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Lunedì, 23 Maggio 2022
Diretta

Guerra Russia Ucraina: ultime notizie in diretta

Tutti gli aggiornamenti ora per ora sulla guerra in Ucraina

Guerra Russia-Ucraina, ultime notizie in diretta e tutti gli aggiornamenti di oggi. Dopo quasi tre mesi di guerra, continua la lenta avanzata della Russia nel Sud e nell'Est dell'Ucraina, mentre Odessa rischia di diventare un nuovo fronte della guerra. Le truppe di Mosca sono state respinte da Kharkiv. Mariupol è caduta. Si va verso un conflitto prolungato e uno stallo nel Donbass che può proseguire per settimane, forse mesi. Intanto sia Finlandia che Svezia hanno annunciato la propria adesione alla Nato. La situazione, ora per ora, in diretta, con tutte le notizie sul conflitto, a cura della redazione di Today.it.

Zelensky, uomini in età militare devono restare per combattere

Il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyi ha criticato una petizione con migliaia di firme che gli chiedeva di consentire agli uomini in "età militare" di lasciare l'Ucraina. Secondo il capo dello Stato, riferisce Unian, "non è corretto avanzare tali proposte ora, perché centinaia di migliaia di soldati stanno difendendo il Paese al fronte", con "50-100 morti al giorno". Dall'inizio dell'invasione russa, Kiev ha vietato agli uomini tra i 18 e i 60 anni di lasciare il Paese, in quanto potenziali combattenti. Il Parlamento ucraino ha approvato oggi il prolungamento della legge marziale fino al 23 agosto.

Il ministro degli Esteri francese Colonna a Blinken: rafforzare appoggio a Kiev

Colloquio telefonico tra il neo ministro degli Esteri francese, Catherine Colonna e il segretario di Stato Usa, Antony Blinken. Nel corso della telefonata "molto calorosa" i due ministri, si legge in una nota del Quai d'Orsay, "i due ministri hanno manifestato la loro volontà comune di proseguire e rafforzare la partnership stretta tra la Francia e gli Stati Uniti".

I due ministri "hanno ribadito la loro determinazione a proseguire un coordinamento stretto per quanto riguarda la guerra in Ucraina e parlato degli sforzi in corso per rafforzare l'appoggio all'Ucraina, in particolare per quanto riguarda gli equipaggiamenti di difesa". Colonna e Blinken, si legge ancora nella nota del ministero francese, "hanno espresso la loro volontà comune di rafforzare il coordinamento internazionale per rispondere alla crisi alimentare che è la conseguenza dell'aggressione russa all'Ucraina".

I due ministri hanno ribadito "il sostegno della Francia e degli Stati Uniti all'adesione della Svezia e della Finlandia alla Nato e parlato della situazione nei Balcani occidentali". Per quanto riguarda il dossier del nucleare iraniano, Colonna e Blinken "hanno parlato dell'importanza di un ritorno rapido al JCPoA", ossia l'accordo sul nucleare iraniano.

Zelensky: "Grati a Polonia per l'aiuto, ci andrò dopo la vittoria"

"Siamo grati alla Polonia, hanno costantemente, quotidianamente, lavorato, e il Presidente della Repubblica di Polonia ha svolto personalmente un ruolo speciale nel rafforzamento e nella fornitura di armi". Ad affermarlo, secondo quanto riferisce l'agenzia di stampa 'Unian', è il presidente dell'Ucraina, Volodymyr Zelensky in occasione della visita del presidente polacco, Andrzej Duda. "Purtroppo - sottolinea Zelensky-, oggi non ho l'opportunità, a causa della guerra, di andare in alcune città che sono degli hub umanitari o hub per la fornitura di armi, o belle città che hanno accolto la nostra gente, specialmente donne, bambini. Non ho l'opportunità di andare oggi per ringraziare queste persone e queste città. Ma sono sicuro che dopo aver vinto questa guerra queste città saranno una delle prime città in cui andrò volentieri".

I russi impongono controlli a Mariupol

Le forze russe che controllano Mariupol hanno iniziato a richiedere permessi per le auto che entrano ed escono dalla citta' ucraina. Lo ha detto un consigliere del sindaco della citta', Petro Andrushchenko, avvertendo anche che sono in aumento "le deportazioni di ucraini dalla regione". In base alle nuove restrizioni, le auto e i passeggeri che entrano in citta' necessitano di 'pass' monouso rilasciati da un comandante russo a Manhush o Vynohradne, citta' situate a Ovest e ad Est della citta' occupata, ha spiegato Andrushchenko. I pass per lasciare la citta' devono essere rilasciati dal Ministero degli Affari Interni della Repubblica popolare di Donetsk. Per ottenere un 'pass', c'e' gia' un'attesa di diverse settimane e anche viaggiare all'interno del distretto senza entrare in citta' richiede un i'pass'. "Per coloro che arriveranno a Mariupol, ricordate: per ora, e' un viaggio di sola andata".

Kiev vieta i farmaci prodotti in Russia e Bielorussia

L'Ucraina vieta i farmaci prodotti in Russia, Bielorussia. Lo riferisce 'The Kyiv Independent' spiegando che il Parlamento ucraino oggi ha approvato le modifiche alla legge del paese sui medicinali, 'limitando il flusso' di quei farmaci che sono stati almeno in parte prodotti dalle imprese con sede in Russia o Bielorussia.

Il Patriarca Bartolomeo incontra le mogli dei soldati Azovstal

Le madri e le mogli dei difensori dell'Azovstal hanno incontrato il patriarca Bartolomeo a Istanbul. Hanno consegnato un biglietto con i nomi dei difensori ucraini per la preghiera e hanno ricevuto benedizioni. Il Patriarca ecumenico ha assicurato che pregherà per i soldati. Lo riferisce il portale di informazione religiosa ucraina 'Risu'. Anche Papa Francesco aveva incontrato, alla fine dell'udienza generale dell'11 maggio, alcune delle mogli dei soldati del battaglione Azov. Dopo l'incontro con il Patriarca ortodosso Bartolomeo, le donne hanno annunciato l'intenzione di istituire un comitato per proteggere i diritti dei militari ucraini. "Stiamo creando un comitato pubblico per la protezione dei diritti dei prigionieri di guerra ucraini. Il suo compito è cercare di far ritornare i nostri mariti e figli in ucraina il prima possibile e proteggere i loro diritti in base alle convenzioni internazionali sulle quali la Russia si è impegnata". Al momento sono deportati in Russia o in territori controllati dai russi.

In Russia 50 esperti di "barili-bomba" usati in Siria

Oltre 50 tecnici legati ai famigerati barili-bomba dell'esercito siriano, che hanno devastato gran parte del Paese, starebbero lavorando in Russia per aiutare a preparare una campagna simile nella guerra in Ucraina. Lo riporta il Guardian. Si tratta di specialisti, tutti con una vasta esperienza nella produzione e nella consegna dell'esplosivo grezzo, arrivati nella Federazione da diverse settimane per operare a fianco di ufficiali dell'esercito di Vladimir Putin. I barili-bomba sono fusti di petrolio, serbatoi di carburante o bombole di gas riempiti di esplosivo e frammenti di metallo che vengono lanciati da elicotteri. In Siria dal 2012 hanno ucciso migliaia di civili.

"Questa guerra è anche una minaccia per la sicurezza alimentare"

"La guerra in Ucraina non è solo una violazione dei diritti umani e del diritto internazionale, ma rappresenta anche una minaccia per la sicurezza alimentare globale. Le conseguenze dell'aggressione russa dimostrano l'importanza di salvaguardare la sicurezza alimentare in ogni momento e in ogni luogo del mondo. Questo obiettivo, sancito dai trattati istitutivi dell'Unione europea, è oggi più importante che mai". Lo dichiara Janusz Wojciechowski, commissario europeo per l’Agricoltura, in un videomessaggio inviato in occasione di RegenerAction, quattro giorni di iniziative che si svolgono a Pollica (Salerno) in occasione della Eu Agrifood Week, organizzato da Future Food Institute in collaborazione con la rappresentanza della Commissione europea in Italia.

Bombe a grappolo sulla regione di Kherson, 3 morti

I russi hanno lanciato bombe a grappolo su un villaggio nella regione di Kherson, nel sud dell'Ucraina, uccidendo tre persone. Lo riferisce l'amministrazione statale regionale di Kherson su Facebook, secondo quanto riporta Ukrinform. Nel villaggio di Belozersk, "dopo i bombardamenti a grappolo ieri da parte degli occupanti tre persone sono state uccise e 10 abitazioni private sono state parzialmente distrutte", si spiega. 

