso di cambiare l'ipotesi di reato contestando ai quattro l'omicidio volontario al posto del preterintenzionale. 

Willy Monteiro: l'ipotesi dell'omicidio volontario

Gabriele e Marco Bianchi hanno a loro carico altre denunce per rissa, minacce, droga e lesioni e per questo il gip nella sua ordinanza di arresto li definisce pericolosi. Ma la procura di Velletri indaga anche sugli altri presenti quella sera mentre i risultati dell'autopsia potrebbero portare chi indaga a contestare la volontà di uccidere il giovane italiano di origine capoverdiana. Ma ora sotto la lente c'è anche il numero dei partecipanti alla rissa e alla morte di Monteiro: Repubblica scrive che Samuele Cenciarelli, un ragazzo di Paliano che era a Colleferro con la vittima, a verbale ha detto: «Ribadisco che le persone che hanno aggredito me e soprattutto il mio amico Willy erano in totale cinque, ma posso fornire una descrizione solo di quattro».

Anche altri testimoni parlano di cinque persone. Un quinto indagato c’è: si chiama Vittorio Edoardo Tondinelli, è arrivato a Colleferro in macchina coi Bianchi, però a suo carico gli investigatori non hanno raccolto sufficienti elementi per contestargli di aver fatto parte del nugolo dei violenti.

Intanto il pm di Velletri Luigi Paoletti non crede all’innocenza dei Bianchi che sostengono di non aver pestato Willy, ma di averlo solo spintonato. I loro avvocati, Mario e Massimiliano Pica, sono convinti di poter ribaltare le accuse con due testimonianze inedite: quelle di Michele Cerquozzi e di Omar Sahbani. Che ieri su Facebook ha difeso i suoi due amici con un post poi cancellato in cui accusava velatamente Belleggia e Pincarelli. 

Il calcio allo sterno di Willy Monteiro

E nel frattempo Il Fatto Quotidiano racconta che gli inquirenti stanno lavorando sul profilo degli altri ragazzi che si trovavano a bordo dell ’Audi QZ, tra cui Michele Cerquozzi. Emanuele Cenciarelli è invece uno dei primi a parlare nella notte davanti al pub La Movida in Largo Oberdan. 

Determinante per il proseguo dell’inchiesta sarà capire se il colpo allo sterno sferrato a Willy sia stato un semplice “calcione” oppure una mossa di arti marziali. Nel secondo caso, sostengono fonti inquirenti, il pm Luigi Paoletti potrebbe variare l’accusa da “omicidio preterintenzionale” a “omicidio volontario ”. Ma prima va capito chi fra Gabriele e Marco abbia picchiato il 21enne.

Quasi tutte le testimonianze, infatti, concordano nel dire che solo uno dei due si è accanito sulla vittima, mentre l’altro si è concentrato nel picchiare Cenciarelli. Il problema è che Gabriele e Marco si somigliano. Tanto. Ai Castelli romani li chiamano “i gemelli”.

Infine c’è Pincarelli, il “terzo uomo”, che avrebbe acceso la scintilla della successiva rissa con l’apprezzamento nei confronti di una ragazza del gruppo di Colleferro. È la testimonianza di Belleggia a indicare nel 22enne di Artena colui che potrebbe aver dato il colpo di grazia. Nell’Audi QZ, dopo la rissa “tutti hanno detto che Pincarelli aveva dato colpi a Willy mentre era a terra”.

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Articolo aggiornato alle 18:24 con la smentita dell'iscrizione nel registro degli indagata di una quinta persona

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