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Martedì, 6 Dicembre 2022
Diretta

Governo Meloni, la diretta. Il Senato vota la fiducia

Il racconto della nascita del nuovo Esecutivo, il primo della storia italiana guidato da una donna

Con il primo discorso in Parlamento della neo presidente del consiglio dei ministri Giorgia Meloni inizia ufficialmente l'avventura del nuovo governo. Il centrodestra può vantare una solida maggioranza sia alla Camera che al Senato. Così almeno dicono i risultati delle urne. In basso tutti gli aggiornamenti sul voto di fiducia nelle due Camere, oltre al resoconto di quanto avvenuto nelle ultime settimane. 

Il Senato vota la fiducia al governo Meloni

Il Senato ha approvato la mozione di fiducia al governo presieduto da Giorgia Meloni con 115 voti favorevoli, 79 voti contrari e 5 astenuti. Assenti i senatori a vita Carlo Rubbia, Liliana Segre, Renzo Piano, Giorgio Napolitano e i senatori Tatjana Rojc e Tino Magni. "Ovviamente sono soddisfatta", ha detto la premier Giorgia Meloni lasciando palazzo Madama. "Ora subito al lavoro per rispondere alle urgenze dell'Italia". (Leggi La replica di Meloni in Senato e Berlusconi vota la fiducia da europeista, atlantista e uomo di pace).

La Camera vota la fiducia al governo Meloni

La Camera dei deputati ha approvato la mozione di fiducia al governo presieduto da Giorgia Meloni con 235 voti favorevoli, 154 voti contrari e 5 astenuti. Hanno votato 389 deputati su 400.

Cosa ha detto Meloni su diritti civili, cannabis e aborto

Nel suo discorso alla Camera Giorgia Meloni è intervenuta anche sul tema dei diritti, assicurando che non saranno toccati: "Un governo di centrodestra - ha detto - non limiterà mai le libertà di cittadini e imprese: vedremo anche su diritti civili e aborto chi mentiva e diceva la verità in campagna elettorale su quali fossero le nostre reali intenzioni". Quindi un passaggio sulla cannabis: "L'Italia non è un paese per giovani - ha detto -, la risposta più facile è stata permettere la cannabis libera a tutti. Noi non lo faremo, lo dobbiamo a questi ragazzi ai quali abbiamo tolto tutto per lasciare loro solo debiti da pagare".

Meloni: "Stravolgerò i pronostici"

 "Rappresento ciò che gli inglesi chiamerebbero l'underdog. Lo sfavorito, per semplificare, che per affermarsi deve stravolgere tutti i pronostici". Così Giorgia Meloni in Aula, alla Camera. "Intendo farlo ancora - ha detto la premier -, stravolgere i pronostici, con l'aiuto di una valida squadra di ministri e sottosegretari, con la fiducia e il lavoro dei parlamentari che voteranno favorevolmente, e con gli spunti che arriveranno dalle critiche di coloro che voteranno contro". Un coro 'Giorgia, Giorgia' ritmato e accompagnati dal battimani si è alzato dai banchi di maggioranza quando Giorgia Meloni ha chiuso il suo discorso alla Camera. ''Grazie, grazie. Anche meno…'', è stata la risposta scherzosa della premier ai deputati di FdI che le manifestavano il loro sostegno. 

Immigrazione, Meloni: "La selezione all'ingresso non possono farla gli scafisti"

"Sicurezza e legalità riguardano anche una corretta gestione dei flussi migratori. Secondo un principio semplice: in Italia, come in qualsiasi altro Stato serio, non si entra illegalmente, si entra solo attraverso i decreti flussi". Lo dice Giorgia Meloni, parlando alla Camera. Poi, spiega: "In questi anni di terribile incapacità nel trovare le giuste soluzioni alle diverse crisi migratorie, troppi uomini e donne, e bambini, hanno trovato la morte in mare nel tentativo di arrivare in Italia. Troppe volte abbiamo detto 'mai più', per poi doverlo ripetere ancora e ancora. Questo governo vuole quindi perseguire una strada, poco percorsa fino ad oggi: fermare le partenze illegali, spezzando finalmente il traffico di esseri umani nel Mediterraneo".

Per Meloni "la nostra intenzione è sempre la stessa. Ma se non volete che si parli di blocco navale lo dirò così: è nostra intenzione recuperare la proposta originaria della missione navale Sophia dell'Unione Europea che nella terza fase prevista, anche se mai attuata, prevedeva proprio il blocco delle partenze dei barconi dal nord Africa. Intendiamo proporlo in sede europea e attuarlo in accordo con le autorità del Nord Africa, accompagnato dalla creazione sui territori africani di hotspot, gestiti da organizzazioni internazionali, dove poter vagliare le richieste di asilo e distinguere chi ha diritto ad essere accolto in Europa da chi quel diritto non ce l'ha. Perché non intendiamo in alcun modo mettere in discussione il diritto d'asilo per chi fugge da guerre e persecuzioni. Il nostro obiettivo è impedire che sull'immigrazione l'italia continui a farsi fare la selezione in ingresso dagli scafisti".

Meloni: "Da inizio anno 71 suicidi in carcere, indegno di una nazione civile"

"Dall'inizio di quest'anno sono stati 71 i suicidi in carcere. E' indegno di una nazione civile, come indegne sono spesso le condizioni di lavoro degli agenti di polizia penitenziaria". Lo dice il premier Giorgia Meloni, in Aula alla Camera per la fiducia. "Legalità - ha detto la premier - vuol dire anche una giustizia che funzioni, con una effettiva parità tra accusa e difesa e una durata ragionevole dei processi, che non è solo una questione di civiltà giuridica e di rispetto dei diritti fondamentali dei cittadini, ma anche di crescita economica: la lentezza della giustizia ci costa almeno un punto di pil l'anno secondo le stime di Bankitalia. Lavoreremo per restituire ai cittadini la garanzia di vivere in una Nazione sicura, rimettendo al centro il principio fondamentale della certezza della pena, grazie anche a un nuovo piano carceri".

Meloni: "Mai più casi come Bibbiano"

"Abbiamo assunto l'impegno di limitare l'eccesso di discrezionalità nella giustizia minorile, con procedure di affidamento e di adozione garantite e oggettive, perchè non ci siano mai più casi Bibbiano, e intendiamo portarlo a termine". Così il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in aula a Montecitorio per le sue dichiarazioni programmatiche in vista del voto di fiducia della Camera.

Meloni: "Affronteremo il cancro mafioso a testa alta"

"La legalità sarà la stella polare dell'azione di governo. Ho iniziato a fare politica a 15 anni, il giorno dopo la strage di Via D'Amelio, nella quale la mafia uccise il giudice Paolo Borsellino, spinta dall'idea che non si potesse rimanere a guardare, che la rabbia e l'indignazione andassero tradotte in impegno civico. Il percorso che mi ha portato oggi a essere Presidente del Consiglio nasce dall'esempio di quell'eroe". Così il premier Giorgia Meloni, in Aula alla Camera, che racconta un aneddoto personale: dopo aver accettato il mandato, "arrivando a Montecitorio per incontrare il presidente Lorenzo Fontana mi sono imbattuta, alla fine dello scalone, nella foto di Borsellino, ed è stato come se si chiudesse un cerchio".

"Affronteremo il cancro mafioso a testa alta, come ci hanno insegnato i tanti eroi che con il loro coraggio hanno dato l'esempio a tutti gli italiani, rifiutandosi di girare lo sguardo o di scappare, anche quando sapevano che quella tenacia li avrebbe probabilmente condotti alla morte. Magistrati, politici, agenti di scorta, militari, semplici cittadini, sacerdoti. Giganti come Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Rosario Livatino, Rocco Chinnici, Pio La Torre, Carlo Alberto Dalla Chiesa, Piersanti Mattarella, Emanuela Loi, Libero Grassi, Don Pino Puglisi, e con loro un lunghissimo elenco di uomini e donne che non dimenticheremo. La lotta alla mafia ci troverà in prima linea. Da questo Governo, criminali e mafiosi non avranno altro che disprezzo e inflessibilità", scandisce tra gli applausi della maggioranza.