A Mariupol ora si entra solo con un pass rilasciato dai russi

A Mariupol si entra e si esce solo con un pass rilasciato dai russi. Lo comunica il consigliere del sindaco di Mariupol Petro Andryushchenko su Telegram. Secondo il consigliere del sindaco, d'ora in poi è necessario ottenere un pass per auto e passeggeri per entrare a Mariupol. Il permesso è valido per tre giorni, ma è una tantum (cioè si può usare una sola volta). "I lasciapassare - spiega il consigliere del sindaco - vengono rilasciati dall'ufficio del comandante degli occupanti nei punti di filtrazione di Mangush e Vynohradne. Per lasciare Mariupol in auto è necessario un pass per viaggiare. E anche per viaggiare nel distretto di Mariupol (senza entrare in Mariupol) serve un pass, che deve essere ottenuto a Mangush".

"La Russia ha perso finora oltre 29mila soldati"

La Russia ha perso oltre 29mila soldati dall'inizio dell'invasione dell'Ucraina. Lo fa sapere lo Stato maggiore delle forze armate ucraine, nel consueto aggiornamento sulle perdite russe sul terreno, secondo quanto riporta il Kyiv Independent. La Russia ad oggi ha perso 29.050 soldati, 1.285 carrarmati, 3.141 mezzi corazzati, 599 sistemi di artiglieria, 201 sistemi lanciamissili multipli, 170 elicotteri, 204 aerei, 470 droni e 13 navi. 
 

Kiev: russi colpiscono case e scuole nel Donetsk, 7 morti

I russi hanno sparato su case e strutture civili nella regione di Donetsk: 7 persone sono state uccise negli attacchi sui villaggi di Bakhmut, Soledar, Avdiyivka, Sviatohirsk, Mykolayivka, Toretsk, Zalizne, Raigorodok, Lastochkine, Pervomaiske, Yarova, Salt. Lo riferisce la polizia nazionale ucraina, secondo Ukrinform. Sempre secondo gli ucraini, i russi hanno sparato da aerei, carrarmati, artiglieria pesante e lanciarazzi multipli Hail.

A Kiev foreste e autostrade tra i luoghi più minati

A Kiev, tra le zone più pericolose per la presenza di mine e proiettili ci sono foreste e autostrade. Lo indica l'amministrazione militare della città di Kiev su Telegram, secondo quanto riporta l'Ukrainska Pravda, che indica le foreste Pushcha-Vodytsya, Vynohradar, Sviatoshynskyi e le autostrade in direzione di Zhytomyr (a ovest) e Vyshhorod (a nord). "A seguito delle ostilità durante la difesa di Kiev in alcune parti del territorio sono stati minati sia dai militari ucraini che dal nemico. Anche a causa dell'uso di aerei e artiglieria del nemico sono rimasti oggetti esplosivi che non sono esplosi : proiettili, bombe, mine", spiega l'amministrazione militare cittadina, ricordando che nella capitale "è vietato visitare e entrare nel territorio delle foreste della capitale con veicoli, ad eccezione di quelli utilizzati a fini forestali". 

Zelensky: "Stiamo facendo di tutto per tornare alla pace"

La situazione in Donbass "è estremamente difficile". A dichiararlo è il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, nel suo consueto video messaggio notturno. "Come nei giorni precedenti, l'esercito russo sta cercando di avanzare su Slovyansk e Severodonetsk", ha affermato Zelensky, specificando che "le forze armate ucraine stanno respingendo questa offensiva. Ogni giorno che i nostri difensori strappano a questi piani offensivi, impedendoli, è un contributo concreto a portare il grande giorno più vicino. Il giorno agognato che tutti attendiamo e per il quale tutti combattiamo. Il giorno della Vittoria", ha detto. "La Russia non otterrà nulla con i suoi attacchi, né con i missili nell'Oblast di Rivne, né con l'artiglieria nelle regioni di Kharkiv o Sumy, né con ogni arma possibile in Donbass", ha aggiunto Zelensky.

L'Ucraina sta facendo tutto il possibile per tornare alla pace, ha detto Zelensky nel suo consueto video-messaggio serale. "Oggi nel nostro Paese è la giornata della scienza. Mi congratulo con i nostri scienziati che, nonostante tutte le difficoltà, lavorano comunque per garantire che l'Ucraina conservi e sviluppi il suo potenziale scientifico”, ha detto il presidente. "Naturalmente in tempo di guerra tutte le forze della società e dello Stato possono essere dirette solo alla protezione e questo è un limite significativo per la scienza e per la cultura".

Distrutto un ponte nel Lugansk: "Evacuazioni difficili"

L'esercito russo ha distrutto il ponte tra Severodonetsk e Lysychansk nella regione orientale ucraina di Lugansk. E "questo complicherà notevolmente l'evacuazione dei civili e la consegna degli aiuti umanitari", ha scritto su Telegram il capo dell'amministrazione militare regionale Sergiy Gaidai, citato dalla Cnn. Gaidai ha spiegato che è la seconda volta che il ponte viene distrutto, tuttavia per il momento c'è ancora "un collegamento tra le città". L'esercito russo - ha ricordato - aveva fatto esplodere il ponte mentre si ritirava durante la liberazione di Lysychansk nel luglio 2014. Da allora, le comunicazioni tra Severodonetsk e Lysychansk sono state difficili. Il ponte è stato ricostruito nel 2016.

Colpiti mille appartamenti nella regione di Kharkiv

È pesante il bilancio dell'attacco missilistico russo di venerdì su Lozova, nella regione orientale di Kharkiv, in Ucraina: colpiti oltre mille appartamenti e 11 strutture scolastiche. Il sindaco Sergey Zelensky, citato dalla Cnn, ha detto che "le cifre sono scioccanti: colpiti 11 istituti scolastici, tra cui cinque scuole. Non si sa ancora di che entità siano i danni subìti da un ospedale e da una clinica. Anche il palazzo della cultura è stato completamente distrutto", ha dichiarato. Tra le strutture scolastiche danneggiate c'è la filiale di Lozova dell'Istituto superiore di automobili e strade di Kharkiv. Nell'attacco erano rimaste ferite sette persone, tra cui un bambino di 11 anni. Lozova si trova a circa 73 chilometri a sud-ovest di Izium, città occupata dai russi nella regione di Kharkiv. 

Mosca ammette i problemi con la logistica dopo le sanzioni

Il ministro dei trasporti russo Vitaly Savelyev ha affermato che le sanzioni per la guerra in Ucraina hanno portato a seri problemi con la logistica in Russia, secondo quanto riporta il giornale in lingua russa Meduza. "Le sanzioni hanno praticamente rotto tutta la logistica del nostro Paese. E siamo costretti a cercare nuovi corridoi", ha detto Savelyev ai giornalisti durante una visita nella regione di Astrakhan. Secondo il ministro, le autorità russe risolveranno i problemi sorti con l'aiuto del corridoio di trasporto nord-sud, che attraversa i porti del Caspio di Astrakhan sul Volga.

La Russia: "Nessuno scambio con gli uomini del battaglione Azov"

Leonid Slutsky, il capo della commissione esteri della Duma di Stato, ritiene che i militari ucraini catturati ad Azovstal non dovrebbero essere restituiti a Kiev. "La mia opinione non è cambiata: non dovrebbe esserci uno scambio di combattenti del battaglione Azov, il loro destino dovrebbe essere deciso dal tribunale", ha scritto nel suo canale Telegram. Slutsky fa parte della squadra negoziale di Mosca e in precedenza l'agenzia russa Interfax, citando proprio il deputato russo, aveva scritto che Mosca stava studiando la questione dello scambio di militanti Azov con l'oligarca Medvedchuk.

Il Comune di Mykolaiv rimuove la statua del poeta russo Pushkin

Il Comune di Mykolaiv, nell'Ucraina meridionale, ha rimosso un monumento al poeta e scrittore russo Alexander Pushkin. Lo ha annunciato su Telegram il sindaco Alexander Senkevich. "Amici, restiamo calmi. Il monumento a Pushkin è stato rimosso dai servizi pubblici. Non abbiamo bisogno di demolizioni o atti vandalici in questo momento", ha detto il sindaco, citato da Ukrinform, sottolineando che il futuro del monumento verrà deciso al termine del conflitto.

