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Sabato, 21 Maggio 2022
Diretta

Guerra Russia Ucraina: ultime notizie in diretta

Tutti gli aggiornamenti ora per ora sulla guerra in Ucraina

Guerra Russia-Ucraina, ultime notizie in diretta e tutti gli aggiornamenti di oggi. Dopo quasi tre mesi di guerra, continua la lenta avanzata della Russia nel Sud e nell'Est dell'Ucraina, mentre Odessa rischia di diventare un nuovo fronte della guerra. Le truppe di Mosca sono state respinte da Kharkiv. Mariupol è caduta. Si va verso un conflitto prolungato e uno stallo nel Donbass che può proseguire per settimane, forse mesi. Intanto sia Finlandia che Svezia hanno annunciato la propria adesione alla Nato. La situazione, ora per ora, in diretta, con tutte le notizie sul conflitto, a cura della redazione di Today.it.

Kiev: sei civili uccisi in combattimenti nel Lugansk

Sale a sei il bilancio dei civili uccisi nei combattimenti in corso da ieri nel Lugansk. Lo riferisce il capo dell'amministrazione militare regionale di Lugansk Sergiy Gaidai su Telegram. "Sei persone sono morte e sono in corso combattimenti alla periferia di Severodonetsk", afferma Gaidai, precisando che nell'attacco di ieri mattina su una scuola a Severodonetsk "due persone sono morte sul colpo, altre tre sono in ospedale", tutti "membri della stessa famiglia". "Inoltre, un uomo e una donna sono morti la sera vicino alla loro casa a Severodonetsk. Due donne sono state uccise dai bombardamenti russi a Lysychansk e Privilege".

Di Maio e il piano italiano per la pace

Per convincere il presidente russo e portarlo al tavolo della pace serve un'iniziativa collegiale internazionale. Questo il senso del piano italiano per la pace illustrato dal ministro degli Esteri Luigi Di Maio in un'intervista a La Stampa. Una "controffensiva diplomatica", con le più rilevanti organizzazioni internazionali al lavoro su degli obiettivi. Al vertice torinese si è parlato anche del grano ucraino: occorre creare un corridoio protetto per trasportarlo via mare. Se Mosca continua a bloccare lo sbocco sul mare, spiega il ministro, sarà responsabile di nuove guerre e instabilità, anche a migliaia di chilometri di distanza.

Interrotta la fornitura di gas russo alla Finlandia

La fornitura russa di gas naturale alla Finlandia è stata oggi interrotta, ha affermato la compagnia energetica statale finlandese Gasum, dopo che il paese nordico ha rifiutato di pagare il fornitore Gazprom in rubli. "Le forniture di gas naturale alla Finlandia in base al contratto di fornitura di Gasum sono state interrotte", ha dichiarato la compagnia finlandese in una nota aggiungendo che il gas sarà ora fornito da altre fonti attraverso il gasdotto Balticconnector, che collega la Finlandia all'Estonia.

Mosca: "Azovstal è totalmente in mani nostre"

L'esercito russo ha annunciato di aver "liberato completamente" Azovstal, sottolineando che l'acciaieria "è totalmente in mani nostre". "Dal 16 maggio, si sono arresi 2.439 nazisti del battaglione Azov e militari ucraini che erano bloccati nella fabbrica. Oggi 20 maggio, si è arreso l'ultimo gruppo di 531 combattenti", ha riferito il portavoce del ministero della Difesa russo, Igor Konashenkov.

Le immagini - "Azovstal è caduta": gli ultimi combattenti sfilano davanti ai militari russi

Sgomberate le macerie del teatro di Mariupol

Le truppe di Mosca hanno terminato lo sgombero delle macerie del teatro di Mariupol, nascondendo il numero delle persone morte durante il bombardamento russo del 16 marzo. Lo dice Petro Andriushchenko, consigliere del sindaco di Mariupol, citato da Kyiv Independent. "Ora non sapremo mai quanti civili vi furono uccisi", commenta. Nel teatro, davanti al quale era stata tracciata a terra una grande scritta con la parola 'bambini' in russo, si erano rifugiati centinaia di civili.

Zelensky: "Sono 42 gli stati che ci sostengono alla Corte di giustizia internazionale"

"Sono 42 gli stati che hanno preso le parti dell'Ucraina nell'azione contro la Russia alla Corte di giustizia internazionale e intendono unirsi al procedimento. Sono grato ai partner che hanno scelto la parte giusta della storia. La parte della verità, la legge internazionale e la giustizia. Insieme faremo sì che la Russia debba rendere conto". Lo dice su Twitter il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.

Kiev ordina ai soldati dell'Azovstal di arrendersi

I difensori di Azovstal hanno ricevuto da Kiev l'ordine di smettere di combattere. Lo annuncia in un videomessaggio il comandante del battaglione Azov Denys Prokopenko ancora nell'acciaieria dopo che, secondo Mosca, si sono arresi in 2mila. "Il comando militare superiore ha dato l'ordine di salvare la vita dei soldati della nostra guarnigione e di smettere di difendere la città" di Mariupol, ha detto Prokopenko. 

Missili sul Palazzo della Cultura di Lozovaya

Un attacco missilistico ha colpito il Palazzo della Cultura nella città di Lozovaya, nella regione di Kharkiv.

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Vi sarebbero almeno 7 feriti come conseguenza dell'attacco: la regione di Kharkiv è teatro nelle ultime settimane della controffensiva ucraina che ha respinto le truppe russe fino quasi al confine internazionale. L'esercito ucraino si è attestato sul fiume Donets a Vovchansk.

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Più complicata invece per Kiev la resistenza in Donbass dove le forze russe hanno fatto progressi significativi vicino a Popasna. Qui la situazione appare più preoccupante per le forze ucraine dove molte linee di difesa sarebbero saltate.

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La Russia ha riconquistato inoltre la città di confine di Ternova, insieme a Rubižne che appare totalmente rasa al suolo dopo essere stata per giorni la prima linea nella regione di Luhansk. 

Intanto a Mariupol continua la resa dei difensori della città portuale: fino a 1.700 soldati ucraini che si trovavano nella acciaieria Azovstal si sono consegnati ai russi, ma non è noto quanti soldati rimangano ancora asseragliati.

Kiev: "Russi hanno colpito scuola, tre morti"

"A Severodonetsk, nella regione di Lugansk, i russi hanno aperto il fuoco su una scuola dove si nascondevano centinaia di persone e almeno 3 residenti sono stati uccisi". Lo riferisce il capo dell'amministrazione militare regionale Sergiy Gaidai su Telegram. Al mattino i russi "hanno sparato con l'artiglieria alla scuola di Severodonetsk, dove le persone si nascondevano. Più di 200 persone, molti bambini. Tre adulti sono morti sul colpo".

Draghi: "L'invasione dell'Ucraina errore spaventoso di Putin"

La guerra in Ucraina è "un dramma terribile, un errore spaventoso fatto da Putin".  Così il presidente del Consiglio, Mario Draghi, parlando con gli studenti della scuola secondaria inferiore Dante Alighieri a Sommacampagna.

“Lo sapevo - ha detto -. Ne ero sicuro ma non ci volevo credere. Non si portano 200.000 truppe in assetto di guerra sul confine di un Paese se non per attaccare. Io ero sicuro sarebbe successo perché purtroppo è successo anche in passato con l’Unione Sovietica. Allo stesso tempo non volevo crederci. La guerra: naturalmente chi attacca ha sempre torto. Chi attacca usando la violenza ha sempre torto. Quindi c’è una differenza tra chi è attaccato e chi attacca: questo bisogna tenerlo in mente. E' come se vedessimo uno grosso grosso dare schiaffi a uno piccolo piccolo". 

Spuntano i video dei civili giustiziati a Bucha dai soldati russi

Il New York Times ha pubblicato dei video che mostrerebbero i crimini delle truppe militari russe a Bucha. In un filmato ci sono civili ucraini in fila, costretti a marciare in una strada della cittadina alle porte di Kiev con il fucile puntato. Alcuni sono curvi, e con la mano si aggrappano alla cintura dell'uomo avanti a loro. Altri hanno le mani sulla testa. Le riprese di telecamere di sicurezza riprendono la scena il quattro marzo. In tutto, ci sono nove persone.

Gli ostaggi sono poi costretti a mettersi a terra, come segnala un secondo filmato, dadati sempre 4 marzo, girato da un testimone in una casa vicina. Fra loro, è ben visibile un civile con una maglietta azzurra. Altri testimoni raccontando di aver udito degli spari. Le riprese di un drone il giorno successivo mostrano i corpi senza vita, fra cui uno con una maglia azzurra. Le vittime si erano unite alle forze di difesa territoriale pochi giorni prima la loro esecuzione. Quasi tutti vivevano a poca distanza dal punto in cui sono stati uccisi. 