Covid, Meloni: "Non seguiremo un modello che limita le libertà fondamentali"

 "L'Italia ha adottato le misure più restrittive dell'intero Occidente, arrivando a limitare fortemente le libertà fondamentali di persone e attività economiche, ma nonostante questo è tra gli Stati che hanno registrato i peggiori dati in termini di mortalità e contagi. Qualcosa, decisamente, non ha funzionato e dunque voglio dire fin d'ora che non replicheremo in nessun caso quel modello. L'informazione corretta, la prevenzione e la responsabilizzazione sono più efficaci della coercizione, in tutti gli ambiti. E l'ascolto dei medici sul campo è più prezioso delle linee guida scritte da qualche burocrate, quando si ha a che fare con pazienti in carne ed ossa". Lo ha detto il premier Giorgia Meloni alla Camera. "Occorrerà fare chiarezza su quanto avvenuto durante la gestione della crisi pandemica. Lo si deve a chi ha perso la vita e a chi non si è risparmiato nelle corsie degli ospedali, mentre altri facevano affari milionari con la compravendita di mascherine e respiratori". 

"La destra italiana auspica una pacificazione nazionale"

"Nell'abisso non si pareggiano mai i conti, si precipita e basta. Ho conosciuto giovanissima il profumo della libertà" ha aggiunto Meloni nel suo discorso alla Camera, "l'ansia per la verità storica e il rigetto per qualsiasi forma di sopruso o discriminazione proprio militando nella destra democratica italiana. Una comunità di uomini e donne che ha sempre agito alla luce del sole e a pieno titolo nelle nostre istituzioni repubblicane, anche negli anni più bui della criminalizzazione e della violenza politica, quando nel nome dell'antifascismo militante ragazzi innocenti venivano uccisi a colpi di chiave inglese". "Quella lunga stagione di lutti ha perpetuato l'odio della guerra civile - ha detto ancora Meloni, "e allontanato una pacificazione nazionale che proprio la destra democratica italiana, più di ogni altro, da sempre auspica". 

Meloni: "Le leggi razziali il punto più basso della storia italiana"

"Ho sempre reputato le leggi razziali del 1938 il punto più basso della storia italiana, una vergogna che segnerà il nostro popolo per sempre". Così Giorgia Meloni, in Aula alla Camera. "I totalitarismi del '900 hanno dilaniato l'intera Europa, non solo l'Italia, per più di mezzo secolo - ha aggiunto -, in una successione di orrori che ha investito gran parte degli Stati europei. E l'orrore e i crimini, da chiunque vengano compiuti, non meritano giustificazioni di sorta, e non si compensano con altri orrori e altri crimini. Nell'abisso non si pareggiano mai i conti, si precipita e basta". "Non ho mai provato simpatia o vicinanza nei confronti dei regimi antidemocratici. Per nessun regime, fascismo compreso" ha assicurato la premier.

Meloni: "Tutele per chi dopo una vita di lavoro vuole andare in pensione"

Nel suo intervento alla Camera Giorgia Meloni ha parlato anche della riforma previdenziale. "Tutele adeguate - ha spiegato - vanno riconosciute anche a chi dopo una vita di lavoro va in pensione o vorrebbe andarci. Intendiamo facilitare la flessibilità in uscita con meccanismi compatibili con la tenuta del sistema previdenziale, partendo, nel poco tempo a disposizione per la prossima legge di bilancio, dal rinnovo delle misure in scadenza a fine anno".

"Difenderemo la natura con l'uomo dentro"

"Quello che ci distingue da un certo ambientalismo ideologico è che noi vogliamo difendere la natura con l'uomo dentro, coniugando sostenibilità ambientale, economica e sociale". Lo ha detto Giorgia Meloni nel suo discorso alla Camera. "Accompagnare imprese e cittadini verso la transizione verde, senza consegnarci a nuove dipendenze strategiche e rispettando il principio di neutralità tecnologica: sarà questo il nostro approccio" ha aggiunto la premier.

Giorgia Meloni discorso camera ansa-2

Meloni: "Per chi può lavorare la soluzione non è il reddito di cittadinanza"

"Per chi è in grado di lavorare, la soluzione non può essere il reddito di cittadinanza, ma il lavoro, la formazione e l'accompagnamento al lavoro, anche sfruttando appieno le risorse e le possibilità messe a disposizione dal Fondo sociale europeo". Così Giorgia Meloni, in Aula alla Camera. "Perché per come è stato pensato e realizzato, il rdc ha rappresentato una sconfitta per chi era in grado di fare la sua parte per l'Italia, oltre che per se stesso e per la sua famiglia", aggiunge. "E se sul reddito di cittadinanza - ricorda - in quest'Aula esistono posizioni diversificate, sono certa che tutti concordiamo sull'importanza di porre fine alla tragedia degli incidenti, anche mortali, sul lavoro".

"Lavoreremo per colmare il divario tra Nord e Sud"

"Sono convinta che questa svolta che abbiamo in mente sia anche l'occasione migliore per tornare a porre al centro dell'agenda Italia la questione meridionale. Il Sud non più visto come un problema ma come un'occasione di sviluppo per tutta la Nazione. Lavoreremo sodo per colmare un divario infrastrutturale inaccettabile, eliminare le disparità, creare occupazione, garantire la sicurezza sociale e migliorare la qualità della vita. Dobbiamo riuscire a porre fine a quella beffa per cui il Sud esporta manodopera, intelligenze e capitali che sono invece fondamentali proprio in quelle regioni dalle quali vanno via". Lo ha detto il premier Giorgia Meloni.

"Non è un obiettivo facile, nell'attuale congiuntura, ma -ha assicurato la presidente di Fdi- il nostro impegno sarà totale. E se le infrastrutture al Sud non sono più rinviabili, anche nel resto d'Italia è necessario realizzarne di nuove, per potenziare i collegamenti di persone e merci ma anche di dati e comunicazioni. Con l'obiettivo di ricucire non solo il Nord al Sud ma anche la costa tirrenica a quella adriatica e le Isole con il resto della Penisola".

Meloni: "Tassa piatta per le partite Iva fino a 100mila euro e quoziente familiare"

Sul fisco Giorgia Meloni ha in mente una "rivoluzione copernicana" da cui "dovrà nascere un nuovo patto fiscale, che poggerà su tre pilastri Il primo: ridurre la pressione fiscale su imprese e famiglie attraverso una riforma all'insegna dell'equità: riforma dell'Irpef con progressiva introduzione del quoziente familiare ed estensione della tassa piatta per le partite Iva dagli attuali 65 mila euro a 100 mila euro di fatturato. E, accanto a questa, introduzione della tassa piatta sull'incremento di reddito rispetto al massimo raggiunto nel triennio precedente: una misura virtuosa, con limitato impatto per le casse dello Stato". 

Il secondo pilastro sarà "una tregua fiscale per consentire a cittadini e imprese (in particolare alle Pmi) in difficoltà di regolarizzare la propria posizione con il fisco. Il terzo: una serrata lotta all'evasione fiscale (a partire da evasori totali, grandi imprese e grandi frodi sull'Iva) accompagnata - ha concluso la premier - da una modifica dei criteri di valutazione dei risultati dell'Agenzia delle Entrate, che vogliamo ancorare agli importi effettivamente incassati e non alle semplici contestazioni, come incredibilmente avvenuto finora".

"La sovranità alimentare non vuol dire mettere fuori commercio l'ananas"

 "La piena sovranità alimentare non è più rinviabile. Questo non significa mettere fuori commercio l'ananas come qualcuno ha detto, ma non dipenderemo da nazioni distanti per dare da mangiare ai nostri figli". Così il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in aula a Montecitorio per le sue dichiarazioni programmatiche in vista del voto di fiducia della Camera.

Meloni: "La nostra ipotesi è il semipresidenzialismo"

"La nostra ipotesi è il semipresidenzialismo" ma "rimaniamo aperti anche ad altre soluzioni". Lo ha detto Giorgia Meloni nel suo discorso alla Camera parlando di riforme istituzionali. "Vogliamo confrontarci su questo con tutte le forze politiche presenti in Parlamento - ha aggiunto -, per giungere alla riforma migliore e più condivisa possibile. Ma sia chiaro che non rinunceremo a riformare l'Italia se ci trovassimo di fronte ad opposizioni pregiudiziali. In quel caso ci muoveremo secondo il mandato che ci è stato conferito su questo tema dagli italiani: dare all'Italia un sistema istituzionale nel quale chi vince governa per cinque anni e alla fine viene giudicato dagli elettori per quello che e' riuscito a fare". 