Mosca vuole scambiare l'oligarca Medvedchuk con i prigionieri dell'Azovstal

Mosca sta studiando la possibilità di scambiare l'oligarca ucraino filorusso Viktor Medvedchuk, sotto custodia dell'intelligence di Kiev da oltre un mese, con i militari del reggimento Azov, usciti nei giorni scorsi dall'acciaieria Azovstal di Mariupol. Lo ha detto Leonid Slutsky, presidente della commissione per gli Affari esteri della Duma.

Zelensky: Ucraina diventerà Paese candidato Ue

"L'Ucraina dovrebbe ricevere lo status di paese candidato all'Ue". A sostenerlo è il presidente dell'Ucraina Volodymyr Zelensky nel corso di un punto stampa in occasione della visita del primo ministro portoghese Antonio Costa. "Non abbiamo bisogno di alternative allo status di paese candidato all'Ue, non abbiamo bisogno di tali compromessi. Perché non sono dei compromessi con l'Ucraina e l'Ue ma sarebbe un altro compromesso tra l'Europa e la Russia. Ne sono sicuro", sottolinea Zelensky puntando il dito sulle pressioni della Russia su alcuni paesi per bloccare l'adesione dell'Ucraina all'Ue.

Zelensky, 700 mila combattenti in Ucraina contro invasione russa

"Oggi sono 700mila le persone che stanno combattendo" l'invasione russa in Ucraina. Lo ha detto alla stampa locale il presidente Volodymyr Zelensky. "Un Paese come l'Ucraina non ha bisogno di un esercito di 250.000 o 260.000, ma di uno molto più grande. Pertanto, all'inizio del 2022, ho firmato un decreto per aumentare di 100 mila le forze armate l'anno prossimo", ha ricordato, e "anche questi 100.000 in più potrebbero non bastare a fermare l'attacco su vasta scala della Russia".

Kiev: qualunque concessione a Mosca non è la strada verso la pace

"Oggi qualunque concessione alla Russia non è una strada verso la pace, ma una guerra rinviata per molti anni". Lo afferma il capo negoziatore ucraino e assistente del presidente, Mykhaylo Podolyak su Twitter, sottolineando che "l'Ucraina non baratta la propria sovranità né i territori e gli ucraini che vi vivono". "È un peccato che dobbiamo spiegare una cosa così semplice a media così rispettabili come il New York Times", aggiunge Podolyak in riferimento ad un articolo del quotidiano newyorkese secondo cui probabilmente l'Ucraina dovrà fare concessioni territoriali per fermare la guerra. 

Kiev: bombe russe distruggono una scuola nel Donetsk

Un bombardamento russo ha distrutto una scuola nella regione di Donetsk. Lo riferisce il Kyiv Independent citando il governatore Pavlo Kyrylenko. "Un'altra istituzione culturale è stata distrutta dai russi nella regione di Donetsk - afferma su Telegram, pubblicando anche le immagini delle macerie ancora fumanti -. Questa volta, una scuola di musica a Svygatorsk. La scuola è stata presa di mira all'alba ed è stata completamente distrutta". L'edificio, precisa, era stato ristrutturato nel 2016 con l'aiuto del governo giapponese.


 

Divieto di ingresso in Russia per mille cittadini americani, compreso Biden

Il ministero degli esteri russo ha pubblicato una lista di quasi mille cittadini degli Stati Uniti ai quali viene vietato l'ingresso in Russia. Lo riferisce l'agenzia russa Interfax, precisando che la lista conta 963 cittadini, compreso il presidente Joe Biden. La misura è stata presa in risposta alle sanzioni anti-russe degli Usa.

Zelensky: senza scambio difensori Azovstal nessun negoziato

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, in un'intervista ai media ucraini, ha spiegato che la ripresa dei negoziati con la Russia dipenderà molto se i russi salveranno "la vita dei difensori del Mariupol". Per ora, ha spiegato, "molto" dipende dai risultati dello scambio di prigionieri che deve coinvolgere i combattenti usciti dall'acciaieria di Azvostal.
 

Salvini: "Spero che nessuno pensi di mandare armi per altri mesi"

"Siamo usciti dalla pandemia con fatica grazie agli italiani e siamo in una guerra che deve finire prima possibile. Dobbiamo trovare ciò che unisce come diceva Papa Giovanni, non ciò che divide. Noi ci stiamo lavorando, il tema della pace dovrebbe unire. Spero che nessuno pensi di mandare armi e contare i morti per altri mesi e di conseguenza chiudere fabbriche italiane". A dirlo è il segretario della Lega, Matteo Salvini, a margine di un evento a Milano, rispondendo a una domanda sull'appello all'unità per l'Ucraina del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.
 

"La Russia sta deportando i residenti di Mariupol"

Le truppe di occupazione russe starebbero deportando i residenti della città di Mariupol, dopo la resa del battaglione Azov nell'acciaieria di Azovstal. Lo denunciano le autorità municipali, secondo cui gli autobus su cui sono caricati i residenti sarebbero diretti a Bezimenne, nel distretto di Novoazovsk, e quindi in Russia. Già 416 civili, di cui 46 bambini, secondo le fonti ucraine sarebbero stati portati ieri a Bezimenne per lo smistamento, mentre sarebbero 512 le persone già trasferite in territorio russo.
 

Zelensky: "Vogliamo che tutto torni come era"

"Ci sono cose che non possiamo ottenere se non al tavolo dei negoziati. Vogliamo che tutto torni a com'era, ma la Russia non vuole". Così il presidente ucraino Volodomyr Zelensky parlando alle tv del suo paese dello stato dei colloqui con la Russia. Martedì scorso il capo negoziatore ucraino, Mykhailo Podoliak, ha dichiarato che i colloqui tra Mosca e Kiev sono "in sospeso", affermando che Mosca non sta mostrando alcuna "comprensione" della situazione. Il giorno successivo, il Cremlino ha accusato l'Ucraina di "totale mancanza di volonta'" di negoziare con la Russia per porre fine all'invasione dell'Ucraina, avviata il 24 febbraio. 

Incendio nel principale centro aerospaziale russo

Fiamme si sono sviluppate in una sottostazione di trasformazione nei locali dell'Istituto centrale di aeroidrodinamica Zhukovsky (TsAGI) nella regione di Mosca, il centro più importante nel settore aerospaziale russo. Lo ha riferito una fonte informata all'agenzia russa Interfax: "Una sottostazione di trasformazione è in fiamme nell'area di 30 chilometri quadrati al numero 1 di via Zhukovsky", ha detto la fonte. Successivamente la stessa fonte ha spiegato che l'incendio è stato spento e non sono state segnalate vittime. Tra gli sviluppi del TsAGI ci sono la partecipazione ai progetti del razzo Energia e dello Space Shuttle Buran.

Londra: "Armi alla Moldavia, deve proteggersi dalla Russia"

Il ministro degli Esteri britannico Liz Truss ha rivelato in un'intervista al Telegraph che il Regno Unito ha iniziato a discutere con i suoi alleati internazionali sull'invio di armi moderne alla Moldavia, affinché possa proteggersi dalla Russia, e di voler vedere il Paese che si trova a sud-ovest dell'Ucraina "equipaggiato secondo gli standard Nato". "Putin è stato assolutamente chiaro sulle sue ambizioni di creare una grande Russia, e solo perché i suoi tentativi di conquistare Kiev non hanno avuto successo non significa che abbia abbandonato queste ambizioni", ha affermato Truss.
 

Kiev: sei civili uccisi in combattimenti nel Lugansk

Sale a sei il bilancio dei civili uccisi nei combattimenti in corso da ieri nel Lugansk. Lo riferisce il capo dell'amministrazione militare regionale di Lugansk Sergiy Gaidai su Telegram. "Sei persone sono morte e sono in corso combattimenti alla periferia di Severodonetsk", afferma Gaidai, precisando che nell'attacco di ieri mattina su una scuola a Severodonetsk "due persone sono morte sul colpo, altre tre sono in ospedale", tutti "membri della stessa famiglia". "Inoltre, un uomo e una donna sono morti la sera vicino alla loro casa a Severodonetsk. Due donne sono state uccise dai bombardamenti russi a Lysychansk e Privilege".

Di Maio e il piano italiano per la pace

Per convincere il presidente russo e portarlo al tavolo della pace serve un'iniziativa collegiale internazionale. Questo il senso del piano italiano per la pace illustrato dal ministro degli Esteri Luigi Di Maio in un'intervista a La Stampa. Una "controffensiva diplomatica", con le più rilevanti organizzazioni internazionali al lavoro su degli obiettivi. Al vertice torinese si è parlato anche del grano ucraino: occorre creare un corridoio protetto per trasportarlo via mare. Se Mosca continua a bloccare lo sbocco sul mare, spiega il ministro, sarà responsabile di nuove guerre e instabilità, anche a migliaia di chilometri di distanza.