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"La città di Rubizhne completamente distrutta"

La città di Rubizhne, nella regione di Lugansk, condivide lo stesso "destino di Mariupol. E' stata completamente distrutta, non ci sono edifici superstiti, molte case non possono essere restaurate. Nei cortili ci sono cimiteri". Lo afferma il capo dell'amministrazione militare regionale di Lugansk, Sergi Gaidai. Su Telegram pubblica le immagini della città, con palazzi distrutti o rasi al suolo e croci di legno nei cortili. "Prima della guerra più di 60.000 persone vivevano qui e lavoravano", spiega Gaidai, assicurando che "la ricostruiremo quasi da zero".

"I russi costringono i prigionieri a recuperare cadaveri dei compagni uccisi"

"In violazione della Convenzione di Ginevra sul trattamento dei prigionieri di guerra, gli occupanti utilizzano il lavoro dell'esercito ucraino. I militari ucraini catturati vengono mandati ai lavori forzati nella regione temporaneamente occupata di Luhansk, costretti a raccogliere i corpi dei loro compagni caduti". Lo denuncia Lyudmila Denisova, commissario per i diritti umani del Parlamento ucraino, sul suo canale Telegram, citando un video pubblicato da uno dei canali russi di propaganda che dimostrerebbe quanto accade. 

Campione di orienteering ucraino Oleg Lenyuk morto in battaglia

Un altro atleta ucraino è morto mentre combatteva per il proprio Paese. Si tratta di Oleg Lenyuk, vicecampione d'Europa e campione d'Ucraina nell'orienteering, ucciso mentre combatteva vicino Kharkiv. Lo ha annunciato su Facebook la Federazione di Orienteering dell'Ucraina, secondo quanto riferisce Ukrinform.

Lenyuk era originario di Bukovyna. "Secondo i suoi fratelli, era un combattente coscienzioso, un fratello onesto e affidabile", sottolinea la nota della Federazione, in cui si aggiunge che nello sport dell'orienteering era "un pluricampione dell'Ucraina e una medaglia d'argento del Campionato Europeo di Rogaine".  

"La Russia ridispiegherà nel Donbass le forze impegnate a Mariupol"

Quando la Russia si sarà assicurata Mariupol, è probabile che ridispieghi nel Donbass le forze che si trovano in questa zona. Lo ha affermato il ministero della Difesa britannico nel suo ultimo aggiornamento di intelligence, aggiungendo che a causa della pressione a cui sono sottoposti i comandanti russi, probabilmente lo faranno "senza un'adeguata preparazione". La resistenza ucraina a Mariupol dall'inizio della guerra ha determinato che le forze russe nell'area dovessero essere riequipaggiate e ristrutturate prima che potessero essere ridistribuite efficacemente. Questo può essere un processo lungo, se eseguito a fondo, ha aggiunto il ministero. I comandanti russi, tuttavia, sono sotto pressione per raggiungere in modo dimostrabile obiettivi operativi. Questo significa che probabilmente la Russia ridistribuirà rapidamente le proprie forze senza un'adeguata preparazione.

Zelensky: "Nel Donbass è l'inferno"

"Le forze armate dell'Ucraina continuano la liberazione della regione di Kharkiv. Ma nel Donbass, le forze di occupazione stanno cercando di aumentare la pressione. E' l'inferno, e non è un'esagerazione". Sono le parole del presidente ucraino Zelensky nel messaggio delle scorse ore riportato dalla presidenza ucraina. Ha denunciato il "bombardamento brutale e e assolutamente insensato di Severodonetsk" con "12 morti e decine di feriti in un giorno", i "bombardamenti di altre città, gli attacchi aerei e missilistici dell'esercito russo". Zelensky ha parlato tra l'altro di "continui attacchi alla regione di Odessa, alle città dell'Ucraina centrale", del Donbass che "è completamente distrutto" e, ha affermato ribandendo il ringraziamento agli Usa per l'approvazione del pacchetto di aiuti da quasi 40 miliardi di dollari, "tutto questo non ha e non può avere alcuna spiegazione militare per la Russia". Nel messaggio Zelensky ha anche sottolineato come sia "già iniziato in Ucraina il primo processo contro un criminale di guerra russo". "E si concluderà con il pieno ripristino della giustizia nell'ambito del tribunale internazionale. Ne sono sicuro - ha detto - Troveremo e consegneremo alla giustizia tutti coloro che danno ed eseguono ordini criminali"

Russia: "Pronti ad aprire i porti dell'Ucraina solo con revisione sanzioni"

Il ministero degli Esteri russo ha affermato che prenderà in considerazione l'apertura dell'accesso ai porti ucraini del Mar Nero solo se verrà presa in considerazione anche la rimozione delle sanzioni contro la Russia, riferisce l'agenzia di stampa Interfax. Il viceministro degli esteri russo, Andrei Rudenko, ha affermato: "Non bisogna solo appellarsi alla Federazione Russa, ma anche guardare a fondo l'intero complesso delle ragioni che hanno causato l'attuale crisi alimentare e, in primo luogo, queste sono le sanzioni che sono state imposte alla Russia dagli Stati Uniti e dall'UE che interferire con il normale libero scambio, che comprende prodotti alimentari tra cui grano, fertilizzanti e altri". Le osservazioni di Rudenko arrivano dopo che il capo dell'alimentazione delle Nazioni Unite, David Beasley, ha supplicato Vladimir Putin, dicendo che milioni di persone sarebbero morte in tutto il mondo a causa del blocco russo dei porti del Mar Nero.

Zelensky: "La fase finale della guerra sarà la più sanguinosa"

"La fase finale è la più difficile e la più sanguinosa. Non possiamo permetterci di dire che la guerra è finita". Così il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyi, in una conversazione con alcuni studenti ucraini, stando a quanto riportato dal Kiev Independent. "Non posso gridare 'Torna a casa oggi' a tutti quelli che sono scappati all'estero, perchè la guerra non è finita", ha detto Zelensky. Allo stesso tempo, ha assicurato che, dopo la fine della guerra, l'Ucraina presterà molta attenzione alla sicurezza. "Costruiremo il Paese, e in particolare le migliori infrastrutture e tecnologie per garantire sicurezza, al livello di Israele e di altri Paesi leader", ha garantito. Zelensky ha infine annunciato che dopo la vittoria dell'Ucraina in guerra, "ci sarà un approccio equo ai salari di qualsiasi professione". "Sono fiducioso che ci sarà una revisione dei salari complessivamente equi", ha affermato.

Vice comandate Azov smentisce la resa

Il vice comandante del Battaglione Azov Svyatoslav Palamar, nome di battaglia "Kalina", ha smentito le informazioni sulla sua resa e il suo abbandono delle acciaierie a Mariupol circolate sui media russi. ''L'operazione continua, non rivelerò i dettagli'', ha dichiarato in un video messaggio. ''Gloria all'Ucraina! E' il giorno 85 di guerra. Io e la leadership siamo nei locali dello stabilimento Azovstal. E' in corso una operazione, di cui non condividerò i dettagli. Ringrazio il mondo intero e l'Ucraina per il supporto. Ci vedremo", ha detto Palamar.

Via libera del Senato Usa ad aiuti per 40 miliardi all'Ucraina

Il Senato americano approva il pacchetto da 40 miliardi di dollari di aiuti militari e umanitari all'Ucraina. Con il via libera, il provvedimento approda sul tavolo del presidente Joe Biden per la firma. La misura è stata approvata con 85 voti a favore e 11 contrari.

La Finlandia pronta a discutere con Ankara per entrare nella Nato

"Prendiamo il terrorismo in modo serio, e lo combattiamo. Siamo pronti a discutere con la Turchia tutte le sue preoccupazione sulla nostra adesione alla Nato". Lo afferma il presidente della Finlandia Sauli Niinisto alla Casa Bianca. "Come alleati della Nato - ha aggiunto il presidente finlandese - ci impegniamo a contribuire alla sicurezza della Turchia così come la Turchia farà con noi". Helsinki è "pronta di "essere pronti a discutere le sue preoccupazioni".