Meloni annuncia un taglio di cinque punti del cuneo fiscale

Il cuneo fiscale sarà una delle priorità del nuovo governo. "Imprese e lavoratori chiedono da tempo, come priorità non rinviabile, la riduzione del cuneo fiscale e contributivo" ha detto Meloni nel suo discorso alla Camera. "L'eccessivo carico fiscale sul lavoro è uno dei principali ostacoli alla creazione di nuova occupazione e alla competitività delle nostre imprese sui mercati internazionali. L'obiettivo che ci diamo è intervenire gradualmente per arrivare a un taglio di almeno cinque punti del cuneo in favore di imprese e lavoratori, per alleggerire il carico fiscale delle prime e aumentare le buste paga dei secondi". Per incentivare le aziende ad assumere, ha aggiunto, "abbiamo in mente un meccanismo fiscale che premi le attività ad alta densità di lavoro 'Più assumi, meno paghi', lo abbiamo sintetizzato, ma ovviamente questo non deve far venire meno il necessario sostegno all'innovazione tecnologica".

Meloni: "Sfruttiamo il gas nei nostri mari, il Mezzogiorno è il paradiso delle rinnovabili"

 "La nostra priorità deve essere mettere un argine al caro energia e trovare altre fonti di approvvigionamento: i nostri mari possiedono giacimenti di gas che abbiamo il dovere di sfruttare appieno e il Mezzogiorno è il paradiso delle rinnovabili, un patrimonio di energia verde troppo spesso bloccato da burocrazia e veti incomprensibili. Con coraggio e spirito pratico l'Italia potrebbe uscire da questa crisi più forte e autonoma di prima". Lo dice Giorgia Meloni, parlando alla Camera.

Quanto gas abbiamo in Italia e perché non lo estraiamo: l'approfondimento 

"Il Pnrr è un'opportunità straordinaria di ammodernare l'Italia"

"Il Pnrr è un'opportunità straordinaria di ammodernare l'Italia: abbiamo tutti il dovere di sfruttarla al meglio. La sfida è complessa a causa dei limiti strutturali e burocratici che da sempre rendono difficoltoso per l'Italia riuscire ad utilizzare interamente persino i fondi europei della programmazione ordinaria". Così Giorgia Meloni, alla Camera.

"Basti pensare che la Nota di aggiornamento al Def 2022 ha ridotto la spesa pubblica attivata dal Pnrr a 15 miliardi rispetto ai 29,4 miliardi previsti nel Def dell'aprile scorso. Il rispetto delle scadenze future richiederà ancora più attenzione considerato che finora si sono per lo più rendicontate opere già avviate in passato, cosa che non si potrà continuare a fare nei prossimi anni. Spenderemo al meglio i 68,9 miliardi a fondo perduto e i 122,6 miliardi concessi a prestito all'Italia dal Next Generation EU", aggiunge. "Senza ritardi e senza sprechi, e concordando con la Commissione europea gli aggiustamenti necessari per ottimizzare la spesa, alla luce soprattutto del rincaro dei prezzi delle materie prime e della crisi energetica. Perché queste materie si affrontano con un approccio pragmatico, non ideologico".

"Senza risposta comune dell'Ue c'è il rischio che la speculazione riparta"

"Senza una risposta comune" dell'Europa "si rischia di minare il mercato interno con il rischio che la speculazione riparta. Bisogna rafforzare le misure nazionali su bollette e carburanti con un investimento finanziario imponente". Così il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in aula a Montecitorio per le sue dichiarazioni programmatiche in vista del voto di fiducia della Camera. Per ridurre il debito, ha detto Meloni, "la strada maestra non è la cieca austerità ma una crescita economica duratura e strutturale. Ci apriremo agli investimenti esteri se non avranno logiche predatorie, se porteranno in Italia sviluppo, occupazione e know how, con benefici reciproci".

"Siamo nel pieno di una tempesta, ma l'Italia è la nave più bella del mondo"

"Siamo in un contesto molto complicato, forse il più difficile dal secondo dopo guerra a oggi. Siamo nel pieno di una tempesta, la nostra imbarcazione ha subito danni, gli italiani ci hanno affidato il compito di portare la nave in porto in questa difficilissima traversata. Non ci tiriamo indietro, consapevoli del macigno che ci stavamo caricando sulle spalle, perché non siamo persone abituate a scappare e perché la nostra imbarcazione, l'Italia, con tutte le sue ammaccature, rimane la più bella del mondo. Un'imbarcazione solida a cui nessuna meta è preclusa se solo decide di riprendere il viaggio". Così Giorgia Meloni, parlando alla Camera. "Allora noi siamo qui per ricucire le vele strappate - ha aggiunto -, fissare le assi dello scafo e superare le onde che si infrangono su di noi. Con la bussola delle nostre convinzioni a indicarci la rotta verso la meta prescelta, e con un equipaggio capace di svolgere al meglio i propri compiti".

Meloni: "Cedere al ricatto di Putin sull'energia aggraverebbe il problema"

Nel suo discorso alla Camera Meloni non poteva non toccare il tema del conflitto Ucraina. "La guerra ha aggravato la situazione già molto difficile causata dagli aumenti del costo dell'energia e dei carburanti. Costi insostenibili per molte imprese, che potrebbero essere costrette a chiudere e a licenziare i propri lavoratori, e per milioni di famiglie che già oggi non sono piu' in grado di fare fronte al rincaro delle bollette. Ma sbaglia chi crede sia possibile barattare la libertà dell'Ucraina con la nostra tranquillità. Cedere al ricatto di Putin sull'energia - ha sottolineato - non risolverebbe il problema, lo aggraverebbe aprendo la strada ad ulteriori pretese e ricatti, con futuri aumenti dell'energia ancora maggiori di quelli che abbiamo conosciuto in questi mesi". 

"Non possiamo accettare la guerra di aggressione e la violazione dell'integrità di una nazione sovrana - ha aggiunto la premier -, ma anche perché è il modo migliore di difendere il nostro interesse nazionale".

"Chi parla di vigilare sull'Italia manca di rispetto al Paese"

"Negli ultimi giorni in parecchi hanno detto di voler vigilare sul nostro paese, direi che possono spendere meglio il loro tempo. In quest'aula ci sono valide e battagliere forze di opposizione in grado far sentire la loro voce senza soccorso esterno, mi auguro". Chi sostiene di voler vigilare sull'Italia "manca di rispetto non a me o al mio governo ma al popolo italiano, che non ha lezioni da prendere da nessuno". Così il presidente del Consiglio Giorgia Meloni in Aula alla Camera per la fiducia.

Meloni: "In Ue l'Italia farà sentire forte la sua voce"

"L'Italia farà sentire forte la sua voce in Europa come si conviene a una grande nazione fondatrice, non per sabotare ma per un approccio più vicino ai cittadini.
La Ue non è circolo elitario con soci di serie A e di serie B, o un Cda che deve tenere i conti in ordine, ma una casa comune per affrontare sfide che gli stati membri difficilmente possono affrontare da sole. Su questo la Ue spesso non si è fatta trovare pronta".  Lo ha detto Giorgia Meloni nel suo discorso alla Camera. "Chi si pone" degli interrogativi" sull'Europa, ha aggiunto, "non è un nemico o un eretico ma un pragmatico che non teme di dire se qualcosa può funzionare meglio. Serve un'integrazione più efficace per affrontare le grandi sfide".

"Perché - ha detto ancora la premier - è questa la grande peculiarità europea: Nazioni con storie millenarie, capaci di unirsi, portando ciascuna la propria identità come valore aggiunto. Una casa comune europea vuol dire certamente regole condivise, anche in ambito economico-finanziario. Questo Governo rispetterà le regole attualmente in vigore e nel contempo offrirà il suo contributo per cambiare quelle che non hanno funzionato, a partire dal dibattito in corso sulla riforma del patto di stabilità e crescita".

"Per la sua forza e la sua storia l'Italia - ha aggiunto Meloni - ha il dovere, prima ancora che il diritto, di stare a testa alta in questi consessi internazionali. Con spirito costruttivo ma senza subalternità o complessi di inferiorità, come troppo spesso è accaduto durante i Governi della sinistra, coniugando l'affermazione del nostro interesse nazionale con la consapevolezza di un destino comune europeo. E occidentale".

"Manterremo gli impegni presi con gli elettori"

"Gli elettori hanno scelto il centrodestra e all'interno della coalizione ha premiato alcune proposte. Manterremo quegli impegni". Così il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in aula a Montecitorio per le sue dichiarazioni programmatiche in vista del voto di fiducia della Camera.

"Sulle mie spalle il peso di essere la prima donna a capo del governo"

"Tra i tanti pesi che sento gravare sulle mie spalle, oggi non può non esserci quello di essere la prima donna capo del governo della nostra nazione". Lo dice la premier Giorgia Meloni parlando in aula alla Camera. "Pensare alla responsabilità che ho davanti a tutte donne che hanno difficoltà ad affermare il loro talento o vedere apprezzato i loro sacrifici quotidiani". La premier si rivolge "a tutte le donne che hanno costruito le assi che mi consentono di salire e rompere il pesante tetto di cristallo che sta sulle nostre teste". A tutte le "donne che hanno osato per impeto o per amore".