Interrotta la fornitura di gas russo alla Finlandia

La fornitura russa di gas naturale alla Finlandia è stata oggi interrotta, ha affermato la compagnia energetica statale finlandese Gasum, dopo che il paese nordico ha rifiutato di pagare il fornitore Gazprom in rubli. "Le forniture di gas naturale alla Finlandia in base al contratto di fornitura di Gasum sono state interrotte", ha dichiarato la compagnia finlandese in una nota aggiungendo che il gas sarà ora fornito da altre fonti attraverso il gasdotto Balticconnector, che collega la Finlandia all'Estonia.

Mosca: "Azovstal è totalmente in mani nostre"

L'esercito russo ha annunciato di aver "liberato completamente" Azovstal, sottolineando che l'acciaieria "è totalmente in mani nostre". "Dal 16 maggio, si sono arresi 2.439 nazisti del battaglione Azov e militari ucraini che erano bloccati nella fabbrica. Oggi 20 maggio, si è arreso l'ultimo gruppo di 531 combattenti", ha riferito il portavoce del ministero della Difesa russo, Igor Konashenkov.

Le immagini - "Azovstal è caduta": gli ultimi combattenti sfilano davanti ai militari russi

Sgomberate le macerie del teatro di Mariupol

Le truppe di Mosca hanno terminato lo sgombero delle macerie del teatro di Mariupol, nascondendo il numero delle persone morte durante il bombardamento russo del 16 marzo. Lo dice Petro Andriushchenko, consigliere del sindaco di Mariupol, citato da Kyiv Independent. "Ora non sapremo mai quanti civili vi furono uccisi", commenta. Nel teatro, davanti al quale era stata tracciata a terra una grande scritta con la parola 'bambini' in russo, si erano rifugiati centinaia di civili.

Zelensky: "Sono 42 gli stati che ci sostengono alla Corte di giustizia internazionale"

"Sono 42 gli stati che hanno preso le parti dell'Ucraina nell'azione contro la Russia alla Corte di giustizia internazionale e intendono unirsi al procedimento. Sono grato ai partner che hanno scelto la parte giusta della storia. La parte della verità, la legge internazionale e la giustizia. Insieme faremo sì che la Russia debba rendere conto". Lo dice su Twitter il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.

Kiev ordina ai soldati dell'Azovstal di arrendersi

I difensori di Azovstal hanno ricevuto da Kiev l'ordine di smettere di combattere. Lo annuncia in un videomessaggio il comandante del battaglione Azov Denys Prokopenko ancora nell'acciaieria dopo che, secondo Mosca, si sono arresi in 2mila. "Il comando militare superiore ha dato l'ordine di salvare la vita dei soldati della nostra guarnigione e di smettere di difendere la città" di Mariupol, ha detto Prokopenko. 

Missili sul Palazzo della Cultura di Lozovaya

Un attacco missilistico ha colpito il Palazzo della Cultura nella città di Lozovaya, nella regione di Kharkiv.

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Vi sarebbero almeno 7 feriti come conseguenza dell'attacco: la regione di Kharkiv è teatro nelle ultime settimane della controffensiva ucraina che ha respinto le truppe russe fino quasi al confine internazionale. L'esercito ucraino si è attestato sul fiume Donets a Vovchansk.

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Più complicata invece per Kiev la resistenza in Donbass dove le forze russe hanno fatto progressi significativi vicino a Popasna. Qui la situazione appare più preoccupante per le forze ucraine dove molte linee di difesa sarebbero saltate.

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La Russia ha riconquistato inoltre la città di confine di Ternova, insieme a Rubižne che appare totalmente rasa al suolo dopo essere stata per giorni la prima linea nella regione di Luhansk. 

Intanto a Mariupol continua la resa dei difensori della città portuale: fino a 1.700 soldati ucraini che si trovavano nella acciaieria Azovstal si sono consegnati ai russi, ma non è noto quanti soldati rimangano ancora asseragliati.

Kiev: "Russi hanno colpito scuola, tre morti"

"A Severodonetsk, nella regione di Lugansk, i russi hanno aperto il fuoco su una scuola dove si nascondevano centinaia di persone e almeno 3 residenti sono stati uccisi". Lo riferisce il capo dell'amministrazione militare regionale Sergiy Gaidai su Telegram. Al mattino i russi "hanno sparato con l'artiglieria alla scuola di Severodonetsk, dove le persone si nascondevano. Più di 200 persone, molti bambini. Tre adulti sono morti sul colpo".

Draghi: "L'invasione dell'Ucraina errore spaventoso di Putin"

La guerra in Ucraina è "un dramma terribile, un errore spaventoso fatto da Putin".  Così il presidente del Consiglio, Mario Draghi, parlando con gli studenti della scuola secondaria inferiore Dante Alighieri a Sommacampagna.

“Lo sapevo - ha detto -. Ne ero sicuro ma non ci volevo credere. Non si portano 200.000 truppe in assetto di guerra sul confine di un Paese se non per attaccare. Io ero sicuro sarebbe successo perché purtroppo è successo anche in passato con l’Unione Sovietica. Allo stesso tempo non volevo crederci. La guerra: naturalmente chi attacca ha sempre torto. Chi attacca usando la violenza ha sempre torto. Quindi c’è una differenza tra chi è attaccato e chi attacca: questo bisogna tenerlo in mente. E' come se vedessimo uno grosso grosso dare schiaffi a uno piccolo piccolo". 

Spuntano i video dei civili giustiziati a Bucha dai soldati russi

Il New York Times ha pubblicato dei video che mostrerebbero i crimini delle truppe militari russe a Bucha. In un filmato ci sono civili ucraini in fila, costretti a marciare in una strada della cittadina alle porte di Kiev con il fucile puntato. Alcuni sono curvi, e con la mano si aggrappano alla cintura dell'uomo avanti a loro. Altri hanno le mani sulla testa. Le riprese di telecamere di sicurezza riprendono la scena il quattro marzo. In tutto, ci sono nove persone.

Gli ostaggi sono poi costretti a mettersi a terra, come segnala un secondo filmato, dadati sempre 4 marzo, girato da un testimone in una casa vicina. Fra loro, è ben visibile un civile con una maglietta azzurra. Altri testimoni raccontando di aver udito degli spari. Le riprese di un drone il giorno successivo mostrano i corpi senza vita, fra cui uno con una maglia azzurra. Le vittime si erano unite alle forze di difesa territoriale pochi giorni prima la loro esecuzione. Quasi tutti vivevano a poca distanza dal punto in cui sono stati uccisi. 

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"La città di Rubizhne completamente distrutta"

La città di Rubizhne, nella regione di Lugansk, condivide lo stesso "destino di Mariupol. E' stata completamente distrutta, non ci sono edifici superstiti, molte case non possono essere restaurate. Nei cortili ci sono cimiteri". Lo afferma il capo dell'amministrazione militare regionale di Lugansk, Sergi Gaidai. Su Telegram pubblica le immagini della città, con palazzi distrutti o rasi al suolo e croci di legno nei cortili. "Prima della guerra più di 60.000 persone vivevano qui e lavoravano", spiega Gaidai, assicurando che "la ricostruiremo quasi da zero".

"I russi costringono i prigionieri a recuperare cadaveri dei compagni uccisi"

"In violazione della Convenzione di Ginevra sul trattamento dei prigionieri di guerra, gli occupanti utilizzano il lavoro dell'esercito ucraino. I militari ucraini catturati vengono mandati ai lavori forzati nella regione temporaneamente occupata di Luhansk, costretti a raccogliere i corpi dei loro compagni caduti". Lo denuncia Lyudmila Denisova, commissario per i diritti umani del Parlamento ucraino, sul suo canale Telegram, citando un video pubblicato da uno dei canali russi di propaganda che dimostrerebbe quanto accade. 

Campione di orienteering ucraino Oleg Lenyuk morto in battaglia

Un altro atleta ucraino è morto mentre combatteva per il proprio Paese. Si tratta di Oleg Lenyuk, vicecampione d'Europa e campione d'Ucraina nell'orienteering, ucciso mentre combatteva vicino Kharkiv. Lo ha annunciato su Facebook la Federazione di Orienteering dell'Ucraina, secondo quanto riferisce Ukrinform.

