Sabato, 31 Luglio 2021
Cronaca Bergamo

Yara, in aula la testimonianza del compagno di cella di Bossetti

Rodolfo Locatelli, collaboratore di giustizia, ha deposto protetto da un paravento: "Non avvalorai la tesi della sua confessione". Poi, la testimonianza choc: "Le ricerche porno su Google fatte dalla moglie"

BERGAMO  - Rodolfo Locatelli, il collaboratore di giustizia e compagno di cella di Massimo Bossetti, ha raccontato che un altro detenuto gli chiese, durante la detenzione, di "avvalorare la sua tesi" per ottenere benefici giudiziari e cioè di affermare che il muratore di Mapello gli aveva confessato di "essere il vero colpevole". Richiesta che Locatelli respinse.

LA DEPOSIZIONE - Locatelli ha parlato in aula, protetto da un paravento, per circa mezz'ora in una fase dell'udienza in cui la Corte ha fatto uscire il pubblico tranne i giornalisti. Ha spiegato di non aver mai parlato con Bossetti di Yara "in modo specifico", ma che si sono scambiati "più che altro impressioni". 

È sempre stata una persona molto chiusa e non l'ho mai sentito dire nulla su Yara. Era sempre concentrato sulle fasi processuali, su come difendersi. 

LE RICERCHE "PORNO" - Riguardo le ricerche fatte su Google a sfondo sessuale, Locatelli ha detto che Bossetti gli aveva spiegato che "non erano state fatte da lui ma dalla moglie". Locatelli ha quindi ricordato che in un occasione Bossetti mostrò a un detenuto tunisino un ferita che aveva sulla schiena, provocata, a suo dire, da un colpo d'arma da fuoco. "C'era effettivamente una ferita sulla schiena - ha osservato Locatelli - ma evidentemente non era d'arma da fuoco".

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