L'Italia ha presentato un piano di pace in 4 punti

L'Italia ha proposto al segretario generale dell'Onu un piano in 4 fasi per risolvere la crisi in Ucraina: Il piano italiano comprende i seguenti punti:

  1. cessate il fuoco accompagnato da meccanismi di supervisione e dalla smilitarizzazione della linea del fronte sotto la supervisione dell’ONU;
  2. adesione dell'Ucraina all'Unione Europea in breve tempo, mantenendo il suo status neutrale e senza aderire alla NATO;
  3. accordo tra Ucraina e Russia sui "territori contesi" del Donbass e della Crimea per risolvere i conflitti sui confini internazionalmente riconosciuti;
  4. nuovo trattato multilaterale per la pace e la sicurezza in Europa, che dovrebbe garantire il controllo degli armamenti e la prevenzione dei conflitti.

In cambio verrebbero eliminate le sanzioni.

Il primo step. quello del "cessate il fuoco", seguito dalla smilitarizzazione della linea del fronte, per preparare il terreno a eventuali discussioni e alla cessazione definitiva delle ostilità. Nonostante sia il passaggio più scontato, è anche quello più complesso. Tra i Paesi che, già qualche settimana fa, erano stati presi in considerazione per i negoziati di pace ci sono Francia, Germania, Italia, Turchia, Stati Uniti, Cina, Canada, Regno Unito, Polonia, Israele.

Fermata la controffensiva ucraina a Kharkiv

Battuta di arresto per la controffensiva ucraina nella regione di Kharkiv con i russi che vanno a ricatturare la cittadina di confine di Ternovo. La Russia ha stabilito una linea di difesa a 50 km da Belgorod con una striscia profonda 5-10 km di territorio ucraino.

Draghi: "Nostra ambasciata in Ucraina ha ripreso attività"

"La nostra ambasciata in Ucraina ha ripreso le sue attività, ringrazio l'ambasciatore Zazo e il personale per lo spirito di servizio, la professionalità e il grande coraggio dimostrato". Lo ha detto il presidente del Consiglio Mario Draghi, nell'informativa in Senato sugli sviluppi del conflitto tra Russia e Ucraina. 

Il rapporto degli 007 inglesi: "Mosca ha rimosso alti ufficiali"

Nelle ultime settimane Mosca ha licenziato diversi alti ufficiali che avrebbero commesso gravi errori durante le fasi iniziali dell'invasione dell'Ucraina. Lo scrive l'intelligence britannica. Tra i "silurati" il generale Serhiy Kisel, "sospeso per non essere riuscito a conquistare Karkhiv", e il vice ammiraglio Igor Osipov, che comandava la Flotta russa nel Mar Nero e il cui licenziamento sarebbe dovuto all'affondamento dell'incrociatore Moskva.

"Dall'inizio della guerra 231 bambini uccisi"

E' salito a 231 il numero dei bambini ucraini rimasti uccisi, e 427 feriti, in 85 giorni di guerra. Lo ha comunicato l'ufficio del procuratore generale di Kiev su Telegram citato da Unian. Il maggior numero di piccole vittime si registra nelle regioni di Donetsk, Kiev, Kharkiv, Chernihiv, Kherson, Lugansk e Mykolaiv. Ieri si è appreso della morte di una ragazza di 17 anni nella città di Polohy, nella regione di Zaporizhzhia in seguito ai bombardamenti russi su edifici civili.

Zelensky: "Russia usa armi laser? Dimostrazione loro fallimento"

"Vediamo che nel terzo mese di guerra su vasta scala, la Russia sta cercando di trovare la sua 'arma meravigliosa': tutto questo mostra chiaramente il completo fallimento dell'invasione". Lo ha dichiarato il presidente ucraino, Vladimir Zelensky, nel suo consueto discorso notturno nel quale ha commentato l'utilizzo di armi laser in Ucraina, confermato dalle autorità russe. Mosca ha "paura di ammettere che sono stati commessi errori catastrofici ai più alti livelli militari e politici", ha proseguito Zelensky. Nei giorni scorsi il vice primo ministro russo, Yury Borisov, ha confermato che "i primi prototipi" di armi laser, che causano "la distruzione fisica del bersaglio", sono già "utilizzati" in Ucraina. L'arma si chiama Zadira.

Uccisi 10 civili nella regione di Donetsk

Le forze russe hanno ucciso 10 civili nella regione di Donetsk, secondo quanto riferito dal governatore regionale Pavlo Kirilenko in un post su Facebook. "La Russia sta uccidendo civili! Il 18 maggio i russi hanno ucciso 10 civili nella regione di Donetsk: sette a Lyman e tre a Bakhmut. Due bambini sono stati uccisi: uno a Lyman e uno a Bakhmut", ha detto Kirilenko, capo della Amministrazione militare regionale. Kirilenko ha spiegato che altri sette civili sono rimasti feriti. "È ancora impossibile determinare il numero esatto delle vittime a Mariupol e Volnovakha".

Russi respinti dalla regione di Kharkiv, stallo nel Donbass

L'esercito ucraino ha riportato nuovi successi nella regione intorno a Kharkiv. Lo ha annunciato lo Stato maggiore di Kiev, secondo cui i militari hanno liberato il villaggio di Dementievka, nei pressi del confine russo, mentre combattimenti sono in corso nei pressi del villaggio di Dovhenke, circa 25 chilometri da Slovyansk. Lo Stato maggiore ha anche riferito di pesanti combattimenti nei pressi delle città di Lyman, Bakhmut, Avdiivka e vicino a Sievierodonetsk, nella regione di Luhansk, dove è intervenuta l'Aeronautica russa a sostegno delle forze di terra con bombardamenti massicci, senza, secondo Kiev, ottenere avanzamenti significativi. Nel Donbass si va verso uno stallo prolungato.

Kiev: "Aumenta il numero di soldati russi che rifiuta di combattere in Ucraina"

Cresce il numero di soldati russi che rifiuta di combattere in Ucraina. E' quanto sostiene l'intelligence di Kiev che, in un post sul suo canale Telegram, afferma che diverse unità del 70mo Reggimento delle Guardie motorizzato hanno rifiutato apertamente di prendere parte alle operazioni e hanno chiesto di tornare nelle aree dove erano dispiegate. Secondo l'intelligence, i comandanti starebbero facendo di tutto per nascondere questi casi di disobbedienza, con gli elementi meno cooperativi "inviati nelle zone più pericolose in prima linea nella speranza che siano uccisi presto". In questa situazione, il Servizio federale di sicurezza Fsb avrebbe deciso di infiltrare i reggimenti con "agenti e informatori".

Mosca: quasi 3 milioni di ucraini si sono rifugiati in Russia

Dall'inizio della guerra sono quasi 3 milioni gli ucraini "che hanno chiesto rifugio in Russia". Lo ha dichiarato il capo del centro nazionale della Difesa di Mosca, Mikhail Mizintsev, citato da Interfax. "Ad oggi le richieste di evacuazione in Russia sono 2.756.034, arrivate da 2.135 città dell'Ucraina", ha detto il responsabile specificando che nelle ultime 24 ore sono stati 17mila i rifugiati dalle regioni di Donetsk e Lugansk.

Biden: sostegno a Finlandia e Svezia in caso di aggressione

"Gli Stati Uniti lavoreranno con Finlandia e Svezia nel vigilare contro qualsiasi minaccia alla nostra sicurezza comune e per scoraggiare e affrontare un'aggressione o la minaccia di un'aggressione". Lo ha affermato il presidente degli Stati Uniti Joe Biden, precisando di "sostenere con forza le storiche richieste di adesione alla Nato da parte dei due Paesi".
 

Gli Stati Uniti riaprono l'ambasciata a Kiev

Gli Stati Uniti riaprono la loro ambasciata a Kiev. Ad annunciarlo con una nota il dipartimento di Stato americano. L'ambasciata Usa a Kiev era rimasta chiusa da oltre due mesi: all'inizio dell'invasione i diplomatici americani si erano trasferiti a Leopoli (Polonia). "Il popolo ucraino con la nostra assistenza alla sicurezza ha difeso la propria terra di fronte all'invasione incosciente della Russia. Di conseguenza la bandiera a stelle e strisce può sventolare sull'ambasciata di nuovo", ha sottolineato il segretario di Stato americano, Antony Blinken.

Mosca: dall'Italia azioni ostili e immotivate

Sono state le "azioni apertamente ostili e immotivate" dell'Italia, con l'espulsione di 30 diplomatici russi il mese scorso, a portare alla risposta di Mosca con l'analoga misura presa oggi nei confronti di 24 diplomatici italiani. Lo afferma in un comunicato il ministero degli Esteri russo. Il ministero conferma che "i 24 dipendenti delle istituzioni diplomatiche e consolari italiane in Russia dichiarati persone non grate" dovranno lasciare il Paese entro otto giorni. 