Lenyuk era originario di Bukovyna. "Secondo i suoi fratelli, era un combattente coscienzioso, un fratello onesto e affidabile", sottolinea la nota della Federazione, in cui si aggiunge che nello sport dell'orienteering era "un pluricampione dell'Ucraina e una medaglia d'argento del Campionato Europeo di Rogaine".  

"La Russia ridispiegherà nel Donbass le forze impegnate a Mariupol"

Quando la Russia si sarà assicurata Mariupol, è probabile che ridispieghi nel Donbass le forze che si trovano in questa zona. Lo ha affermato il ministero della Difesa britannico nel suo ultimo aggiornamento di intelligence, aggiungendo che a causa della pressione a cui sono sottoposti i comandanti russi, probabilmente lo faranno "senza un'adeguata preparazione". La resistenza ucraina a Mariupol dall'inizio della guerra ha determinato che le forze russe nell'area dovessero essere riequipaggiate e ristrutturate prima che potessero essere ridistribuite efficacemente. Questo può essere un processo lungo, se eseguito a fondo, ha aggiunto il ministero. I comandanti russi, tuttavia, sono sotto pressione per raggiungere in modo dimostrabile obiettivi operativi. Questo significa che probabilmente la Russia ridistribuirà rapidamente le proprie forze senza un'adeguata preparazione.

Zelensky: "Nel Donbass è l'inferno"

"Le forze armate dell'Ucraina continuano la liberazione della regione di Kharkiv. Ma nel Donbass, le forze di occupazione stanno cercando di aumentare la pressione. E' l'inferno, e non è un'esagerazione". Sono le parole del presidente ucraino Zelensky nel messaggio delle scorse ore riportato dalla presidenza ucraina. Ha denunciato il "bombardamento brutale e e assolutamente insensato di Severodonetsk" con "12 morti e decine di feriti in un giorno", i "bombardamenti di altre città, gli attacchi aerei e missilistici dell'esercito russo". Zelensky ha parlato tra l'altro di "continui attacchi alla regione di Odessa, alle città dell'Ucraina centrale", del Donbass che "è completamente distrutto" e, ha affermato ribandendo il ringraziamento agli Usa per l'approvazione del pacchetto di aiuti da quasi 40 miliardi di dollari, "tutto questo non ha e non può avere alcuna spiegazione militare per la Russia". Nel messaggio Zelensky ha anche sottolineato come sia "già iniziato in Ucraina il primo processo contro un criminale di guerra russo". "E si concluderà con il pieno ripristino della giustizia nell'ambito del tribunale internazionale. Ne sono sicuro - ha detto - Troveremo e consegneremo alla giustizia tutti coloro che danno ed eseguono ordini criminali"

Russia: "Pronti ad aprire i porti dell'Ucraina solo con revisione sanzioni"

Il ministero degli Esteri russo ha affermato che prenderà in considerazione l'apertura dell'accesso ai porti ucraini del Mar Nero solo se verrà presa in considerazione anche la rimozione delle sanzioni contro la Russia, riferisce l'agenzia di stampa Interfax. Il viceministro degli esteri russo, Andrei Rudenko, ha affermato: "Non bisogna solo appellarsi alla Federazione Russa, ma anche guardare a fondo l'intero complesso delle ragioni che hanno causato l'attuale crisi alimentare e, in primo luogo, queste sono le sanzioni che sono state imposte alla Russia dagli Stati Uniti e dall'UE che interferire con il normale libero scambio, che comprende prodotti alimentari tra cui grano, fertilizzanti e altri". Le osservazioni di Rudenko arrivano dopo che il capo dell'alimentazione delle Nazioni Unite, David Beasley, ha supplicato Vladimir Putin, dicendo che milioni di persone sarebbero morte in tutto il mondo a causa del blocco russo dei porti del Mar Nero.

Zelensky: "La fase finale della guerra sarà la più sanguinosa"

"La fase finale è la più difficile e la più sanguinosa. Non possiamo permetterci di dire che la guerra è finita". Così il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyi, in una conversazione con alcuni studenti ucraini, stando a quanto riportato dal Kiev Independent. "Non posso gridare 'Torna a casa oggi' a tutti quelli che sono scappati all'estero, perchè la guerra non è finita", ha detto Zelensky. Allo stesso tempo, ha assicurato che, dopo la fine della guerra, l'Ucraina presterà molta attenzione alla sicurezza. "Costruiremo il Paese, e in particolare le migliori infrastrutture e tecnologie per garantire sicurezza, al livello di Israele e di altri Paesi leader", ha garantito. Zelensky ha infine annunciato che dopo la vittoria dell'Ucraina in guerra, "ci sarà un approccio equo ai salari di qualsiasi professione". "Sono fiducioso che ci sarà una revisione dei salari complessivamente equi", ha affermato.

Vice comandate Azov smentisce la resa

Il vice comandante del Battaglione Azov Svyatoslav Palamar, nome di battaglia "Kalina", ha smentito le informazioni sulla sua resa e il suo abbandono delle acciaierie a Mariupol circolate sui media russi. ''L'operazione continua, non rivelerò i dettagli'', ha dichiarato in un video messaggio. ''Gloria all'Ucraina! E' il giorno 85 di guerra. Io e la leadership siamo nei locali dello stabilimento Azovstal. E' in corso una operazione, di cui non condividerò i dettagli. Ringrazio il mondo intero e l'Ucraina per il supporto. Ci vedremo", ha detto Palamar.

Via libera del Senato Usa ad aiuti per 40 miliardi all'Ucraina

Il Senato americano approva il pacchetto da 40 miliardi di dollari di aiuti militari e umanitari all'Ucraina. Con il via libera, il provvedimento approda sul tavolo del presidente Joe Biden per la firma. La misura è stata approvata con 85 voti a favore e 11 contrari.

La Finlandia pronta a discutere con Ankara per entrare nella Nato

"Prendiamo il terrorismo in modo serio, e lo combattiamo. Siamo pronti a discutere con la Turchia tutte le sue preoccupazione sulla nostra adesione alla Nato". Lo afferma il presidente della Finlandia Sauli Niinisto alla Casa Bianca. "Come alleati della Nato - ha aggiunto il presidente finlandese - ci impegniamo a contribuire alla sicurezza della Turchia così come la Turchia farà con noi". Helsinki è "pronta di "essere pronti a discutere le sue preoccupazioni".

L'Italia ha presentato un piano di pace in 4 punti

L'Italia ha proposto al segretario generale dell'Onu un piano in 4 fasi per risolvere la crisi in Ucraina: Il piano italiano comprende i seguenti punti:

  1. cessate il fuoco accompagnato da meccanismi di supervisione e dalla smilitarizzazione della linea del fronte sotto la supervisione dell’ONU;
  2. adesione dell'Ucraina all'Unione Europea in breve tempo, mantenendo il suo status neutrale e senza aderire alla NATO;
  3. accordo tra Ucraina e Russia sui "territori contesi" del Donbass e della Crimea per risolvere i conflitti sui confini internazionalmente riconosciuti;
  4. nuovo trattato multilaterale per la pace e la sicurezza in Europa, che dovrebbe garantire il controllo degli armamenti e la prevenzione dei conflitti.

In cambio verrebbero eliminate le sanzioni.

Il primo step. quello del "cessate il fuoco", seguito dalla smilitarizzazione della linea del fronte, per preparare il terreno a eventuali discussioni e alla cessazione definitiva delle ostilità. Nonostante sia il passaggio più scontato, è anche quello più complesso. Tra i Paesi che, già qualche settimana fa, erano stati presi in considerazione per i negoziati di pace ci sono Francia, Germania, Italia, Turchia, Stati Uniti, Cina, Canada, Regno Unito, Polonia, Israele.

Fermata la controffensiva ucraina a Kharkiv

Battuta di arresto per la controffensiva ucraina nella regione di Kharkiv con i russi che vanno a ricatturare la cittadina di confine di Ternovo. La Russia ha stabilito una linea di difesa a 50 km da Belgorod con una striscia profonda 5-10 km di territorio ucraino.

Draghi: "Nostra ambasciata in Ucraina ha ripreso attività"

"La nostra ambasciata in Ucraina ha ripreso le sue attività, ringrazio l'ambasciatore Zazo e il personale per lo spirito di servizio, la professionalità e il grande coraggio dimostrato". Lo ha detto il presidente del Consiglio Mario Draghi, nell'informativa in Senato sugli sviluppi del conflitto tra Russia e Ucraina. 

