rotate-mobile
Martedì, 16 Aprile 2024
Atroce delitto / Mantova

Barista uccisa: il corpo in un sacco nero ritrovato sotto una catasta di legna e rovi

Oggi l'autopsia per fare luce sulle modalità del brutale assassinio di Yana Malayko

Abbandonato nelle campagne al confine tra Lonato (Brescia) e Castiglione delle Stiviere (Mantova), sotto una catasta di legna e rovi. È lì che giaceva, da alcuni giorni, il corpo senza vita di Yana Malayko, la barista 23enne di nazionalista ucraina che sarebbe stata uccisa - stando a quanto ricostruito finora dagli inquirenti - dall'ex fidanzato 34enne Dumitru Stratan. Della giovane non si avevano più notizie da venerdì 20 gennaio. Il tragico ritrovamento del cadavere è avvenuto nel primo pomeriggio di mercoledì 1° febbraio. Carabinieri e volontari hanno perlustrato la zona per settimane: alle ricerche ha sempre preso parte anche il padre della vittima che, nella mattinata di mercoledì, ha setacciato un'area poco distante dal luogo dove, alcune ore più tardi, i militari hanno trovato il cadavere della figlia.

Gli investigatori sono convinti che Yana Malayko sia stata uccisa nella notte tra giovedì 19 e venerdì 20 gennaio. Il principale sospettato è l'ex fidanzato della vittima, Dumitru Stratan, che al momento si trova in carcere a Mantova con l'accusa di omicidio volontario aggravato e occultamento di cadavere. Quella sera Yana e Dumitru avrebbero avuto uno scambio di messaggi. L'uomo l'avrebbe attirata in una trappola, forse inventandosi una scusa. I due si sarebbero visti nell'appartamento che Yana condivideva con la sorella del presunto killer, nonché titolare del bar dove lavorava la giovane vittima (la ragazza in quel momento non era a casa).

Secondo chi indaga proprio qui potrebbe essere stato perpetrato il delitto, al termine di una lite: il 34enne potrebbe aver utilizzato un coltello per uccidere la 23enne. Ma le modalità dell'omicidio sono ancora da ricostruire: informazioni utili potranno arrivare dagli esiti dell'esame autoptico che verrà eseguito nelle prossime ore. Stratan finora non avrebbe mai collaborato con i magistrati e non avrebbe mai rivelato il luogo dove aveva occultato il cadavere della ex. Incastrato dalle telecamere e dalla testimonianza della sorella, era stato arrestato il 21 gennaio scorso.

Stando a quanto ricostruito da chi indaga, il 34enne avrebbe messo fuori uso le telecamere interne dell'appartamento prima che la povera Yana arrivasse. Ma sarebbe stato ripreso da quelle poste all'esterno proprio mentre caricava nel baule della sua auto un grosso sacco nero e poi da quelle comunali mentre girava per il paese. Non solo: avrebbe pure inviato alcuni messaggi con il cellulare della povera Yana, per fare in modo che la credessero ancora in vita. 

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Barista uccisa: il corpo in un sacco nero ritrovato sotto una catasta di legna e rovi

Today è in caricamento