Ucraina: trovati morti 1.288 civili in regione Kiev da inizio invasione

Sono 1.288 i civili trovati morti nella regione di Kiev dall'inizio dell'invasione. Lo ha reso noto il capo della polizia della regione, Andriy Nyebytov, citato dall'agenzia di stampa Interfax-Ucraina. "Al momento abbiamo i corpi di 1.288 persone uccise. Sottolineo, civili. La maggior parte di loro sono stati colpiti con armi automatiche", ha affermato, precisando che la polizia continua a trovare nuove fosse di civili nella regione. Alla fine di aprile erano poco più di mille i civili trovati morti nella regione.

Bielorussia vieta il romanzo 1984 di George Orwell

La vendita del romanzo di George Orwell '1984' è stata vietata in Bielorussia. Lo riporta il canale informativo Belsat, che cita il quotidiano SB-Bielorussia Segodnya secondo cui, inoltre, il libro di Olgerd Bakharevich 'Dogs of Europe' è stato riconosciuto come materiale estremista. Il romanzo '1984' in lingua bielorussa è stato ripubblicato nel 2020 e nel 2021 dalla casa editrice Yanushkevich. Lo stesso Andrei Yanushkevich è stato arrestato il 16 maggio dal servizio antiterrorismo del ministero dell'interno bielorusso e anche la libreria della casa editrice Knigavka è stata chiusa dalle forze di sicurezza.

La Turchia blocca l'esame della richiesta di adesione di Finlandia e Svezia alla Nato

La Turchia ha bloccato l'avvio dell'esame della richiesta di adesione di Finlandia e Svezia alla Nato. Lo riporta il Financial Times, che cita una fonte informata. Gli ambasciatori dell'alleanza atlantica hanno deciso di avviare i colloqui di ammissione lo stesso giorno in cui Finlandia e Svezia hanno presentato le loro richieste di adesione, ma l'ostruzione di Ankara ha bloccato qualunque votazione, ha affermato il Financial Times che sottolinea che questo mette in discussione la capacità della Nato di concordare la prima fase dell'applicazione dei due Paesi entro una o due settimane. Tutti i trenta Paesi membri della Nato devono ratificare le richieste di Finlandia e Svezia, ma il processo può iniziare solo quando l'alleanza emette un protocollo di accettazione e invita formalmente questi Paesi ad aderire.

La resistenza ucraina fa saltare in aria treno blindato russo

Un treno blindato russo, dieci carrozze in tutto, è stato fatto saltare in aria dalla resistenza ucraina con una detonazione a distanza effettuata nell'area dell'impianto di confezionamento della carne, vicino alla Melitopol occupata. Secondo le prime notizie trapelate dai media locali, due ferrovie sono state danneggiate mentre è in corso il calcolo dei morti e dei feriti.

L'esercito ucraino è in difficoltà nel Donbass

Se la controffensiva ucraina sta avendo successo nella regione di Kharkiv, nel Donbas la situazione si stia deteriorando in modo significativo: le truppe russe sono avanzate su diversi assi nelle ultime 24 ore. I bombardamenti su città e obiettivi in tutta la regione sono aumentati in modo significativo negli ultimi giorni e continuano a peggiorare.

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Il fuoco dell'artiglieria a distanza può essere ascoltato costantemente da Kramatorsk. Anche a Lyman la situazione si sta rapidamente deteriorando: l'esercito russo circonda la città su tre lati e dietro l'esercito ucraino restano solo ponti distrutti sul Donet.

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La Russia ha espulso 24 diplomatici italiani, Draghi: "Atto ostile"

"È un atto ostile ma non bisogna assolutamente interrompere i rapporti diplomatici. Non deve portare all'interruzione dei canali diplomatici perché se si arriverà alla pace ci si arriverà attraverso quei canali diplomatici". Lo ha detto il premier Mario Draghi in una conferenza stampa commentando l'espulsione di 24 diplomatici italiani dalla Russia. Durante l'intervento Draghi ha annunciato la disponibilità dell'Italia ad inviare altre armi a Kiev: "Vogliamo aiutare l'Ucraina a difendersi, lo abbiamo fatto e lo faremo. È una decisione dell'Ue e noi siamo membri leali dell'Ue".

Draghi: "Costruire difesa europea complementare alla Nato"

Draghi: "Costruire difesa europea complementare alla Nato"

"Dobbiamo costruire una vera difesa europea, complementare alla Nato, per contribuire alla protezione dei nostri valori fondanti, delle nostre istituzioni. Questo è il momento delle scelte e vogliamo che l'Unione Europea scelga di essere protagonista". Così il premier Mario Draghi dopo l'incontro a Palazzo Chigi con la prima ministra della Repubblica di Finlandia, Sanna Marin.

"La risposta dell'Ue" contro la Russia è stata "forte e unita ma dobbiamo fare di più. La Finlandia è pronta a considerare nuove misure congiunte per diminuire le entrate russe derivanti dalle esportazioni energetiche". Lo ha detto la premier finlandese che ha rimarcato: "Finlandia e Svezia daranno un gran contributo alla sicurezza. Abbiamo un esercito forte e moderno e già collaboriamo con la Nato. Sono molto grato al premier Draghi al sostegno dell'Italia. La Finlandia sarà un partner affidabile della Nato e contribuirà alla sicurezza globale". 

L'acciaieria Azovstal sarà demolita

L'acciaieria Azovstal sarà demolita

L’acciaieria Azovstal di Mariupol sarà demolita. Lo ha annunciato il leader della Repubblica filorussa di Donetsk Pushilin che ha inoltre aggiunto come più del 60% dei palazzi di Mariupol sono troppo danneggiati per essere restaurati.

La Russia convoca l'ambasciatore italiano a Mosca

L'ambasciatore italiano a Mosca Giorgio Starace è stato convocato dal ministero degli Esteri russo. È possibile che vengano comunicate all'ambasciatore eventuali espulsioni di personale diplomatico italiano. La convocazione del diplomatico italiano segue quella dell'ambasciatore spagnolo e francese.

Il video della resa di Azovstal

Sono 959 i militari ucraini del Battaglione Azov che si sono arresi da lunedì alle forze russe. Lo rende noto il ministero della Difesa di Mosca nel bollettino diffuso oggi, spiegando che solo nelle ultime 24 ore si sono arresi 694 militari che erano asserragliati nelle acciaierie Azovstal di Mariupol. Inoltre, precisa il ministero russo, sul totale dei militari arresi 80 sono quelli feriti, 51 dei quali sono stati ricoverati in ospedale. Nel filmato si vede un gruppo di soldati tra cui alcune donne, che escono con borse e valigie dall'acciaieria. I militari, ritenuti prigionieri di guerra, vengono perquisiti e posti sugli autobus. Nel video, uno dei feriti viene trasportato su un'ambulanza.

I comandanti di più alto grado non sono ancora fuori dall'acciaieria Azovstal di Mariupol. Lo fa sapere il capo dell'autoproclamata Repubblica di Donetsk, Denis Pushiling

Bielorussia introduce pena di morte anche per "tentati atti terrorismo"

In Bielorussia si potrà essere condannati a morte per ''tentato terrorismo''. E' quanto prevede la modifica del Codice penale firmata dal presidente Alexander Lukashenko che prevede la possibilità di infliggere la pena capitale per chi tenta di compiere un attacco terroristico. Come si legge sul sito del ministero della Giustizia di Minsk, la modifica del Codice penale entrerà in vigore a partire dal 29 maggio. La Bielorussia è l'unico paese europeo che applica la pena di morte.

"La Russia usa migliaia di ceceni per sopperire alle perdite"

Mosca avrebbe utilizzato migliaia di combattenti ceceni nelle aree di Mariupol e Lugansk per sopperire ai suoi "significativi problemi di risorse in Ucraina": lo sostiene il ministero della Difesa britannico. "Nonostante le forze russe abbiano accerchiato Mariupol per oltre dieci settimane, la fedele resistenza ucraina ha ritardato la capacità della Russia di ottenere il pieno controllo della città. Questo ha frustrato i suoi primi tentativi di catturare una città chiave e ha inflitto costose perdite di personale tra le forze russe", si legge nel comunicato. La Russia si è trovata nella necessità di fare "un uso significativo del personale ausiliario". "Queste forze probabilmente sono costituite sia da singoli volontari che da unità della Guardia Nazionale, che sono abitualmente dedicate a garantire il governo del capo della Repubblica cecena, Ramazan Kadyrov". Kadyrov, si precisa, mantiene uno stretto controllo personale sullo schieramento, con suo cugino che con ogni probabilità agisce come comandante sul campo ceceno a Mariupol. L'utilizzo di tale "personale disparato" potrebbe contribuire a un comando disunito, ostacolando nei fatti le operazioni russe.