Il rapporto degli 007 inglesi: "Mosca ha rimosso alti ufficiali"

Nelle ultime settimane Mosca ha licenziato diversi alti ufficiali che avrebbero commesso gravi errori durante le fasi iniziali dell'invasione dell'Ucraina. Lo scrive l'intelligence britannica. Tra i "silurati" il generale Serhiy Kisel, "sospeso per non essere riuscito a conquistare Karkhiv", e il vice ammiraglio Igor Osipov, che comandava la Flotta russa nel Mar Nero e il cui licenziamento sarebbe dovuto all'affondamento dell'incrociatore Moskva.

"Dall'inizio della guerra 231 bambini uccisi"

E' salito a 231 il numero dei bambini ucraini rimasti uccisi, e 427 feriti, in 85 giorni di guerra. Lo ha comunicato l'ufficio del procuratore generale di Kiev su Telegram citato da Unian. Il maggior numero di piccole vittime si registra nelle regioni di Donetsk, Kiev, Kharkiv, Chernihiv, Kherson, Lugansk e Mykolaiv. Ieri si è appreso della morte di una ragazza di 17 anni nella città di Polohy, nella regione di Zaporizhzhia in seguito ai bombardamenti russi su edifici civili.

Zelensky: "Russia usa armi laser? Dimostrazione loro fallimento"

"Vediamo che nel terzo mese di guerra su vasta scala, la Russia sta cercando di trovare la sua 'arma meravigliosa': tutto questo mostra chiaramente il completo fallimento dell'invasione". Lo ha dichiarato il presidente ucraino, Vladimir Zelensky, nel suo consueto discorso notturno nel quale ha commentato l'utilizzo di armi laser in Ucraina, confermato dalle autorità russe. Mosca ha "paura di ammettere che sono stati commessi errori catastrofici ai più alti livelli militari e politici", ha proseguito Zelensky. Nei giorni scorsi il vice primo ministro russo, Yury Borisov, ha confermato che "i primi prototipi" di armi laser, che causano "la distruzione fisica del bersaglio", sono già "utilizzati" in Ucraina. L'arma si chiama Zadira.

Uccisi 10 civili nella regione di Donetsk

Le forze russe hanno ucciso 10 civili nella regione di Donetsk, secondo quanto riferito dal governatore regionale Pavlo Kirilenko in un post su Facebook. "La Russia sta uccidendo civili! Il 18 maggio i russi hanno ucciso 10 civili nella regione di Donetsk: sette a Lyman e tre a Bakhmut. Due bambini sono stati uccisi: uno a Lyman e uno a Bakhmut", ha detto Kirilenko, capo della Amministrazione militare regionale. Kirilenko ha spiegato che altri sette civili sono rimasti feriti. "È ancora impossibile determinare il numero esatto delle vittime a Mariupol e Volnovakha".

Russi respinti dalla regione di Kharkiv, stallo nel Donbass

L'esercito ucraino ha riportato nuovi successi nella regione intorno a Kharkiv. Lo ha annunciato lo Stato maggiore di Kiev, secondo cui i militari hanno liberato il villaggio di Dementievka, nei pressi del confine russo, mentre combattimenti sono in corso nei pressi del villaggio di Dovhenke, circa 25 chilometri da Slovyansk. Lo Stato maggiore ha anche riferito di pesanti combattimenti nei pressi delle città di Lyman, Bakhmut, Avdiivka e vicino a Sievierodonetsk, nella regione di Luhansk, dove è intervenuta l'Aeronautica russa a sostegno delle forze di terra con bombardamenti massicci, senza, secondo Kiev, ottenere avanzamenti significativi. Nel Donbass si va verso uno stallo prolungato.

Kiev: "Aumenta il numero di soldati russi che rifiuta di combattere in Ucraina"

Cresce il numero di soldati russi che rifiuta di combattere in Ucraina. E' quanto sostiene l'intelligence di Kiev che, in un post sul suo canale Telegram, afferma che diverse unità del 70mo Reggimento delle Guardie motorizzato hanno rifiutato apertamente di prendere parte alle operazioni e hanno chiesto di tornare nelle aree dove erano dispiegate. Secondo l'intelligence, i comandanti starebbero facendo di tutto per nascondere questi casi di disobbedienza, con gli elementi meno cooperativi "inviati nelle zone più pericolose in prima linea nella speranza che siano uccisi presto". In questa situazione, il Servizio federale di sicurezza Fsb avrebbe deciso di infiltrare i reggimenti con "agenti e informatori".

Mosca: quasi 3 milioni di ucraini si sono rifugiati in Russia

Dall'inizio della guerra sono quasi 3 milioni gli ucraini "che hanno chiesto rifugio in Russia". Lo ha dichiarato il capo del centro nazionale della Difesa di Mosca, Mikhail Mizintsev, citato da Interfax. "Ad oggi le richieste di evacuazione in Russia sono 2.756.034, arrivate da 2.135 città dell'Ucraina", ha detto il responsabile specificando che nelle ultime 24 ore sono stati 17mila i rifugiati dalle regioni di Donetsk e Lugansk.

Biden: sostegno a Finlandia e Svezia in caso di aggressione

"Gli Stati Uniti lavoreranno con Finlandia e Svezia nel vigilare contro qualsiasi minaccia alla nostra sicurezza comune e per scoraggiare e affrontare un'aggressione o la minaccia di un'aggressione". Lo ha affermato il presidente degli Stati Uniti Joe Biden, precisando di "sostenere con forza le storiche richieste di adesione alla Nato da parte dei due Paesi".
 

Gli Stati Uniti riaprono l'ambasciata a Kiev

Gli Stati Uniti riaprono la loro ambasciata a Kiev. Ad annunciarlo con una nota il dipartimento di Stato americano. L'ambasciata Usa a Kiev era rimasta chiusa da oltre due mesi: all'inizio dell'invasione i diplomatici americani si erano trasferiti a Leopoli (Polonia). "Il popolo ucraino con la nostra assistenza alla sicurezza ha difeso la propria terra di fronte all'invasione incosciente della Russia. Di conseguenza la bandiera a stelle e strisce può sventolare sull'ambasciata di nuovo", ha sottolineato il segretario di Stato americano, Antony Blinken.

Mosca: dall'Italia azioni ostili e immotivate

Sono state le "azioni apertamente ostili e immotivate" dell'Italia, con l'espulsione di 30 diplomatici russi il mese scorso, a portare alla risposta di Mosca con l'analoga misura presa oggi nei confronti di 24 diplomatici italiani. Lo afferma in un comunicato il ministero degli Esteri russo. Il ministero conferma che "i 24 dipendenti delle istituzioni diplomatiche e consolari italiane in Russia dichiarati persone non grate" dovranno lasciare il Paese entro otto giorni. 

Ucraina: trovati morti 1.288 civili in regione Kiev da inizio invasione

Sono 1.288 i civili trovati morti nella regione di Kiev dall'inizio dell'invasione. Lo ha reso noto il capo della polizia della regione, Andriy Nyebytov, citato dall'agenzia di stampa Interfax-Ucraina. "Al momento abbiamo i corpi di 1.288 persone uccise. Sottolineo, civili. La maggior parte di loro sono stati colpiti con armi automatiche", ha affermato, precisando che la polizia continua a trovare nuove fosse di civili nella regione. Alla fine di aprile erano poco più di mille i civili trovati morti nella regione.

Bielorussia vieta il romanzo 1984 di George Orwell

La vendita del romanzo di George Orwell '1984' è stata vietata in Bielorussia. Lo riporta il canale informativo Belsat, che cita il quotidiano SB-Bielorussia Segodnya secondo cui, inoltre, il libro di Olgerd Bakharevich 'Dogs of Europe' è stato riconosciuto come materiale estremista. Il romanzo '1984' in lingua bielorussa è stato ripubblicato nel 2020 e nel 2021 dalla casa editrice Yanushkevich. Lo stesso Andrei Yanushkevich è stato arrestato il 16 maggio dal servizio antiterrorismo del ministero dell'interno bielorusso e anche la libreria della casa editrice Knigavka è stata chiusa dalle forze di sicurezza.