Donne "come Cristina (Trivulzio di Belgioioso, ndr), elegante organizzatrice di salotti e barricate. O come Rosalie (Montmasson ndr), testarda al punto da partire con i Mille che fecero l'Italia. Come Alfonsina (Strada ndr) che pedalò forte contro il vento del pregiudizio. Come Maria (Montessori ndr) o Grazia (Deledda ndr) che con il loro esempio spalancarono i cancelli dell'istruzione alle bambine di tutto il Paese". "Eppoi Tina (Anselmi ndr), Nilde (Jotti, ndr), Rita (Levi Montalcini, ndr ), Oriana (Fallaci, ndr), Ilaria (Alpi, ndr), Mariagrazia (Cutuli, , ndr), Fabiola (Giannotti, ndr) Marta (Cartabia, ndr), Elisabetta (Casellati, ndr), Samantha (Cristoforetti, ndr), Chiara (Corbella Petrillo, ndr). Grazie, Grazie per aver dimostrato il valore delle donne italiane, come spero di riuscire a fare anche io", conclude nel suo passaggio dedicato alle donne.

Meloni alla Camera: "Condizione difficilissima, non possiamo perdere tempo"

 "Per noi la celerità è un fatto naturale e doveroso perché la condizione difficilissima del Paese non consente di titubare e di perdere tempo e noi non intendiamo farlo" ha detto Meloni nel suo discorso alla Camera. "Voglio ringraziare anche il mio predecessore - ha aggiunto -, il presidente Mario Draghi che, tanto a livello nazionale quanto a livello internazionale ha in queste settimane offerto tutta la sua disponibilità perché vi fosse un passaggio di consegne veloce e sereno. Anche se il nuovo governo, per ironia della sorte, è guidato dall'unico partito all'opposizione del suo governo. Si è molto ricamato su questo ma non c'è nulla di strano, così dovrebbe essere sempre, così dovrebbe essere nelle grandi democrazie". 

Giorgia Meloni: "Grande responsabilità, ringrazio chi si esprimerà"

Al via la seduta dell'Aula della Camera sulla fiducia al governo guidato da Giorgia Meloni. Un lungo applauso dai banchi del centrodestra ha accolto l'ingresso in del nuovo presidente del consiglio. Meloni ha esordito non nascondendo l'emozione per un momento che ha definito solenne. La neo premier ha parlato di una "grande responsabilità per chi quella fiducia deve ottenerla e meritarsela e una grande responsabilità per chi quella fiducia deve concederla o negarla". Per questo, ha aggiunto, "voglio ringraziare da subito chi si esprimerà, qualunque sia la scelta che farà. Un ringraziamento sincero va al presidente della Repubblica Sergio Mattarella", ha detto, che "non ha voluto farmi mancare i suoi preziosi consigli". Nel suo discorso Meloni ha ringraziato anche gli alleati di governo e il premier uscente Mario Draghi. 

Il discorso di Giorgia Meloni in Parlamento: le anticipazioni

Il discorso con cui Meloni andrà alla prova della fiducia vuole tracciare "un manifesto programmatico che ambisce ad essere la base di lavoro di un'intera legislatura". E' quanto è trapelato da fonti di Palazzo Chigi, "a conferma della natura fortemente politica del governo e con l'obiettivo di dare seguito concreto e attuazione agli impegni assunti con i cittadini italiani in campagna elettorale". Meloni parlerà delle sfide che attendono il Paese a partire dal caro bollette e cercherà di spiegare agli italiani che il governo sarà al loro fianco e che farà il possibile per fronteggiare l'emergenza. Anche in Europa, dove si batterà per chiudere la battaglia sul price cap. Il discorso della neo premier dovrebbe toccare anche il tema dei migranti, la guerra in Ucraina e il dossier del Piano nazionale di ripresa e resilienza.

Governo Meloni: il voto di fiducia al Senato

L'aula del Senato è convocata oggi, alle 12.30, per la consegna del testo delle dichiarazioni programmatiche del Presidente del Consiglio.
Mercoledì 26 ottobre avrà luogo la discussione generale sulla fiducia al nuovo governo. Alle 16.30, la replica del presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che precederà le dichiarazioni di voto sulla fiducia e la chiama.

Governo alla prova della fiducia: perché non ci saranno sorprese alla Camera, i numeri

Sorprese non ce ne dovrebbero essere. Il governo Meloni può contare, a Montecitorio, in vista del voto di fiducia di oggi, su una maggioranza ampia, con 237 voti. Fratelli d’Italia ha 118 componenti (tra cui la presidente del Consiglio), la Lega 66, Forza Italia 44, Noi moderati (Noi con l’Italia, Coraggio Italia, Udc, Italia al centro) più Maie ne hanno 9. L'opposizione, numeri alla mano, è formata dai 69 deputati del Partito democratico, 52 del Movimento cinque stelle, 21 di Azione – Italia viva, 30 i membri del gruppo Misto, gruppo che ha al suo interno quattro componenti politiche con altrettanti vicepresidenti: si tratta di Alleanza Verdi e Sinistra (12), Noi moderati (9), Minoranze linguistiche (3), Più Europa (3). Tre deputati non sono iscritti a nessuna componente del misto: Michela Vittoria Brambilla, Francesco Gallo e Dieter Steger. Dopo il taglio dei parlamentari, da questa legislatura i deputati sono 400.

Giorgia Meloni: il voto alla Camera per la fiducia

Oggi martedì 25 ottobre la neo presidente del consiglio Giorgia Meloni interverrà alla Camera alle ore 11 per chiedere la fiducia al Parlamento. Il discorso può essere seguito in diretta sul canale YouTube di Montecitorio, ma anche dalla WebTv sul sito della Camera. A seguire, dopo le 12 la premier si recherà in Senato per la consegna del testo scritto. Dalle 13 alle 17, avrà luogo la discussione generale in Aula per proseguire, poi, con la replica della premier Meloni tra le 17 e le 17.30. Quindi dalle 17.30 alle 19, le dichiarazioni di voto e, subito dopo, la prima chiama dei deputati per appello nominale sulla fiducia al nuovo esecutivo.

Mercoledì alle 9.30, ci sarà la votazione per l'elezione degli ulteriori due segretari di presidenza alla Camera. Domani è attesa anche la discussione generale sulla fiducia al Senato. 

Incontro a sorpresa a Roma tra Macron e Meloni

Emmanuel Macron ha incontrato a sorpresa il nuovo primo ministro italiano Giorgia Meloni a Roma. Il capo di Stato francese è il primo leader straniero a incontrare il nuovo primo ministro italiano, insediatosi proprio oggi. L'incontro ha avuto luogo nel centro della capitale italiana e non in un palazzo ufficiale, ha dichiarato una fonte francese all'Afp. Macron era a Roma per intervenire insieme al presidente Sergio Mattarella all'assemblea della comunita' di Sant'Egidio 'Il grido della pace' e domani ha in programma un incontro con il papa in Vaticano

Usigrai: giornalisti Rai tenuti a usare femminile per presidente Meloni

"L'avvocato, l'avvocata. Il presidente, la presidente. Mentre l'Italia si sta faticosamente adeguando agli standard europei sull'uso del femminile negli incarichi pubblici e nelle professioni - come dimostra anche la recente scelta della Treccani, che segue le indicazioni già fornite dall'Accademia della Crusca - in molte testate della Rai stiamo assistendo ad un pericoloso arretramento. Le direzioni stanno chiedendo alle colleghe e ai colleghi di usare il maschile per indicare il nuovo incarico di Giorgia Meloni, perché è lei a chiederlo. Ferma restando la libertà di ogni persona di denominarsi come meglio crede, altra cosa è il racconto giornalistico". A dirlo, in una nota, è l'Usigrai che interviene così sul tema del lignuaggio di genere. "Ricordiamo che il contratto Rai Usigrai contiene al proprio interno il Manifesto di Venezia che fa preciso riferimento al linguaggio di genere, e che la policy di genere aziendale, recentemente approvata dal consiglio di amministrazione della Rai indica di usare il femminile lì dove esista", spiega il sindacato dei giornalisti Rai. "Nessun collega può essere dunque obbligato ad usare il maschile, anzi i giornalisti Rai sono tenuti a declinare al femminile i nomi. Ordini di servizio o indicazioni in senso contrario verranno contestati dal sindacato nelle sedi opportune. Chiediamo alle colleghe e ai colleghi di segnalarci eventuali violazioni", conclude l'Usigrai

Meloni alla Georgia: sosterremo il cammino della vostra nazione

"Ti sono grata per il pensiero che hai avuto per me Irakli Garibashvili. Faremo tutto il necessario per rafforzare le relazioni tra Italia e Georgia e sostenere il cammino della vostra nazione". Lo ha scritto su Twitter il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, rispondendo a un messaggio di congratulazioni al primo ministro della Georgia, uno dei Paesi che temono un'estensione del conflitto ucraino. Al suo interno si è staccato lo Stato dell'Ossezia del Sud che vorrebbe unirsi a Mosca.

