Lunedì, 27 Settembre 2021
Cronaca

"Al lavoro gratis per risarcire i danni": così il governo fa la guerra a writer e vandali

Aumentano le sanzioni: la reclusione in carcere può arrivare fino a due anni in caso di recidiva. Ecco cosa prevede il nuovo decreto legge sulla sicurezza urbana

ROMA - Sono previste pene più severe per writer e vandali che deturpano le città italiane, secondo quanto scritto nella bozza del decreto legge sulla sicurezza urbana in via di approvazione.

D'ora in poi chi "imbratta" palazzi, stazioni, treni e autobus - sia pubblici che privati - rischia il carcere da uno a sei mesi o una multa da trecento a mille euro. Sanzione che aumenta se il graffito compare su monumenti o in aree di interesse artistico. La reclusione può arrivare fino a due anni e le multe fino a 10mila euro in caso di recidiva. 

Come riporta IlSole24ore, il giudice, dopo la sentenza definitiva, potrà disporre un'attività di lavoro svolta gratis in favore della collettività per il tempo equivalente al risarcimento del danno. In sostanza, il testo proposto dal ministro dell'Interno Marco Minniti - e oggi all'esame del Consiglio dei ministri - stabilisce che "il giudice dispone l’obbligo di ripristino e di ripulitura dei luoghi ovvero, qualora ciò non sia possibile, l’obbligo a sostenerne le relative spese o a rimborsarne quelle a tal fine sostenute".

Se il condannato non si oppone, in alternativa al risarcimento il giudice può anche disporre che debba essere svolta una "prestazione di attività non retribuita a favore della collettività per un tempo determinato comunque non superiore alla durata della pena sospesa". 

Se il governo si mostra inflessibile nei confronti dei writer, diversi comuni italiani hanno già da alcuni anni "legalizzato" i murales, dando in gestione una porzione di muro pubblico a un graffitaro per un determinato periodo di tempo. A Torino, a Bolzano e a Scandicci (Firenze), i writer possono colorare alcuni spazi urbani in piena legalità. 
 

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