La Turchia blocca l'esame della richiesta di adesione di Finlandia e Svezia alla Nato

La Turchia ha bloccato l'avvio dell'esame della richiesta di adesione di Finlandia e Svezia alla Nato. Lo riporta il Financial Times, che cita una fonte informata. Gli ambasciatori dell'alleanza atlantica hanno deciso di avviare i colloqui di ammissione lo stesso giorno in cui Finlandia e Svezia hanno presentato le loro richieste di adesione, ma l'ostruzione di Ankara ha bloccato qualunque votazione, ha affermato il Financial Times che sottolinea che questo mette in discussione la capacità della Nato di concordare la prima fase dell'applicazione dei due Paesi entro una o due settimane. Tutti i trenta Paesi membri della Nato devono ratificare le richieste di Finlandia e Svezia, ma il processo può iniziare solo quando l'alleanza emette un protocollo di accettazione e invita formalmente questi Paesi ad aderire.

La resistenza ucraina fa saltare in aria treno blindato russo

Un treno blindato russo, dieci carrozze in tutto, è stato fatto saltare in aria dalla resistenza ucraina con una detonazione a distanza effettuata nell'area dell'impianto di confezionamento della carne, vicino alla Melitopol occupata. Secondo le prime notizie trapelate dai media locali, due ferrovie sono state danneggiate mentre è in corso il calcolo dei morti e dei feriti.

L'esercito ucraino è in difficoltà nel Donbass

Se la controffensiva ucraina sta avendo successo nella regione di Kharkiv, nel Donbas la situazione si stia deteriorando in modo significativo: le truppe russe sono avanzate su diversi assi nelle ultime 24 ore. I bombardamenti su città e obiettivi in tutta la regione sono aumentati in modo significativo negli ultimi giorni e continuano a peggiorare.

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Il fuoco dell'artiglieria a distanza può essere ascoltato costantemente da Kramatorsk. Anche a Lyman la situazione si sta rapidamente deteriorando: l'esercito russo circonda la città su tre lati e dietro l'esercito ucraino restano solo ponti distrutti sul Donet.

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La Russia ha espulso 24 diplomatici italiani, Draghi: "Atto ostile"

"È un atto ostile ma non bisogna assolutamente interrompere i rapporti diplomatici. Non deve portare all'interruzione dei canali diplomatici perché se si arriverà alla pace ci si arriverà attraverso quei canali diplomatici". Lo ha detto il premier Mario Draghi in una conferenza stampa commentando l'espulsione di 24 diplomatici italiani dalla Russia. Durante l'intervento Draghi ha annunciato la disponibilità dell'Italia ad inviare altre armi a Kiev: "Vogliamo aiutare l'Ucraina a difendersi, lo abbiamo fatto e lo faremo. È una decisione dell'Ue e noi siamo membri leali dell'Ue".

Draghi: "Costruire difesa europea complementare alla Nato"

Draghi: "Costruire difesa europea complementare alla Nato"

"Dobbiamo costruire una vera difesa europea, complementare alla Nato, per contribuire alla protezione dei nostri valori fondanti, delle nostre istituzioni. Questo è il momento delle scelte e vogliamo che l'Unione Europea scelga di essere protagonista". Così il premier Mario Draghi dopo l'incontro a Palazzo Chigi con la prima ministra della Repubblica di Finlandia, Sanna Marin.

"La risposta dell'Ue" contro la Russia è stata "forte e unita ma dobbiamo fare di più. La Finlandia è pronta a considerare nuove misure congiunte per diminuire le entrate russe derivanti dalle esportazioni energetiche". Lo ha detto la premier finlandese che ha rimarcato: "Finlandia e Svezia daranno un gran contributo alla sicurezza. Abbiamo un esercito forte e moderno e già collaboriamo con la Nato. Sono molto grato al premier Draghi al sostegno dell'Italia. La Finlandia sarà un partner affidabile della Nato e contribuirà alla sicurezza globale". 

L'acciaieria Azovstal sarà demolita

L'acciaieria Azovstal sarà demolita

L’acciaieria Azovstal di Mariupol sarà demolita. Lo ha annunciato il leader della Repubblica filorussa di Donetsk Pushilin che ha inoltre aggiunto come più del 60% dei palazzi di Mariupol sono troppo danneggiati per essere restaurati.

La Russia convoca l'ambasciatore italiano a Mosca

L'ambasciatore italiano a Mosca Giorgio Starace è stato convocato dal ministero degli Esteri russo. È possibile che vengano comunicate all'ambasciatore eventuali espulsioni di personale diplomatico italiano. La convocazione del diplomatico italiano segue quella dell'ambasciatore spagnolo e francese.

Il video della resa di Azovstal

Sono 959 i militari ucraini del Battaglione Azov che si sono arresi da lunedì alle forze russe. Lo rende noto il ministero della Difesa di Mosca nel bollettino diffuso oggi, spiegando che solo nelle ultime 24 ore si sono arresi 694 militari che erano asserragliati nelle acciaierie Azovstal di Mariupol. Inoltre, precisa il ministero russo, sul totale dei militari arresi 80 sono quelli feriti, 51 dei quali sono stati ricoverati in ospedale. Nel filmato si vede un gruppo di soldati tra cui alcune donne, che escono con borse e valigie dall'acciaieria. I militari, ritenuti prigionieri di guerra, vengono perquisiti e posti sugli autobus. Nel video, uno dei feriti viene trasportato su un'ambulanza.

I comandanti di più alto grado non sono ancora fuori dall'acciaieria Azovstal di Mariupol. Lo fa sapere il capo dell'autoproclamata Repubblica di Donetsk, Denis Pushiling

Bielorussia introduce pena di morte anche per "tentati atti terrorismo"

In Bielorussia si potrà essere condannati a morte per ''tentato terrorismo''. E' quanto prevede la modifica del Codice penale firmata dal presidente Alexander Lukashenko che prevede la possibilità di infliggere la pena capitale per chi tenta di compiere un attacco terroristico. Come si legge sul sito del ministero della Giustizia di Minsk, la modifica del Codice penale entrerà in vigore a partire dal 29 maggio. La Bielorussia è l'unico paese europeo che applica la pena di morte.

"La Russia usa migliaia di ceceni per sopperire alle perdite"

Mosca avrebbe utilizzato migliaia di combattenti ceceni nelle aree di Mariupol e Lugansk per sopperire ai suoi "significativi problemi di risorse in Ucraina": lo sostiene il ministero della Difesa britannico. "Nonostante le forze russe abbiano accerchiato Mariupol per oltre dieci settimane, la fedele resistenza ucraina ha ritardato la capacità della Russia di ottenere il pieno controllo della città. Questo ha frustrato i suoi primi tentativi di catturare una città chiave e ha inflitto costose perdite di personale tra le forze russe", si legge nel comunicato. La Russia si è trovata nella necessità di fare "un uso significativo del personale ausiliario". "Queste forze probabilmente sono costituite sia da singoli volontari che da unità della Guardia Nazionale, che sono abitualmente dedicate a garantire il governo del capo della Repubblica cecena, Ramazan Kadyrov". Kadyrov, si precisa, mantiene uno stretto controllo personale sullo schieramento, con suo cugino che con ogni probabilità agisce come comandante sul campo ceceno a Mariupol. L'utilizzo di tale "personale disparato" potrebbe contribuire a un comando disunito, ostacolando nei fatti le operazioni russe.

Oggi primo processo per crimini di guerra a un soldato russo

La giustizia ucraina inizia oggi il suo primo processo per crimini di guerra dall'inizio della guerra russa in Ucraina. L'imputato è un soldato russo accusato di aver ucciso un civile disarmato. Il processo, che dovrebbe essere presto seguito da molti altri, sarà un banco di prova per il sistema giudiziario ucraino, in un momento in cui anche le istituzioni internazionali stanno conducendo le proprie indagini sugli abusi commessi dalle truppe russe in questo Paese. Vadim Shishimarin, 21 anni, comparirà dalle 14 locali (le 13 in Italia) davanti al tribunale distrettuale di Solomiansky a Kiev, dove dovrà spiegare la morte di un uomo di 62 anni il 28 febbraio nel nord-est dell'Ucraina. Accusato di crimini di guerra e omicidio premeditato, il soldato, originario di Irkutsk in Siberia, rischia l'ergastolo

Moldavia: "Cercano di trascinarci in una guerra che non vogliamo"

Le "esplosioni misteriose" in Transnistria, di cui si accusano a vicenda russi e ucraini, "sono incidenti causati da parti interessate che cercano di destabilizzarci e trascinarci in una guerra indesiderata. Sono attacchi mascherati per creare panico e insicurezza". Lo ha detto la premier della Moldavia, Natalia Gavrilita, in un'intervista al Corriere della Sera. "Monitoriamo da vicino la situazione e ci stiamo preparando a scenari diversi. Non abbiamo un controllo effettivo sulla Transnistria, che da 30 anni è guidata dai separatisti sostenuti dalla Russia, e quindi non riusciamo a condurre un'indagine seria su quello che è successo".

