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Lunedì, 27 Maggio 2024
Il processo in corso / Mantova

Ragazza uccisa e nascosta in una valigia dall'ex: "Voleva una famiglia, voleva solo essere felice"

Al via il processo per la morte di Yana Malayko: l'unico imputato è l'ex fidanzato Dumitru Stratan, rischia l'ergastolo. Il primo a parlare in aula è stato il papà della ragazza

Yana Malayko, 23 anni , è stata brutalmente uccisa la notte del 20 gennaio 2023. In queste ore è partito il processo per accertare le responsabilità dell'omicidio. Il primo a parlare in aula è stato papà Oleksander, ucraino: "Voleva una famiglia, dei figli, voleva solo essere felice. Mi diceva di amarlo ma non mi ha mai raccontato nulla dei suoi problemi. Se avessi saputo, avrei fatto qualcosa e lei oggi sarebbe ancora viva". Questa la sua testimonianza, smorzata dalle lacrime, davanti alla Corte d'assise di Mantova. Per la morte della ragazza l'unico imputato è Dumitru Stratan, detto Dima, oggi 34enne e rinchiuso nel carcere di Pavia (non era presente in aula). È accusato di omicidio volontario aggravato e occultamento di cadavere.

Il papà di Yana Malayko. Foto Fabrizio Cattina LaPresse

Avrebbe ucciso la sua ex fidanzata a mani nude: Yana è morta per "asfissia meccanica", probabilmente strangolata non prima di essere stata colpita più volte, forse con una spranga (sul suo corpo c'erano segni di ecchimosi e lesioni). È stata infine rinchiusa in una valigia e abbandonata in mezzo ai rovi in una strada di campagna, ai confini tra Lonato (Brescia) e Castiglione delle Stiviere (Mantova). Il corpo della ragazza venne ritrovato solo una dozzina di giorni più tardi, dopo estenuanti ricerche. Il fidanzato Dima è stato arrestato con l'accusa di omicidio: se i giudici dovessero riconoscere la premeditazione, potrebbe essere condannato all'ergastolo. È questo che chiedono i genitori di Yana, i suoi legali (rappresentati dall'avvocato Angelo Lino Murtas), l'associazione Yana ("You are not alone"), presente in aula con una delegazione rappresentata dall'amico di famiglia Francesco Porrello.

A destra e a sinistra Yana Malayko, al centro Dumitru Stratan

Pare che tra Yana e Dumitru ci fossero problemi ormai da mesi. Stavano insieme dall'inizio del 2020 e si erano lasciati da poco: la ragazza aveva trovato rifugio a casa di Cristina Stratan, sorella dell'omicida (che ha già confessato il delitto: "L'ho colpita ma non volevo ucciderla"). La sorella non ha partecipato alla prima udienza, assente giustificata perché in gravidanza: la madre di Stratan si è invece avvalsa della facoltà di non rispondere. Tra i testimoni (in tutto oltre una dozzina: altri saranno ascoltati il 2 maggio, la data della prossima udienza) anche il luogotenente Domenico Niccolis del Nucleo radiomobile dei carabinieri di Castiglione, il primo ad avviare le indagini dopo la segnalazione (alle 13.30 del 20 gennaio 2023) della sorella di Stratan. "Mi ha detto di averla ammazzata, di aver fatto un casino", disse la ragazza ai carabinieri.

Secondo quanto ricostruito finora, Stratan avrebbe convinto Yana ad incontrarlo fingendo di volerle lasciare il cagnolino condiviso dalla coppia, la piccola Bulka. L'incontro si tramuterà poi in tragedia, con il brutale omicidio avvenuto tra le mura di casa dell'appartamento di Castiglione delle Stiviere in cui avevano vissuto insieme. La mattina seguente Stratan si è allontanato a bordo di una Fiat 500, poi con la Mercedes intestata alla madre: rimasto impanato nei campi forse mentre aveva appena nascosto il corpo, è stato aiutato a tornare in paese da un anziano residente, del tutto ignaro dell'accaduto. L'uomo in seguito si è presentato dai carabinieri dopo aver letto sui giornali della scomparsa della ragazza.

La brutalità dell'assassinio di Yana venne inquadrata così in una nota ufficiale diffusa dalla procura e dalla pm Manuela Fasolato: "Il quadro lesivo osservato sul cadavere - si leggeva - appare caratterizzarsi per la presenza di lesioni multiple di natura contusiva, apprezzabili in sede cranio-facciale e cervicale, segni compatibili con asfissia meccanica violenta, lesioni di natura contusiva". La ragazza venne rinchiusa in una valigia, posizionata al suo interno in "decubito laterale-prono".

Carabinieri e scientifica sul luogo del ritrovamento del corpo di Yana. LaPresse

Il processo continuerà intanto fino all'estate inoltrata: sono già state fissate le date delle prossime cinque udienze, a partire dal 2 maggio.

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