Oggi primo processo per crimini di guerra a un soldato russo

La giustizia ucraina inizia oggi il suo primo processo per crimini di guerra dall'inizio della guerra russa in Ucraina. L'imputato è un soldato russo accusato di aver ucciso un civile disarmato. Il processo, che dovrebbe essere presto seguito da molti altri, sarà un banco di prova per il sistema giudiziario ucraino, in un momento in cui anche le istituzioni internazionali stanno conducendo le proprie indagini sugli abusi commessi dalle truppe russe in questo Paese. Vadim Shishimarin, 21 anni, comparirà dalle 14 locali (le 13 in Italia) davanti al tribunale distrettuale di Solomiansky a Kiev, dove dovrà spiegare la morte di un uomo di 62 anni il 28 febbraio nel nord-est dell'Ucraina. Accusato di crimini di guerra e omicidio premeditato, il soldato, originario di Irkutsk in Siberia, rischia l'ergastolo

Moldavia: "Cercano di trascinarci in una guerra che non vogliamo"

Le "esplosioni misteriose" in Transnistria, di cui si accusano a vicenda russi e ucraini, "sono incidenti causati da parti interessate che cercano di destabilizzarci e trascinarci in una guerra indesiderata. Sono attacchi mascherati per creare panico e insicurezza". Lo ha detto la premier della Moldavia, Natalia Gavrilita, in un'intervista al Corriere della Sera. "Monitoriamo da vicino la situazione e ci stiamo preparando a scenari diversi. Non abbiamo un controllo effettivo sulla Transnistria, che da 30 anni è guidata dai separatisti sostenuti dalla Russia, e quindi non riusciamo a condurre un'indagine seria su quello che è successo".

Media russi: "Duma sta valutando ritiro da Oms e Wto"

Secondo i media russi, la Duma sta valutando il ritiro dall'Organizzazione mondiale della sanità e dall'Organizzazione mondiale del commercio. Lo ha riferito la testata  Kommersant citando il vice presidente dell'assemblea, Pyotr Tolstoy.

Zelensky: "Russia continua raid in varie parti dell'Ucraina, ma senza successo"

Il presidente ucraino Zelensky sostiene che martedì è iniziato con una combinazione di attacchi russi, con le truppe di Mosca che hanno lanciato missili nella regione occidentale di Leopoli e nelle regioni di Sumy e Chernihiv nel nord-est, effettuando attacchi aerei nella regione orientale di Luhansk. Le regioni di confine dell'Ucraina, ha aggiunto, hanno visto "attività di sabotaggio" russe. "Tutto questo non sta solo creando tensione per il nostro stato, non è solo una prova della nostra forza", ha detto Zelensky nel suo discorso notturno. "Questo è una specie di tentativo di risarcire l'esercito russo per una serie di fallimenti nell'est e nel sud del nostro paese", ha detto.

Macron a Zelensky: "Le consegne di armi dalla Francia aumenteranno"

Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha assicurato all'omologo ucraino, Volodymyr Zelensky, che "le consegne di armi da parte della Francia continueranno e aumenteranno di intensità nei prossimi giorni e settimane, così come l'invio di attrezzature umanitarie". Lo ha reso noto l'Eliseo, confermando che i due presidenti hanno avuto un colloquio telefonico questo pomeriggio di un'ora e 10 minuti. La presidenza francese ha reso noto che lo scorso fine settimana altri 13 veicoli di soccorso sono stati consegnati, che hanno portato gli aiuti umanitari a 800 tonnellate dal 24 febbraio.

Allarme Oms su Mariupol: rischio epidemia di colera

A Mariupol scatta l'allarme colera. A lanciarlo è la direttrice regionale per le emergenze dell'Organizzazione mondiale della sanità, Dorit Nitsan. "Riceviamo informazioni da organizzazioni non governative che a Mariupol le acque reflue sono mescolate con l'acqua potabile. Questo minaccia la diffusione di molte malattie, in particolare il colera. Ci stiamo preparando per questo con una campagna di vaccinazione, lavorando con le ong che possano andare lì a sostenere le persone", ha detto Nitsan.
 

Kiev: a Lugansk leva obbligatoria, i russi uccidono chi è contro

Nel territorio temporaneamente occupato della regione di Lugansk in Ucraina, le forze russe hanno lanciato l'arruolamento forzato della popolazione locale. Gli invasori minacciano di giustiziare i residenti maschi che si rifiutano di combattere contro l'Ucraina. Lo ha annunciato il commissario per i diritti umani del parlamento di Kiev Liudmyla Denisova, riferisce Ukrinform. "Gli occupanti russi stanno cercando nell'area uomini che si sono trasferiti in profondità nei territori occupati e in luoghi più sicuri dove fuggire dai bombardamenti. Fanno irruzione in appartamenti, famiglie e aree suburbane. I coscritti vengono portati via sotto la minaccia delle armi e in caso di qualsiasi resistenza, gli uomini sono minacciati di esecuzione", ha sottolineato il difensore civico. Secondo Denisova, la mobilitazione forzata degli abitanti dei territori occupati è vietata dall'articolo 51 IV della Convenzione di Ginevra relativa alla protezione delle persone civili in tempo di guerra.
 

Mosca: "Combattenti dell'Azovstal trattati secondo le leggi internazionali"

I combattenti dell'acciaieria Azovstal di Mariupol saranno trattati in linea con le "leggi internazionali". Lo ha detto il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov citato dalla Bbc. Peskov ha rifiutato di commentare lo status delle truppe evacuate e non ha risposto alla domanda se i soldati ucraini saranno trattati come criminali di guerra o come prigionieri di guerra: "Il presidente Putin ha garantito che saranno trattati in linea con le leggi internazionali in materia", ha dichiarato senza fornire ulteriori dettagli sulla sorte delle truppe evacuate. 

"Non permetteremo che l'Ucraina resti senza armi"

Il sostegno europeo all'Ucraina con le armi "sta facendo la differenza sul campo, sulla capacità dell'esercito ucraino. Dobbiamo continuare a sostenere l'esercito ucraino". Lo ha dichiarato l'Alto rappresentante dell'Ue per la politica estera, Josep Borrell, al termine della riunione dei ministri della difesa Ue. "Questo sostegno in questo momento è cruciale perché la guerra è a un punto cruciale, a un punto di svolta. Non possiamo lasciare che l'Ucraina finisca gli equipaggiamenti e non lo permetteremo. La battaglia in Donbass è cruciale", ha aggiunto. 

Mosca chiede di inserire Azov in lista terroristi

Il procuratore generale russo ha chiesto alla Corte suprema di riconoscere il reggimento ucraino Azov come "organizzazione terroristica". La Corte Suprema russa dovrebbe esaminare il caso il 26 maggio. Secondo la legge russa, il Servizio di sicurezza federale (Fsb) prepara una proposta per riconoscerla come un'organizzazione terrorista e la invia all'ufficio del procuratore generale. L'Ufficio quindi intenta una causa in tribunale. Le organizzazioni internazionali possono essere considerate terroristiche solo dalla Corte Suprema della Russia.

Con l'accordo per l'evacuazione dei combattenti rimasti all'interno dell'acciaieria Azovstal, si conclude, dopo 83 giorni, la resistenza di Mariupol. Il porto sul Mare d'Azov, stremato da un lungo assedio e devastato dai bombardamenti, cade ora in mano russa dopo una resistenza che il consigliere presidenziale ucraino Mikhailo Podolyak ha definito le "Termopili del XXI secolo". Un evento, ha aggiunto Podolyak, che ha "cambiato il corso della guerra". Le centinaia di soldati, tra marine della trentaseiesima brigata e combattenti del reggimento Azov, trincerati nella struttura hanno infatti distolto da altri fronti un elevato numero di risorse russe, contribuendo a rallentare sia l'offensiva i Donbass che i tentativi di avanzata verso Odessa.

Progettata in epoca sovietica per resistere a un attacco nucleare, quella che fu la più grande acciaieria d'Europa non ha ceduto nemmeno al bombardamento con ordigni ad elevata potenza come i 'bunker buster'. Ed era improponibile un'irruzione di fanteria, che avrebbe causato perdite pesantissime agli attaccanti, data la complessa rete di cunicoli sotterranei che avrebbe annullato il loro vantaggio numerico, intrappolandoli in un territorio sconosciuto e ostile.

