Mercoledì, 22 Settembre 2021
Cronaca

Yara, scontro in aula: "La foto satellitare dei legali di Bossetti è tarocchissima"

Scontro in aula col legale di parte civile, che accusa: "Si è andati oltre i limiti". Intanto l'avvocato Paolo Camporini, nella sua arringa difensiva al processo d'appello a Brescia per Massimo Bossetti, sostiene: nel suo pc "non c'è neanche una donna nuda"

Scintille al processo d'appello per Massimo Bossetti, il muratore di Mapello condannato all'ergastolo per l'omicidio di Yara Gambirasio.

L'arringa del suo difensore, Paolo Camporini, è stata interrotta dall'avvocato di parte civile, Andrea Pezzotta, che ha contestato duramente il collega: “Adesso basta. Quella barretta bianca è tarocchissima. Si vuol far passare che dovrebbe indicare l’altezza di una persona, invece è più larga della strada, che l’altro giorno ho misurato ed è di tre metri. Quindi questo è un falso, farò un esposto perché siamo oltre i limiti”.

Al centro della contestazione una foto satellitare scattata il 24 gennaio 2011 che la difesa ha portato alla prima udienza per sostenere che sul luogo del ritrovamento di Yara Gambirasio non c’era in quella data il suo cadavere, che fu ritrovato poco più di un mese dopo, il 26 febbraio. Per individuare la “barretta bianca” e il presunto luogo del cadavere i legali della difesa hanno sovrapposto la foto satellitare con un’altra foto dell’area scattata all’indomani del ritrovamento dalla polizia scientifica. Da qui la contestazione dell’avvocato di parte civile.

Il presidente della Corte d’assise d’Appello Enrico Fischetti ha invitato la parte civile a non interrompere, invitandolo ad esporre le sue osservazioni durante le successive replice e ha ricordato che la foto satellitare prodotta dalla difesa è “sub iudice”, cioè la Corte deve decidere se acquisirla agli atti.

IL MISTERO DELLE RICERCHE SUL PC

Nei supporti informatici sequestrati a Massimo Bossetti "non c'è neanche una donna nuda", altro che "ricerche pornografiche o pedopornografiche", ha sostenuto l'avvocato Camporini. Nel pc di Bossetti, ha aggiunto, "fu trovata una sola ricerca significativa ed era di 15 giorni prima dell'arresto". Ricerche effettuate su computer non protetto da password, ha sottolineato Camporini, ricordando che proprio la moglie di Bossetti, Marita Comi, dichiarò di averle effettuate lei stessa.

In questo processo, ha concluso il legale che ha parlato ancora una volta a "demolire" la prova regina del dna, "c'è qualcuno che ha sbagliato e difende i propri errori: si è impedito di smascherarlo", esortando poi i giudici a non essere "complici di questo gioco al massacro di questa persona che non ha commesso alcun reato". 

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