Meloni alla Croazia: miglioreremo ancor ai nostri rapporti

Giorgia Meloni ringrazia Andrej Plenkovich "per le congratulazioni" espresse e, sempre su Twitter, ribadisce al primo ministro croato che "l'intensa rete di relazioni che lega le nostre nazioni si basa su legami profondi". "Desideriamo migliorare ulteriormente i rapporti tra Italia e Croazia e per questo lavoreremo in ogni sede", scrive ancora il presidente del Consiglio.

Meloni: ora tocca a noi, siamo pronti

"Si comincia. Con molta emozione ma anche con la consapevolezza delle difficili sfide che ci attendono. Ora tocca a noi: siamo pronti", scrive su Facebook la premier Giorgia Meloni pubblicando un video del suo insediamento.

Alfredo Mantovano è il nuovo sottosegretario alla Presidenza del Consiglio

Il Consiglio dei ministri ha approvato la nomina di Antonio Tajani e Matteo Salvini a vicepremier. Via libera anche agli incarichi per i nove ministri senza portafoglio. Il Cdm ha anche nominato Alfredo Mantovano sottosegratrio alla Presidenza del Consiglio e segretario del Cdm.

Meloni si è seduta al centro del tavolo rotondo del Consiglio. Alla sua sinistra Mantovano, alla sua destra Tajani e poi Salvini.

Alfredo Mantovano nuovo sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, chi è

Meloni: "Uniti per affrontare le emergenze del Paese"

"Dobbiamo essere uniti, ci sono emergenze da affrontare per il Paese. Dobbiamo lavorare insieme". Lo ha detto, secondo quanto si apprende, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, durante la prima riunione del Cdm rivolgendosi ai ministri.  

Giorgia Meloni presiede il suo primo Consiglio dei ministri

A Palazzo Chigi si è svolto il primo Consiglio dei ministri presieduto da Giorgia Meloni. La riunione del Cdm è durata circa mezz'ora. E' servita a formalizzare la carica di vicepremier per Matteo Salvini e Antonio Tajani e nominare sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano.

Il primo Consiglio dei ministri del governo Meloni: cosa è stato deciso

Roberto Cingolani da ministro a consulente del governo Meloni

Mario Draghi lascia Palazzo Chigi tra gli applausi

Dopo aver consegnato la campanella al neo premier Giorgia Meloni, Mario Draghi passa in rassegna il picchetto d'onore nel cortile interno di Palazzo Chigi. Al termine dell'ultima "passerella" da presidente del Consiglio, l'ex numero uno della Bce viene salutato dagli applausi dei dipendenti affacciati dalle finestre del palazzo.

Draghi ha contraccambiato alzando entrambe le mani e con un sorriso. Poi, prima di andar via, ha stretto la mano all'ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio Roberto Garofoli e salutato i cronisti:
''Arrivederci''.  

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Mario Draghi ha ufficialmente passato il testimone a Giorgia Meloni

Pochi minuti prima delle 12 il presidente del Consiglio uscente Mario Draghi ha ufficialmente ceduto il testimone a Giorgia Meloni. Il passaggio di consegne è avvenuto col simbolico passaggio della campanella. Giorgia Meloni si insedia quindi a Palazzo Chigi, pronta a presiedere il primo Consiglio dei ministri del suo governo. 

 

Giorgia Meloni e Mario Draghi a colloquio per più di un'ora

Non un passaggio di consegne formale. Oltre un'ora di colloquio a Palazzo Chigi tra Giorgia Meloni e Mario Draghi. A quanto si apprende il confronto ha riguardato i principali dossier sul tavolo del governo uscente e che la premier Meloni eredita.

Il passaggio di consegne tra Mario Draghi e Giorgia Meloni con la consegna della campanella

Mario Draghi ha accolto Giorgia Meloni con un "benvenuta" a Palazzo Chigi. Lei, emozionata, ha ammesso il forte impatto emotivo, anche facendo riferimento anche al picchetto d'onore che l'ha accolta. 

Il premier uscente e il nuovo presidente del Consiglio si sono stretti la mano, poi le foto di rito e il faccia a faccia nello studio del presidente. Dopo il colloquio, il momento simbolico del passaggio della campanella.

 

Meloni a Biden: ci batteremo insieme per libertà e sicurezza internazionale

"Ringrazio il presidente degli Stati Uniti Joe Biden per le sue congratulazioni. Stati Uniti e Italia sono uniti da una profonda amicizia e dalla partnership transatlantica, fondata su valori comuni. Non vedo l'ora di rafforzarli ulteriormente, battendoci insieme per la libertà e la sicurezza internazionale". Lo dice la presidente del Consiglio dei ministri, Giorgia Meloni.

Tajani: prima telefonata a Kuleba, confermato sostegno Italia

"La prima telefonata entrando alla @ItaliaMFA è stata al Ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba. Ho confermato il sostegno dell'Italia all'Ucraina in difesa della libertà e contro l'invasione russa. Non c'è pace senza giustizia. E giustizia significa indipendenza dell'Ucraina". Lo ha twittato il ministro degli Esteri Antonio Tajani.

Meloni a Zelensky: saremo sempre dalla vostra parte

"Molte grazie Zelensky. L'Italia è e sarà sempre dalla parte del coraggioso popolo ucraino che lotta per la sua libertà e per una giusta pace. Non sei solo!". lo scrive su twitter il premier Giorgia Meloni, rispondendo al presidente ucraino Volodymyr Zelensky che le aveva fatto le congratulazioni per l'incarico.

Blinken: auguri a Meloni e Tajani, Italia partner eccellente

"Ci congratuliamo con Giorgia Meloni per la sua nomina a prima ministra italiana e con Antonio Tajani come ministro degli esteri. Siamo impazienti di continuare la nostra eccellente partnership con l'Italia per affrontare le sfide globali, sostenere l'Ucraina e rafforzare l'alleanza transatlantica": lo twitta il segretario di stato Usa Antony Blinken.

Meloni telefona ai Vertici delle istituzioni Ue

"Colloqui telefonici tra il presidente del Consiglio dei ministri, Giorgia Meloni, e i vertici delle Istituzioni europee. Nel pomeriggio il presidente Meloni ha sentito il presidente del Consiglio europeo Charles Michel, il presidente della Commissione Europea Ursula Von der Leyen e il presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola". Lo comunica l'ufficio stampa della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

'Aleanza per Israele': Lieti nomina Tajani agli Esteri

"Lieti della nomina di Antonio Tajani, grande e sincero Amico d'Israele a Ministro degli Affari esteri italiano. Siamo certi i rapporti tra Italia e Israele non potranno che essere ancora più vivi e forti in futuro, anche grazie a lui. Al nuovo Governo di Giorgia Meloni i nostri migliori auguri di buon lavoro". Così Alessandro Bertoldi, Presidente di Alleanza per Israele commenta la nomina del nuovo Governo dall'account Twitter @Italia_Israele.

La Cei: grandi sfide, assicuriamo dialogo costruttivo

Il presidente della Cei, card. Matteo Zuppi, ha inviato gli auguri al premier Giorgia Meloni. I vescovi ricordano "le sfide grandi" da affrontare: "le povertà, l'inverno demografico, la protezione degli anziani, il lavoro, l'accoglienza e l'integrazione dei migranti" ai quali si aggiunge "la ricerca ineludibile e urgente di una via giusta che possa finalmente condurre alla pace". Zuppi assicura che la Cei "non farà mancare un'interlocuzione costruttiva ispirata unicamente dalla volontà di contribuire al perseguimento del bene comune del Paese e alla tutela dei diritti inviolabili della persona e della comunità".

Calenda: premier donna che si è fatta da sola, questo è positivo per l'Italia

"Il governo è chiaramente di destra. E' guidato da una presidente del Consiglio che è una donna, che si è fatta largo da sola fino ad arrivare alla presidenza del Consiglio e questa è una cosa positiva per tutta l'Italia". Lo ha detto il leader di Azione, Carlo Calenda, intervenendo alla Festa dell'Ottimismo del Foglio in corso a Firenze. "Ci sono dei ministri che stimo: Nordio, Crosetto, Giorgetti, anche se penso che il Mef non sia cosa sua", ha aggiunto Calenda. "Giudicheremo questo governo sulle cose che farà, questo sarà il nostro approccio", ha concluso Calenda.