Eni apre conto in rubli

Eni continuerà a pagare il gas russo in euro ma ha avviato la procedura per l'apertura di due conti, uno in euro e uno in rubli, presso Gazprom Bank "senza accettazione di modifiche unilaterali dei contratti in essere". Lo rende noto Eni spiegando che "l'apertura dei conti avviene su base temporanea e senza pregiudizio alcuno dei diritti contrattuali della società, che prevedono il soddisfacimento dell'obbligo di pagare a fronte del versamento in euro. Tale espressa riserva accompagnerà anche l'esecuzione dei relativi pagamenti". I due conti correnti denominati K, sono stati aperti in accordo con le le istituzioni italiane e nel rispetto del quadro sanzionatorio internazionale, nel contesto di un confronto in corso con Gazprom Export" a carico della quale sarà, precisa Eni, "ogni eventuale costo o rischio connesso alla diversa modalità esecutiva dei pagamenti".

Putin ha definito "suicidio" la politica energetica europea

Il presidente della Ferazione russa Valdimir Putin in occasione della riunione sullo sviluppo dell'industria petrolifera ha detto: "Gli europei ammettono apertamente di non poter ancora abbandonare del tutto le risorse energetiche russe. È tanto più evidente che alcuni Stati dell'UE, nel cui bilancio energetico la quota di idrocarburi russi è particolarmente elevata, non riusciranno a farlo per molto tempo, ad abbandonare il nostro petrolio. La rinuncia delle risorse energetiche russe significa che l'Europa sistematicamente, nel lungo periodo, diventerà la regione con il più alto costo di risorse energetiche al mondo e questo, nella maniera più grave, secondo alcuni esperti, può minare irreversibilmente il competitività di una parte significativa dell'industria europea

Kiev conferma: "Sospesi i negoziati di pace"

Il processo negoziale tra Russia e Ucraina è sospeso. Lo ha confermato il consigliere presidenziale e negoziatore ucraino, Mikhailo Podolyak, dopo che la notizia era arrivata da Mosca. Se riprenderanno, ha aggiunto, il moderatore potrebbe essere lo stesso presidente Volodymy Zelensky. Podolyak ha ribadito che Kiev non è disposta a cedere nulla "per salvare la faccia a Putin". "La società ha giù pagato un prezzo enorme", ha aggiunto.

Mosca espelle diplomatici finlandesi

Mosca ha convocato al ministero degli Esteri l'ambasciatore della Finlandia, a cui ha consegnato una protesta formale in relazione all'espulsione "immotivata" di tre diplomatici russi, avvenuta il mese scorso, e ha comunicato che come "misura di risposta" verranno espulsi due dipendenti dell'ambasciata di Helsinki nella Federazione.

Guerra infinita, non sono in corso negoziati di pace

Il vice ministro degli Esteri russo Andrei Rudenko ha accusato Kiev di essersi praticamente ritirata dal processo negoziale. "L'Ucraina si è praticamente ritirata dal processo negoziale. I negoziati non proseguono". Il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov ha negato la disponibilità di spostare la sede negoziale a Washington o Londra.

La situazione sul fronte: la battaglia del Donbass

Secondo gli ultimi rapporti dell'intelligence britannica nelle prossime settimane è probabile che la Russia continui a fare molto affidamento su massicci attacchi di artiglieria mentre tenta di riprendere slancio nella sua avanzata nel Donbass. 

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Il ministero degli Affari interni dell'autoproclamata repubblica popolare di Lugansk afferma che un gruppo di 15-16 mila militari ucraini si trovano nell'area del fronte tra Severodonetsk e Lysychansk.

Cosa succede ad Azovstal

Continua l'operazione umanitaria ad Azovstal: come spiegato dal vice premier ucraino Iryna Vereshchuk oggi potrebbe essere completata l'evacuazione dei combattenti ucraini rimasti nell'impianto siderurgico di Mariupol. Ieri sono stati evacuati 52 militari gravemente feriti e portati nella città di Novoazovsk con l'intento di scambiarli con prigionieri di guerra russi.

Si ritiene che ci fossero circa 600 soldati all'interno dell'acciaieria: secondo Kiev dei 264 che hanno già lasciato la struttura 211 si trovano ora detenuti a Olenivka in attesa di essere scambiati con altri prigionieri di guerra.

Svezia firma domanda di adesione alla Nato

La ministra degli Esteri svedese, Ann Linde, ha firmato questa mattina la domanda di adesione della Svezia alla Nato: la firma rappresenta il passo formale di Stoccolma verso l'ingresso nell'Alleanza.

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Intanto il ministro degli Esteri turco, Mevlut Cavusoglu ha spiegato che Turchia chiederà l'estradizione di presunti terroristi dell'organizzazione terroristica separatista curda Pkk a Svezia e Finlandia prima di garantire il proprio assenso all'ingresso nella Nato dei due Paesi scandinavi. Il capo della diplomazia turca ha anche rilevato che mentre con la Finlandia "sono stati compiuti passi avanti", l'atteggiamento della Svezia rimane "provocatorio" (nonostante da Stoccolma partirà nei prossimi giorni una delegazione di diplomatici per cercare di mediare con Ankara). "Non ci bastano le sole dichiarazioni, abbiamo mostrato i documenti che dimostrano che il Pkk si muove liberamente in Svezia. Abbiamo chiesto l'estradizione di 6 terroristi alla Finlandia e 11 alla Svezia, aspettiamo risposte", ha spiegato Cavusoglu.

Basterebbe infatti il solo 'no' del presidente Recep Tayyip Erdogan a stoppare la richiesta di ingresso che i due Paesi scandinavi: un 'no' già arrivato chiaramente per bocca di Erdogan, che ha definito 'alberghi per terroristi' Svezia e Finlandia, per l'asilo garantito a membri del Pkk. Sul tema è intervenuto anche il portavoce di Erdogan, Ibrahim Kalin, che ha detto esplicitamente che la presenza del Pkk in Svezia è "forte e ben conosciuta" e che è arrivato il momento per Stoccolma di "vietare le attività del Pkk". Ankara allo stesso tempo è decisa a chiedere la fine dell'embargo sull'export di armi alla Turchia, un provvedimento che Svezia e Finlandia hanno preso durante l'operazione militare turca avvenuta nel nord della Siria ad ottobre 2019, per sottrarre l'area oltre confine ai curdi siriani dell'organizzazione Ypg, che costituisce l'ala siriana del Pkk.

Filorussi: "250 militari dell'Azovstal si sono arresi"

"Oltre 250 militari ucraini, tra cui 51 feriti provenienti dall'acciaieria Azovstal di Mariupol si sono arresi". Lo afferma il quartiere generale dell'autoproclamata Repubblica Popolare di Donetsk (Dpr) citato dall'agenzia di stampa russa Interfax. (

Kiev: "Almeno 27.900 soldati russi uccisi in Ucraina"

Almeno 27.900 soldati russi sono stati uccisi in Ucraina dall'inizio dell'invasione: lo comunica l'esercito di Kiev. Nel suo aggiornamento sulle perdite subite finora da Mosca, l'esercito indica che dopo 83 giorni di conflitto si registrano anche 201 caccia, 167 elicotteri e 436 droni abbattuti. Inoltre le forze di Kiev affermano di aver distrutto 1.235
carri armati russi, 578 pezzi di artiglieria, 3.009 veicoli blindati per il trasporto delle truppe, 97 missili da crociera, 198 lanciamissili, 13 navi, 2.109 tra veicoli e autocisterne per il trasporto del carburante, 90 unità di difesa antiaerea e 43 unità di equipaggiamenti speciali.

Almeno 229 bambini uccisi e 423 feriti dall'inizio della guerra

Almeno 229 bambini sono stati uccisi e altri 423 sono rimasti feriti in Ucraina, dall'inizio dell'invasione russa, il 24 febbraio scorso. Lo ha reso noto oggi la procura generale di Kiev, precisando che si tratta di un bilancio provvisorio. Ancora incerte sono infatti le cifre riguardanti alcune aree del Paese dove i combattimenti sono più intensi. La regione ucraina con il maggior numero di decessi è quella di Donetsk, dove 140 bambini sono morti o feriti, seguita da quella di Kiev, con 116 vittime.
 