Media russi: "Duma sta valutando ritiro da Oms e Wto"

Secondo i media russi, la Duma sta valutando il ritiro dall'Organizzazione mondiale della sanità e dall'Organizzazione mondiale del commercio. Lo ha riferito la testata  Kommersant citando il vice presidente dell'assemblea, Pyotr Tolstoy.

Zelensky: "Russia continua raid in varie parti dell'Ucraina, ma senza successo"

Il presidente ucraino Zelensky sostiene che martedì è iniziato con una combinazione di attacchi russi, con le truppe di Mosca che hanno lanciato missili nella regione occidentale di Leopoli e nelle regioni di Sumy e Chernihiv nel nord-est, effettuando attacchi aerei nella regione orientale di Luhansk. Le regioni di confine dell'Ucraina, ha aggiunto, hanno visto "attività di sabotaggio" russe. "Tutto questo non sta solo creando tensione per il nostro stato, non è solo una prova della nostra forza", ha detto Zelensky nel suo discorso notturno. "Questo è una specie di tentativo di risarcire l'esercito russo per una serie di fallimenti nell'est e nel sud del nostro paese", ha detto.

Macron a Zelensky: "Le consegne di armi dalla Francia aumenteranno"

Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha assicurato all'omologo ucraino, Volodymyr Zelensky, che "le consegne di armi da parte della Francia continueranno e aumenteranno di intensità nei prossimi giorni e settimane, così come l'invio di attrezzature umanitarie". Lo ha reso noto l'Eliseo, confermando che i due presidenti hanno avuto un colloquio telefonico questo pomeriggio di un'ora e 10 minuti. La presidenza francese ha reso noto che lo scorso fine settimana altri 13 veicoli di soccorso sono stati consegnati, che hanno portato gli aiuti umanitari a 800 tonnellate dal 24 febbraio.

Allarme Oms su Mariupol: rischio epidemia di colera

A Mariupol scatta l'allarme colera. A lanciarlo è la direttrice regionale per le emergenze dell'Organizzazione mondiale della sanità, Dorit Nitsan. "Riceviamo informazioni da organizzazioni non governative che a Mariupol le acque reflue sono mescolate con l'acqua potabile. Questo minaccia la diffusione di molte malattie, in particolare il colera. Ci stiamo preparando per questo con una campagna di vaccinazione, lavorando con le ong che possano andare lì a sostenere le persone", ha detto Nitsan.
 

Kiev: a Lugansk leva obbligatoria, i russi uccidono chi è contro

Nel territorio temporaneamente occupato della regione di Lugansk in Ucraina, le forze russe hanno lanciato l'arruolamento forzato della popolazione locale. Gli invasori minacciano di giustiziare i residenti maschi che si rifiutano di combattere contro l'Ucraina. Lo ha annunciato il commissario per i diritti umani del parlamento di Kiev Liudmyla Denisova, riferisce Ukrinform. "Gli occupanti russi stanno cercando nell'area uomini che si sono trasferiti in profondità nei territori occupati e in luoghi più sicuri dove fuggire dai bombardamenti. Fanno irruzione in appartamenti, famiglie e aree suburbane. I coscritti vengono portati via sotto la minaccia delle armi e in caso di qualsiasi resistenza, gli uomini sono minacciati di esecuzione", ha sottolineato il difensore civico. Secondo Denisova, la mobilitazione forzata degli abitanti dei territori occupati è vietata dall'articolo 51 IV della Convenzione di Ginevra relativa alla protezione delle persone civili in tempo di guerra.
 

Mosca: "Combattenti dell'Azovstal trattati secondo le leggi internazionali"

I combattenti dell'acciaieria Azovstal di Mariupol saranno trattati in linea con le "leggi internazionali". Lo ha detto il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov citato dalla Bbc. Peskov ha rifiutato di commentare lo status delle truppe evacuate e non ha risposto alla domanda se i soldati ucraini saranno trattati come criminali di guerra o come prigionieri di guerra: "Il presidente Putin ha garantito che saranno trattati in linea con le leggi internazionali in materia", ha dichiarato senza fornire ulteriori dettagli sulla sorte delle truppe evacuate. 

"Non permetteremo che l'Ucraina resti senza armi"

Il sostegno europeo all'Ucraina con le armi "sta facendo la differenza sul campo, sulla capacità dell'esercito ucraino. Dobbiamo continuare a sostenere l'esercito ucraino". Lo ha dichiarato l'Alto rappresentante dell'Ue per la politica estera, Josep Borrell, al termine della riunione dei ministri della difesa Ue. "Questo sostegno in questo momento è cruciale perché la guerra è a un punto cruciale, a un punto di svolta. Non possiamo lasciare che l'Ucraina finisca gli equipaggiamenti e non lo permetteremo. La battaglia in Donbass è cruciale", ha aggiunto. 

Mosca chiede di inserire Azov in lista terroristi

Il procuratore generale russo ha chiesto alla Corte suprema di riconoscere il reggimento ucraino Azov come "organizzazione terroristica". La Corte Suprema russa dovrebbe esaminare il caso il 26 maggio. Secondo la legge russa, il Servizio di sicurezza federale (Fsb) prepara una proposta per riconoscerla come un'organizzazione terrorista e la invia all'ufficio del procuratore generale. L'Ufficio quindi intenta una causa in tribunale. Le organizzazioni internazionali possono essere considerate terroristiche solo dalla Corte Suprema della Russia.

Con l'accordo per l'evacuazione dei combattenti rimasti all'interno dell'acciaieria Azovstal, si conclude, dopo 83 giorni, la resistenza di Mariupol. Il porto sul Mare d'Azov, stremato da un lungo assedio e devastato dai bombardamenti, cade ora in mano russa dopo una resistenza che il consigliere presidenziale ucraino Mikhailo Podolyak ha definito le "Termopili del XXI secolo". Un evento, ha aggiunto Podolyak, che ha "cambiato il corso della guerra". Le centinaia di soldati, tra marine della trentaseiesima brigata e combattenti del reggimento Azov, trincerati nella struttura hanno infatti distolto da altri fronti un elevato numero di risorse russe, contribuendo a rallentare sia l'offensiva i Donbass che i tentativi di avanzata verso Odessa.

Progettata in epoca sovietica per resistere a un attacco nucleare, quella che fu la più grande acciaieria d'Europa non ha ceduto nemmeno al bombardamento con ordigni ad elevata potenza come i 'bunker buster'. Ed era improponibile un'irruzione di fanteria, che avrebbe causato perdite pesantissime agli attaccanti, data la complessa rete di cunicoli sotterranei che avrebbe annullato il loro vantaggio numerico, intrappolandoli in un territorio sconosciuto e ostile.

Eni apre conto in rubli

Eni continuerà a pagare il gas russo in euro ma ha avviato la procedura per l'apertura di due conti, uno in euro e uno in rubli, presso Gazprom Bank "senza accettazione di modifiche unilaterali dei contratti in essere". Lo rende noto Eni spiegando che "l'apertura dei conti avviene su base temporanea e senza pregiudizio alcuno dei diritti contrattuali della società, che prevedono il soddisfacimento dell'obbligo di pagare a fronte del versamento in euro. Tale espressa riserva accompagnerà anche l'esecuzione dei relativi pagamenti". I due conti correnti denominati K, sono stati aperti in accordo con le le istituzioni italiane e nel rispetto del quadro sanzionatorio internazionale, nel contesto di un confronto in corso con Gazprom Export" a carico della quale sarà, precisa Eni, "ogni eventuale costo o rischio connesso alla diversa modalità esecutiva dei pagamenti".

Putin ha definito "suicidio" la politica energetica europea

Il presidente della Ferazione russa Valdimir Putin in occasione della riunione sullo sviluppo dell'industria petrolifera ha detto: "Gli europei ammettono apertamente di non poter ancora abbandonare del tutto le risorse energetiche russe. È tanto più evidente che alcuni Stati dell'UE, nel cui bilancio energetico la quota di idrocarburi russi è particolarmente elevata, non riusciranno a farlo per molto tempo, ad abbandonare il nostro petrolio. La rinuncia delle risorse energetiche russe significa che l'Europa sistematicamente, nel lungo periodo, diventerà la regione con il più alto costo di risorse energetiche al mondo e questo, nella maniera più grave, secondo alcuni esperti, può minare irreversibilmente il competitività di una parte significativa dell'industria europea

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