Biden a Meloni: impaziente di continuare cooperazione su Ucraina

"Mi congratulo con Giorgia Meloni nuova Premier italiana. L'Italia è un alleato cruciale della Nato e un partner stretto nel momento in cui le nostre nazioni insieme affrontano sfide globali condivise. Come i leader del G7, attendo con impazienza di continuare a far avanzare il nostro sostegno per l'Ucraina, per portare la Russia alle sue responsabilità per la sua aggressione, assicurare il rispetto dei diritti umani e dei valori democratici e costruire una crescita economica sostenibile", ha dichiarato il Presidente degli Stati Uniti, Joe Biden.

Dopo il giuramento Meloni partecipa a funerali del diciottenne Francesco Valdiserri

Subito dopo il giuramento al Quirinale, il premier Giorgia Meloni ha raggiunto la chiesa di Roma dove sono stati celebrati i funerali di Francesco Valdiserri, il giovane travolto e ucciso da un'auto, mercoledì notte, mentre camminava su un marciapiede di via Cristoforo Colombo. Presenti anche il presidente del Senato, Ignazio La Russa, i ministri Francesco Lollobrigida, Antonio Tajani e Anna Maria Bernini, rappresentanti politici come il segretario del Pd, Enrico Letta, e Mara Carfagna, ed esponenti delle Istituzioni locali come il presidente dell'VIII Municipio, Amedeo Ciaccheri, e assessori comunali.

Zelensky: congratulazioni a Meloni, attendo cooperazione su pace in Ucraina

"Mi congratulo con Giorgia Meloni, la prima donna ad assumere la carica di Primo Ministro italiano. Auguro al nuovo governo di rispondere con successo a tutte le sfide di oggi. Attendo di proseguire la cooperazione fruttuosa per garantire la pace e la prosperità in Ucraina, in Italia e nel mondo", ha scritto il Presidente ucraino, Volodymir Zelensky.

Il primo tweet da premier di Giorgia Meloni

"Ecco la squadra di Governo che, con orgoglio e senso di responsabilità servirà l'Italia. Adesso subito al lavoro". Lo scrive su Twitter la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, postando una foto dell'Esecutivo col il presidente della Repubblica Sergio Mattarella subito dopo il giuramento.

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Ursula von der Leyen: "Pronta e lieta di lavorare insieme al nuovo Governo"

"Congratulazioni a Giorgia Meloni per la sua nomina a presidente del Consiglio italiano, la prima donna a ricoprire questo ruolo. Sono pronta e sono lieta di lavorare insieme al nuovo Governo in modo costruttivo per rispondere alle sfide che ci attendono". Così, su Twitter, la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen. 

Tutti i ministri del governo Meloni hanno giurato

Prima Giorgia Meloni, poi i vicepremier Tajani e Salvini e a seguire gli altri ministri. Uno dopo l'altro si sono presentati davanti al presidente della Repubbica, Sergio Mattarella, e hanno giurato sulla Costituzione. E' nato ufficialmente pochi minuti dopo le 10 di oggi, 22 ottobre 2022, il primo governo della storia della Repubblica guidato da una donna. 

Così recita la formula pronunciata da Giorgia Meloni e i suoi ministri: "Giuro di essere fedele alla Repubblica, di osservarne lealmente la Costituzione e le leggi e di esercitare le mie funzioni nell'interesse esclusivo della Nazione".

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Giorgia Meloni ha giurato: è il nuovo premier

La premier incaricata, Giorgia Meloni, ha appena giurato nella mani del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Dopo la lettura della formula di rito, si è così compiuto l'atto formale con il quale diventa ufficialmente la nuova presidente del Consiglio.

Subito il giuramento con la formula di rito e la controfirma del capo dello Stato, c'è stata la stretta di mano tra i due e poi la foto.

Meloni, completo scuro e capello liscio, è visibilmente emozionata. Subito dopo di lei hanno giurato i due vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani. A seguire gli altri. Ognuno, dopo la firma, stringe la mano a Mattarella e Meloni.

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Il giuramento del governo Meloni al Quirinale

Il giuramento della presidente del Consiglio dei ministri Giorgia Meloni e dei nuovi ministri nel Salone delle Feste al Palazzo del Quirinale. 

Pronuncia per prima la formula del giuramento la premier Giorgia Meloni, poi Matteo Salvini e Antonio Tajani che assumeranno la carica di vicepremier. A seguire gli altri ministri.

Folla di curiosi al Quirinale, i turisti aspettano Mattarella

Sono decine i giornalisti che si assiepano dietro le transenne in piazza del Quirinale. Di fronte alle telecamere e ai cronisti, anche qualche tv tedesca in prima fila, i nuovi ministri che transitano e varcano il cancello del Quirinale. Il piazzale si riempie delle auto di servizio che hanno accompagnato i nuovi membri dell'Esecutivo. Nessuno dei titolari scelti da Meloni si ferma con i giornalisti, tutti sorridono e salutano, mentre fanno ingresso con i familiari. Dalla parte del palazzo della Consulta alcuni turisti chiedono se uscirà Mattarella. 

I ministri arrivano al Quirinale per il giuramento

I ministri del governo Meloni stanno arrivando alla spicciolata al Quirinale, dove alle 10 si terrà la cerimonia di giuramento.

Tra i primi ad arrivare Annamaria Bernini, Raffaele Fitto, Elisabetta Casellati, Antonio Tajani, Francesco Lollobrigida, Luca Ciriani. Il traffico intorno al palazzo è stato deviato come succede raramente e solo nelle grandi occasioni.

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Chi sono tutti i nuovi ministri del governo Meloni

Nasce il governo Meloni, oggi il giuramento al Quirinale

Meloni ha letto i ministri sbagliati

Inizia con una gaffe l'esperienza del nuovo governo Meloni: a causa di un errore di trascrizione nella stesura della lista dei ministri sono stati erroneamente invertiti due nomi. Il senatore Gilberto Pichetto Fratin è il nuovo ministro dell'Ambiente e della sicurezza energetica mentre l'onorevole Paolo Zangrillo è il nuovo ministro della Pubblica amministrazione.

Mattarella: "Chiaro esito elettorale, abbiamo fatto presto"

"Ringrazio ancora una volta Governo uscente, buon lavoro al nuovo". Così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella salutando il nuovo governo al Quirinale. "Abbiamo fatto presto" chiosa.

"Rivolgo con lo stesso spirito di collaborazione il buon lavoro al nuovo governo che domani mattina con il giuramento inizierà a svolgere i suoi compiti".

Giorgia Meloni presenta i suoi ministri: ecco il nuovo governo

Antonio Tajani nominato ministro degli esteri e vicepresidente del consiglio. Matteo Salvini nominato ministro delle infrastrutture e mobilità sostenibili e vice presidente del consiglio.  

Alfredo Mantovano sottosegretario Presidenza Consiglio.

Il prefetto Matteo Piantedosi ministro dell'Interno.

Raffaele Fitto Affari europei, politiche di Coesione e Pnrr.

Paolo Zangrillo ministro della Pubblica amministrazione.

Orazio Schillaci ministro Salute.

Carlo Nordio ministro della Giustizia.

Gilberto Pichetto Fratin ministro dell'Ambiente e della sicurezza energetica.

Maria Elisabetta Casellati ministro per le Riforme.

Guido Crosetto ministro della Difesa.

Giancarlo Giorgetti ministro dell'Economia.

Marina Elvira Calderone ministro del Lavoro.

Francesco Lollobrigida ministro dell'Agricoltura.

Adolfo Urso nuovo ministro delle Imprese e del Made in Italy

Gennaro Sangiuliano ministro della Cultura.

Giuseppe Valditara ministro dell'Istruzione e del merito

Anna Maria Bernini è il nuovo ministro dell'Università.

Eugenia Maria Roccella ministro Famiglia, natalità, pari opportunità.

Alessandra Locatelli ministro per le Disabilità.

Daniela Santanché ministro del Turismo.

Andrea Abodi ministro per lo Sport e Giovani 

Sebastiano Musumeci ministro delle Politiche del mare e per il Sud.

Luca Ciriani, il nuovo ministro dei Rapporti col Parlamento

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Giorgia Meloni è arrivata al Quirinale

Giorgia Meloni è arrivata al Quirinale, dopo essere stata convocata dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella al termine delle Consultazioni. Il capo dello Stato le conferirà l'incarico a breve. Meloni è arrivata a bordo di una Fiat 500 bianca. 