Kiev: "Uso indiscriminato dell'artiglieria russa"

La distruzione lasciata dietro di sé dall'esercito russo a nord di Kiev conferma il suo ricorso all'artiglieria nelle aree abitate, ha affermato il Ministero della Difesa britannico riportando l'ultimo bollettino sulla guerra della sua intelligence militare. Secondo Londra, è probabile che Mosca faccia adesso maggiore affidamento sull'artiglieria anche nel Donbass. "Nella regione di Chernihiv, a nord di Kiev, si stima che circa 3.500 edifici siano stati distrutti o danneggiati durante l'avanzata della Russia verso la capitale ucraina. L'80% dei danni è stato causato agli edifici residenziali", si legge. "L'entità di questo danno indica la disponibilità della Russia a usare l'artiglieria contro le aree abitate, con un riguardo minimo alla discriminazione o alla proporzionalità". Mosca, secondo il ministero britannico, "ha probabilmente fatto ricorso a una crescente dipendenza dal bombardamento indiscriminato di artiglieria a causa di una limitata capacità di acquisizione del bersaglio e della riluttanza a rischiare di far volare regolarmente aerei da combattimento oltre le proprie linee del fronte". "Nelle prossime settimane, è probabile che la Russia continui a fare molto affidamento sugli attacchi di artiglieria in massa mentre tenta di riprendere slancio nella sua avanzata nel Donbass", ha commentato il ministero Uk.

Una quarta fossa comune a Mariupol

Emerge una quarta fossa comune a Mariupol, nei pressi del cimitero centrale della città. A denunciarlo è Radio Svoboda, che ha analizzato foto satellitari della società americana Maxar a partire da una denuncia dei giorni scorsi del consigliere del sindaco Petro Andrushchenko. La sepoltura di massa appare composta da due trincee, una delle quali lunga oltre 30 metri, che sarebbero state scavate già a inizio marzo.

Torna l'acqua a Kiev

Tutte le comunità della regione di Kiev hanno riacquistato l'accesso all'acqua. Lo rendono noto le autorità locali, citate dal Kyiv Independent. Solo alcune case a Hostomel sono senza acqua a causa della mancanza di elettricità, spiega il capo dell'amministrazione militare regionale Oleksandr Pavliuk

Cinque cose da sapere oggi sulla guerra in Ucraina

Guerra in Ucraina, cinque cose da sapere oggi martedì 17 maggio 2022. Evacuati i soldati dell'acciaieria Azovstal. Le artiglierie combattono nel Donbass: conflitto prolungato. Aumentano i disertori tra i soldati russi. L'embargo Ue del petrolio russo per ora non c'è. Il "granaio d'Europa" prova a salvare il raccolto. Il punto sul conflitto.

Ordinata l'evacuazione di tutti i combattenti asserragliati presso l'Azovstal

Le forze armate ucraine hanno annunciato di aver ordinato l'evacuazione di tutti i combattenti ancora asserragliati presso l'acciaieria Azovstal di Mariupol, cedendo di fatto il controllo della citta' alla Russia dopo un assedio durato mesi. "Il presidio di Mariupol ha completato la sua missione di combattimento", afferma un comunicato dello stato maggiore delle forze armate ucraine.

Attacco missilistico su Leopoli: "Il più violento da inizio invasione"

Leopoli nell'Ucraina occidentale, a circa 70 km dal confine con la Polonia, è stata colpita nella notte dal più massiccio attacco missilistico dall'inizio dell'invasione russa. Lo riferiscono i media ucraini. Il sindaco di Leopoli, Andriy Sadovy, ha affermato che non ci sono notizie confermate su missili che hanno colpito la città ma invita tutti gli abitanti a stare al riparo: "Ringraziamo chi mantiene i nostri cieli al sicuro! Al mattino daremo informazioni più accurate. Abbiate cura di voi e non ignorate gli allarmi antiaerei", ha detto ai suoi concittadini in un messaggio diffuso sui social.

Circa dodici autobus visti lasciare l'Azovstal

Circa una dozzina di autobus che trasportavano militari ucraini feriti che si erano riparati nell'acciaieria Azovstal di Mariupol assediata dalla Russia hanno lasciato lo stabilimento, secondo quanto riportato da Reuters. Non è stato possibile determinare quanti militari ci fossero a bordo degli autobus.

La Russia annuncia accordo per il cessate il fuoco all'Azovstal

La Russia ha comunicato che è stato raggiunto un cessate il fuoco con le ultime truppe ucraine rimaste nell'acciaieria Azovstal a Mariupol per evacuare i feriti. Tuttavia, non vi è conferma da parte degli ucraini. Il Ministero della diifesa russo ha aggiunto che è stato introdotto un "regime di silenzio" per tutta la durata dell'evacuazione e che i soldati ucraini sarebbero stati portati in un ospedale nella vicina città di Novoazovsk.

La Turchia dirà "no" all'ingresso nella Nato di Svezia e Finlandia

"Non diremo 'sì' all'ingresso nella Nato di coloro che impongono sanzioni alla Turchia", ha affermato il Presidente turco Recep Tayyp Erdogan, riferendosi a Svezia e Finlandia, ribadendo così l'opposizione di Ankara all'ammissione dei due Paesi nordici. "Entrambi i paesi non hanno un atteggiamento chiaro e inequivocabile nei confronti delle organizzazioni terroristiche", ha aggiunto, sottolineando che delegazioni di Helsinki e Stoccolma "non devono stancarsi per venire in Turchia lunedì a persuaderci".

Borrell: "Non riconosceremo le guerre occupate da Mosca"

"Non riconosceremo un singolo km quadrato di terra ucraina presa dalla Russia. Non riconosceremo alcuna parte dell'Ucraina come parte della Federazione Russa. Difendiamo l'integrità territoriale dell'Ucraina. E quando lo diciamo, speriamo che l'Ucraina vinca questa guerra, il che significa che siano in grado di respingere l'invasione" e di rimandare "gli invasori oltre i confini". Lo dice l'Alto Rappresentante dell'Ue Josep Borrell, in conferenza stampa a Bruxelles al termine del Consiglio Affari Esteri.

Raid a Sievierodonetsk: uccisi 10 civili

E' di 10 civili uccisi il bilancio di un raid russo sulla città di Sievierodonetsk, nell'Ucraina orientale. Ne ha dato notizia il governatore della regione.

"A Kherson i russi distribuiscono medicineìali scadute"

Nell'area di Kherson "nei primi giorni dell'occupazione della regione meridionale, gli occupanti hanno saccheggiato un gran numero di catene alimentari e farmacie. Le merci ucraine sono state esportate in Crimea e Russia. I russi distribuiscono come aiuti umanitari prodotti di 5 anni fa e medicinali scaduti. Allo stesso tempo, in cambio richiedono i dati del passaporto, gli elenchi dei pensionati, degli assistenti sociali e delle persone che vivono in una determinata comunità". Così la commissaria per i diritti umani del parlamento ucraino Lyudmila Denisova su Facebook. "Esiste un bisogno significativo di medicinali in tutti i distretti della regione di Kherson senza eccezioni - aggiunge -. Nella regione rimangono circa 500.000 persone. Prima della guerra c'erano circa un milione di abitanti". 

Solo l'Ungheria blocca l'embargo del petrolio

"C'e' un sostegno chiaro per l'embargo al petrolio" da parte dei ministri degli Esteri dell'Ue. "C'e' un solo un Paese che continua a bloccare l'introduzione dell'embargo e bisogna trovare il modo di indirizzare le sue preoccupazioni". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri dell'Ucrana Dmytro Kuleba al termine della sua partecipazione alla riunione dei ministri degli Esteri Ue. "Al mio arrivo nella stanza dell'incontro non c'era ancora l'accordo sull'embargo e non so se si raggiungerà oggi", ha aggiunto. Il Paese che blocca l'embargo al momento è l'Ungheria.

Kuleba esclude concessioni alla Russia per cessate il fuoco

Il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba ha escluso eventuali concessioni alla Russia pur di arrivare a un cessate il fuoco. Lo ha detto in un'intervista a Bloomberg. "Cercare opzioni per salvare la faccia a Putin e' semplicemente un approccio sbagliato. Lasciate che sia lo stesso Putin a trovare un'opzione per salvare la faccia". L'ambizione dell'Ucraina e' quella di ripristinare la piena integrita' territoriale, ha spiegato Kuleba, ovvero recuperare tanto le aree della regione orientale del Donbass, che erano controllate dai filorussi prima dell'invasione, che la penisola di Crimea conquistata dalla Russia nel 2014. "Vogliamo che tutto cio' che ci appartiene sia nostro". Kuleba, che era a Bruxelles per incontrare le controparti dell'Ue, ha aggiunto di essere fiducioso che alla fine l'Ucraina vincera' la guerra.

È ufficiale: la Svezia chiede l'ingresso nella Nato

La Svezia farà domanda per aderire all'alleanza militare della Nato: lo ha confermato ufficialmente la premier, Magdalena Andersson. "Informeremo la Nato che vogliamo unirci all'alleanza", ha detto seguendo quando già richiesto dalla Finlandia.

Andersson ha confermato l'intenzione già espressa dal partito socialdemocratico che governa il paese e che spiega come a causa dell'invasione russa dell'Ucraina il paese abbandonerà la sua politica di neutralità vecchia di 200 anni.

La Svezia ha chiesto ufficialmente di entrare nella Nato: cosa cambia ora

Concordata tregua umanitaria per evacuazione Azovstal

Il ministero della Difesa russo ha spiegato che è stata concordata una tregua dei combattimenti attorno ad Azovstal, le acciaierie di Mariupol, per poter far uscire dalla struttura i militari ucraini feriti e rimasti intrappolati nei sotterranei. I feriti saranno trasportati attraverso un corridoio umanitario in una struttura sanitaria nella Repubblica popolare di Donetsk.

Annunciata guerra hacker russi anche contro Italia

Il gruppo di hacker russi Killnet ha annunciato il lancio di un attacco informatico globale contro Italia e Ucraina, Stati Uniti, Regno Unito, Germania, Romania, Polonia e i paesi Baltici. 

Le truppe russe non avanzano più a Sud

Le truppe russe hanno iniziato a scavare posizioni difensive (trincee e difese di cemento) nella regione di Kherson, a Melitopol e nella zona occidentale della regione di Zaporizhzhya per cercare di stabilire il controllo permanente su questi territori occupati.

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McDonald's ha venduto tutti i suoi locali in Russia

McDonald's esce dalla Russia con la vendita completa delle sue attività a un acquirente locale in seguito all'invasione dell'Ucraina da parte di Mosca. Come riporta il quotidiano finanziario Bloomberg i locali non utilizzeranno più il nome, il logo e il marchio di McDonald's.

La Russia ha nazionalizzato le fabbriche Renault

Il gruppo Renault esce dalla Russia e cede a un prezzo simbolico le sue attività allo Stato. Il cda della casa automobilistica francese, tra i più esposti del settore verso la Russia, ha approvato all'unanimità la firma degli accordi per la vendita del 100% di Renault Russia alla Città di Mosca e della sua quota di controllo in Avtovaz, costruttore delle auto Lada, all'Istituto di ricerca automobilistica statale Nami.

L'accordo prevede, infatti, un'opzione di riacquisto della propria partecipazione del 67,69% in Avtovaz, esercitabile in determinati momenti nei prossimi sei anni.

Secondo il financial times l'operazione di vendita di Renault Russia e di Avtovaz è stata conclusa al prezzo simbolico di un rublo per ogni attività, quindi per 2 rubli. Renault impiegava 45.000 persone in Russia, la maggior parte delle quali nella vasta fabbrica di Avtovaz sulle rive del fiume Volga, a 1.000 km a est di Mosca. Il sindaco di Mosca, Sergei Sobyanin, ha dichiarato che nella stabilimento Renault riprenderà la produzione di auto con lo storico marchio Moskvich e che l'impianto produrrà in futuro auto elettriche.

In 3mila nei campi di detenzione a Mariupol

Almeno tremila residenti di Mariupol sarebbero detenuti in "campi di filtrazione" russi - centri adibiti a ospitare i civili prima che vengano evacuati - nella regione di Donetsk. Lo ha indicato Petro Andryushchenko, consigliere del sindaco di Mariupol. La Russia ha allestito i suoi cosiddetti campi di filtrazione in numerose località al di fuori dell'Ucraina, con molti ucraini che hanno fornito resoconti agghiaccianti sulla vita in questi centri, descrivendoli "come un vero campo di concentramento". Secondo lui, un ex istituto penitenziario nella città di Olenivka è stato trasformato in un campo di filtrazione. "[Sono detenuti] solo a causa della loro posizione attiva filo-ucraina. Non è questa repressione e persecuzione politica?", si è chiesto retoricamente Andryushchenko, che ha menzionato l'agenzia di stampa Interfax-Ucraina. Ha anche affermato che la "macchina repressiva" russa ha intensificato l'attività in tutta Mariupol e nella sua periferia, con i russi che "cercano attivamente" veterani di guerra ucraini.

Secondo Kiev sarebbero più di 27mila i soldati russi morti in guerra

Ammonterebbero a 27.700 le perdite fra le fila russe dal giorno dell'attacco di Mosca all'Ucraina, lo scorso 24 febbraio. Lo rende noto il bollettino quotidiano dello Stato Maggiore delle Forze Armate ucraine, appena diffuso su Facebook, che riporta cifre che non è possibile verificare in modo indipendente. E che dunque sono da prendere con cautela. 

Secondo il resoconto dei militari ucraini, a oggi le perdite russe sarebbero di circa 27.700 uomini, 1.228 carri armati, 2.974 mezzi corazzati, 577 sistemi d'artiglieria, 195 lanciarazzi multipli, 89 sistemi di difesa antiaerea. Stando al bollettino, che specifica che i dati sono in aggiornamento a causa degli intensi combattimenti, le forze russe avrebbero perso anche 200 aerei, 165 elicotteri, 2101 autoveicoli, 13 unità navali e 427 droni.

Lavrov: "L'Ue ha perso indipendenza di fronte ai diktat Usa"

"L'Unione Europea ha perso la sua indipendenza" di fronte ai "diktat di Washington". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, nel corso di una conferenza stampa sabato. "La qualità della vita per gli europei è determinata dagli Stati Uniti", ha affermato Lavrov. Il capo della diplomazia di Mosca ha poi accusato l'Occidente di aver "annunciato una guerra ibrida totale contro di noi". Poi, riferendosi al conflitto in Ucraina, ha detto che "è difficile prevedere quanto durerà tutto questo, ma è chiaro che le conseguenze saranno avvertite da tutti, nessuno escluso". "Noi abbiamo fatto di tutto per evitare uno scontro diretto, ma ci hanno lanciato una sfida e l'abbiamo accettata", ha aggiunto, sottolineando che "l'Ucraina è uno strumento per contenere lo sviluppo pacifico della Russia".

Stoltenberg: "Fiducioso sull'ingresso di Svezia e Finlandia nella Nato"

Sull'ingresso nella Nato di Finlandia e Svezia, su cui la Turchia ha espresso riserve", "sono fiducioso che saremo in grado di trovare un terreno comune". Lo ha detto il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg, ieri nella conferenza stampa al termine della riunione informale di Berlino, con cui si è collegato in video. La Turchia ha chiarito che la sua intenzione non è quella di bloccare l'adesione alla Nato di Svezia e Finlandia, ha affermato esprimendo fiducia che l'Alleanza sia in grado di gestire le preoccupazioni della Turchia e che il processo di ingresso di Svezia e Finlandia nella Nato sia "più veloce di quanto abbiamo visto prima".

Stoltenberg ha affermato di essere "fiducioso che saremo in grado di affrontare le preoccupazioni che la Turchia ha espresso in un modo che non ritardi l'adesione, quindi la mia intenzione è ancora di avere un processo rapido e veloce".

Il processo di ratifica richiederà tempo, come è normale quando si passa attraverso 30 parlamenti, ha aggiunto, sottolineando però la necessità di muoversi più rapidamente possibile: "Questa è un'opportunità storica che dobbiamo cogliere", ha detto. Stoltenberg ha quindi concluso dicendo che la Nato lavorerà con Svezia e Finlandia su qualsiasi potenziale minaccia dalla Russia "per fornire misure di garanzia". 

Jens Stoltenberg foto Epa Ansa-2

Mosca: "Da otto anni suggeriamo l'opzione migliore, il compromesso"

"Sono otto anni che suggeriamo l'opzione migliore, il compromesso". A dichiararlo, in un'intervista, è stata la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova, citata dalla Tass. "Non una pura opzione simbolica per salvare il volto di questo stato, ma per preservare un paese unito, un paese che sarebbe inoltre stato in grado di superare una crisi della crescita e sarebbe stato basato su principi democratici con possibilità di sviluppo sostenibile alternativo in un certo numero di aree", ha proseguito. "Questa opzione è stata suggerita dalla Russia, dai politici russi, ma l'Europa ha perso l'occasione", ha affermato la portavoce, secondo la quale l'Europa ha scelto di tagliare qualsiasi canale di comunicazione con la Russia: "Quello che è successo ora, e penso che non lo capiscano completamente, è che ci hanno dato il via libera".

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