Il parrucchiere di Meloni: "Il giuramento sarà domenica"

Antonio Pruno, parrucchiere di Giorgia Meloni, ospite della trasmissione Un Giorno da Pecora, su Rai Radio1, ha 'svelato' quando, a suo avviso, si terrà il giuramento del nuovo esecutivo. "Domenica, domenica... l'ho preparata per le consultazioni. Le ho fatto la coda per la mattina per un look Armani – ha spiegato l'hair stylist - e nel pomeriggio avrà un capello sciolto e lo stesso abito. Il mio negozio è a due passi dal Quirinale e dal suo posto di lavoro, lei ci impiega tre minuti".

Il monito di Draghi: "Con la Cina non ripetere errori fatti con la Russia"

"Tutti i leader hanno sottolineato che non dobbiamo ripetere l'errore che abbiamo fatto con la Russia. Il fatto di essere indifferenti, indulgenti, superficiali con la Cina. Quelli che per noi sono rapporti di affari, di concorrenza, dall'altra parte sono parte di una regia complessiva del sistema cinese e vanno trattati come tali". Lo ha dichiarato il presidente del Consiglio, Mario Draghi, in conferenza stampa al termine del vertice Ue a Bruxelles.

La Russa e Fontana "impiccati" a un ponte di Roma

Due pupazzi con le foto dei presidenti delle Camere Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana sono stati appesi con una corda sul Ponte Sublicio a Roma. Il gesto degli studenti dei licei della Capitale durante un corteo studentesco volto a riportare al centro dell’attenzione le tematiche inerenti all’alternanza scuola-lavoro, quelle ambientali e più in generale il nodo del lavoro e dell’occupazione.

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Sopra i manichini presente anche uno striscione con la scritta: "Governi diversi stessi interessi". Sul posto sono poi giunte le forze dell’ordine che hanno rimosso i manichini.

Consultazioni lampo Mattarella-centrodestra: le più brevi di sempre

Rapido, rapidissimo, appena 7-8 minuti. Tanto è durato l'incontro tra il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e la coalizione del centrodestra salita al Quirinale nell'ambito delle consultazioni per la formazione del nuovo Governo. Sono state le consultazioni più brevi di sempre. Poi Meloni, Silvio Berlusconi, Matteo Salvini e gli altri esponenti del centrodestra si sono fermati qualche minuto nella sala del Bronzino prima della dichiarazione fatta da Meloni davanti ai giornalisti. 

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Salta agli occhi l'occhiata tra Berlusconi e Salvini quando Meloni parla di "indicazione unanime".

Salvini: "Pronti a prendere per mano il nostro splendido Paese"

"Pronti a prendere per mano il nostro splendido Paese". Lo scrive su Facebook il leader della Lega, Matteo Salvini, postando una foto della delegazione del centrodestra al Quirinale durante le dichiarazioni di Giorgia Meloni al termine delle consultazioni lampo con il capo dello Stato Sergio Mattarella. 

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Meloni chiude il giro di consultazioni e va di fretta: "Nuovo governo in poco tempo"

"La delegazione del centrodestra che ha incontrato il presidente ha convenuto sulla necessità di dare un nuovo governo nel minore tempo possibile perchè le urgenze sono moltissime a livello nazionale e internazionale. Tutta la coalizione che non a caso si è presentata insieme alle consultazioni, ha dato indicazione unanime proponendo la sottoscritta".

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Così la presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni al termine delle consultazioni al Quirinale, parlando a nome della delegazione del centrodestra.  Colloquio rapidissimo, circa dieci-quindici minuti tra il presidente Sergio Mattarella e la delegazione di centrodestra. "Attendiamo le determinazioni del presidente Mattarella, che ringraziamo per il suo magistero in questo momento importante per la Nazione", conclude Meloni.

Centrodestra al Quirinale per le consultazioni

La presidente di FdI, Giorgia Meloni, è arrivata al Colle per le consultazioni a bordo di una Fiat 500 bianca. Ad accompagnarla all'ingresso del Quirinale i capogruppo Luca Ciriani e Francesco Lollobrigida. La Meloni ha lasciato l'auto nel piazzale ed è entrata a piedi salutando la piccola folla presente. Anche la delegazione di FI, composta dal leader Silvio Berlusconi, il coordinatore Antonio Tajani e i capigruppo Licia Ronzulli e Alessandro Cattaneo, è arrivata al Quirinale. Ci sono, ovviamente, anche Matteo Salvini e i capigruppo del Carroccio.

Franco: "Giorgetti all'Economia? Adattissimo"

"Lo conosco da parecchi anni e credo sarebbe adattissimo". Così il ministro dell'Economia uscente Daniele Franco commenta l'ipotesi che a sostituirlo in via XX Settembre sia il leghista Giancarlo Giorgetti. "È stato presidente della commissione Bilancio, sottosegretario alla presidenza del Consiglio e ministro dello Sviluppo economico. Con lui abbiamo lavorato fianco a fianco in questi venti mesi" dice Franco in un'intervista al Corriere della Sera. "Abbiamo in comune l`idea che lo sviluppo economico italiano dipenda da quanto accade nel sistema produttivo, in primo luogo nella manifattura e nei servizi, che questi settori siano il cuore della nostra capacità di creare reddito e che quindi debbano essere al centro della politica economica. Farà certamente bene".

Governo Meloni: la lista dei ministri (con sorprese), tutti i nomi più probabili

Letta: "Nuovo governo non sia ambiguo su Russia: Berlusconi e Fontana campanelli di allarme"

Enrico Letta ha guidato al Quirinale la delegazione del Partito Democratico, ultimo gruppo parlamentare nel giro di consultazioni della giornata. "Il governo che nascerà sia senza ambiguità sulla condanna ferma all'invasione russa e sul sostegno al popolo ucraino nella resistenza e per il tentativo di arrivare alla pace vera duratura", ha detto Enrico Letta nel punto stampa dopo le consultazioni.

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Letta ha dato la sua opinione sulle caratteristiche che dovrà avere il nuovo esecutivo per governare: "O c'è un governo europeista e atlantista o sarà un governo che non è in grado di governare, non avrebbe l'energia, la forza e il sostegno nel Paese necessario. In questi giorni è emerso chiaramente che ci sono strade molto diverse, concetti diversi, amicizie diverse" nella maggioranza. Le parole espresse nelle ultime ore dal presidente Berlusconi e dal presidente Fontana hanno fato suonare un campanello d'allarme sul posizionamento dell'Italia".

Conte: "C'è sconcerto per le divisioni del centrodestra"

Il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte ha guidato la delegazione del partito al Quirinale, per le consultazioni col presidente della Repubblica Sergio Mattarella in vista della formazione del prossimo Governo. Conte ha espresso "forti perplessità" ad affidare il Ministero degli Esteri a un esponente di Forza Italia - probabilmente Antonio Tajani - dopo gli audio di Berlusconi: "Ci ha colpito fortemente e per noi pone un serio problema quella che è la ricostruzione integrale del ragionamento di Berlusconi, può anche essere opinabile in alcuni passaggi ma è inaccettabile la premessa" ovvero "che l'aggressione militare russa non sia condannare con le più elementari norme del diritto internazionale". ha detto Conte. 

Conte consultazioni Movimento 5 Stelle

In generale Conte ha riferito di aver espresso "sconcerto al presidente Mattarella per i contrasti tra le forze di centrodestra che si accingono a formare un governo. Siamo al di là di una dialettica accesa con uno scontro che immagino si comporrà con la formazione del nuovo esecutivo. Devono essere consapevoli che il Paese non può attendere ed attardarsi su scontri e conflitti. Bisogna metterli da parte e rispondere alle attese dei cittadini", ha detto il leader M5S. 

Calenda: "Opposizione durissima se governo filo russo"

Carlo Calenda ha guidato la delegazione di Azione Italia Viva alle consultazioni e ha prospettato una opposizione senza sconti ma "se la posizione del governo sarà filorussa, la nostra opposizione sarà durissima dentro e fuori il parlamento. Serve un chiarimento definitivo da parte del governo sulla posizione internazionale".

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"Ora la maggioranza deve governare, noi non voteremo la fiducia" ha chiarito Calenda che ha sottolineato come il terzo polo sia rimasto escluso dalle cariche istituzionali in parlamento: "Abbiamo sottolineato che c'è una forza politica che ha preso l'8% ed è rimasta fuori dai posti di rappresentanza nelle istituzioni."

Fratoianni alle consultazioni con la spilla di Lula

Il segretario di Sinistra Italiana è andato alle consultazioni al Colle con appuntata al bavero una spilla a forma di stella rossa con un 13 stampato, che è il numero della lista di Lula, candidato alla presidenza del Brasile. "Abbiamo rappresentato al Presidente della Repubblica le nostre preoccupazioni per la situazione internazionale e ribadito il nostro impegno per la pace in Parlamento e nel Paese con la partecipazione, tra l'altro, alla manifestazione del 5 novembre".

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Angelo Bonelli, coportavoce di Europa verde, al termine delle consultazioni al Quirinale ha auspicato che nella formazione del governo i futuri ministri rispettino gli obblighi internazionali riguardo agli obiettivi climatici. "L'Italia ha sottoscritto impegni importanti, avere ministri che vanno in direzione opposta sarebbe un problema anche nelle relazioni con l'Europa. Chiediamo la massima vigilanza affinché chi sarà alla guida del ministero della Transizione ecologica rispetti questi obblighi internazionali", ha aggiunto.

Luana Zanella ha sottolineato che la componente del gruppo misto di Sinistra Italiana e Verdi voterà no alla fiducia ad un governo Meloni.

Magi: "La legge elettorale è incostituzionale"

"Confermo che siamo orientati verso il no alla fiducia, ma valuteremo i segnali che ci arriveranno". Lo ha detto Manfred Schullian, deputato di Svp e componente del gruppo misto della Camera dei deputati durante le consultazioni al Quirinale. Una posizione ribadita da Francesco Gallo (Sud chiama Nord) che ha chiesto dal governo un impegno contro le mafie: "Sud Chiama Nord non andrà né col centrodestra né col centrosinistra. Il mio voto non è in vendita" chiosa. 

Forte presa di posizione da parte di Più Europa con Benedetto della Vedova e Riccardo Magi che ha detto: "Cambiare la legge elettorale è una priorità della legislatura". "Faremo opposizione a qualsiasi tentativo di spostare l'asse dell'Italia fuori dall'UE" ha ribadito Della Vedova.

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Manfred Schullian ha annunciato che Verdi-Sinistra e Noi Moderati hanno chiesto la deroga per uscire dal gruppo misto. Già oggi Zanella, Fratoianni, Evi e Bonelli incontreranno Mattarella separatamente. Domani sarà il turno dei parlamentari di centrodestra.

De Cristofaro (Sinistra): "Democrazia monca, serve nuova legge elettorale"

"Ci siamo confrontati sull'astensionismo, il rischio di una democrazia monca è fortissimo". Così Giuseppe De Cristofaro, senatore eletto con Sinistra Italiana ricevuto per le consultazioni al Quirinale con il gruppo misto del Senato che comprende 4 senatori di Verdi-Sinistra (che non voteranno la fiducia) e 3 senatori a vita (Monti, Segre e Piano su cui De Cristoforo non si è espresso).

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella con il Gruppo Misto del Senato della Repubblica-2

"Le destre di questo paese hanno il 59% dei seggi ma solo il 43% dei voti. Sono maggioranza solo in virtù della peggiore legge elettorale nella storia della Repubblica. Il primo impegno del nostro gruppo sarà una proposta di legge per tornare al proporzionale" chiosa De Cristoforo. "Abbiamo sempre votato contro l'invio delle armi, ma non per questo non distinguiamo chi è stato aggredito e chi ha aggredito. Se in questo paese qualcuno vuole cercare gli amici di Putin, non deve cercarli nel movimento pacifista ma nella maggioranza parlamentare". Così De Cristoforo che spiega come nel programma dei verdi ci fosse la proposta di tassare gli extraprofitti delle società energetiche al 100%. "Speriamo in un dibattito politico trasversale su questo".

"Vigileremo profondamente sul tema dei diritti, siamo preoccupati. Il primo atto al Senato del centrodestra è stato un atto restrittivo della 194" aggiunge De Cristoforo.

Il "biglietto da visita" di Gasparri, che prova già a cancellare il diritto all'aborto 

"Giusto l'incarico a Giorgia Meloni"

Il gruppo parlamentare per le autonomie ha annunciato il proprio no alla fiducia ad un eventuale governo Meloni pur riconoscendone la legittimità. "Fratelli d'Italia deve cambiare i toni, preoccupati per autonomie".

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"È chiaro che che visto l'esito delle elezioni è giusto che Giorgia Meloni sia incaricata Presidente del Consiglio", ma, per quanto riguarda la fiducia "il nostro orientamento è quello di votare contro perché devono dimostrarci un cambio di atteggiamento ma non è ancora detta l'ultima parola e decideremo anche in base ai ministri". Unterberger chiarisce: "Non abbiamo paura che possano toccare la nostra autonomia, che è ancorata a trattati internazionali ed ha rango costituzionale. Ma dipende anche da tutto il clima, non è tema solo di disposizioni. Ogni giorno c'è un problema pratico cui trovare una soluzione. È diverso se trovi un governo che apprezza l'autonomia locale o è totalmente centralista. Questa è la problematica di cui abbiamo paura nella prossima legislatura" spiega. "Come sapete siamo autonomisti e fortemente europeisti e ci desta preoccupazione che il partito più forte sia un partito sovranista e nazionalista. Tra l'altro noi in passato abbiamo avuto grandi problemi con Fratelli d'Italia perchè hanno un po' di difficoltà ad accettare il diverso e ci sono certe esternazioni da parte di esponenti di questo partito che per noi sono tutt'altro che accettabili. Quando ci dicono 'andate in Austria se avete qualcosa di cui lamentarvi' oppure 'Vi si dovrebbe costringere ad appendere in ogni casa la bandiera italiana'. Pertanto spero che in futuro avranno un approccio un po' più costruttivo e che questi toni ormai appartengano al passato, speriamo di avere un rapporto più collaborativo" chiosa.

"Il decentramento amministrativo è fondamentale per far crescere il Paese" rincara Luigi Spagnolli. "Abbiamo una grande esperienza e vogliamo metterla a disposizione delle altre regioni. Noi ci siamo. Vigileremo su quello che faranno sulla nostra autonomia e siamo disponibili a far crescere quella di tutte le altre regioni italiane" ha affermato al Quirinale Spagnolli, eletto con il centrosinistra nell'uninominale in Trentino Alto Adige.

Mattarella ha ricevuto i presidenti di Camera e Senato

Dopo l'incontro con il presidente del Senato La Russa il Presidente Mattarella ha proseguito il giro di consultazioni incontrando il Presidente della Camera dei deputati Lorenzo Fontana.

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Entrambi - come da tradizione - non hanno rilasciato dichiarazioni. Le consultazioni del Presidente della Repubblica per la formazione del Governo si svolgono nello studio che ospita gli incontri ufficiali, definito alla 'Vetrata'. È infatti adiacente alla Loggia d'onore, dove si fermano per incontrare i giornalisti le delegazioni dei partiti dopo l'udienza con il Capo dello Stato. A seguire la delegazione del Gruppo Parlamentare "Per le autonomie (SVP-Patt, Campobase e Sud Chiama Nord)" del Senato della Repubblica guidata da Julia Unterberger con Luigi Spagnolli e Dafne Musolino. Poi seguiranno i parlamentari del Gruppo misto di Senato e Camera. Dalle 16:30 si entra nel vivo con i rappresentati di Sinistra Italiana e Verdi. Poi il Terzo Polo e Movimento 5 stelle. Alle 19 si chiude con la delegazione del Partito Democratico. Domani la delegazione di centrodestra.

Nuovo governo, Bonaccini: "In due giorni hanno già fatto un disastro"

"Immagino che Meloni ragionevolmente farà il governo con Forza Italia. Ma in questi due giorni si è prodotto un disastro e, se il buongiorno si vede dal mattino, per ora non è un bel mattino. Giudicheremo nei fatti". Lo ha detto il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, in collegamento con Agorà su Rai3. "Vediamo quale lista verrà formata - ha aggiunto Bonaccini -. Io tifo per l'Italia e non contro il governo di Meloni. Abbiamo bisogno di un governo per i tanti problemi che attanagliano i cittadini". Però, ha chiesto il governatore dell'Emilia-Romagna, "il governo, la futura presidente del Consiglio, i singoli ministri e la maggioranza che posizione terranno sull'Europa, su atlantismo, sulla lotta ai rincari delle bollette? In questi due giorni si è prodotto un disastro. Il governo andrà in Europa per trattare il tetto del prezzo del gas o per sostenere le ragioni di chi sta mettendo in ginocchio imprese e famiglie speculando sui cittadini italiani? Sono questi i problemi veri non le dietrologie".