Dieci regole per litigare in maniera costruttiva in coppia (e sentirsi più uniti)

Il litigio di coppia non è un incidente da evitare, una fisiologica espressione del fatto che si è differenti: ecco come renderlo proficuo e non distruttivo

Come recita un vecchio adagio, “L’amore non è bello se non è litigarello”.  A sostegno di questo detto, alcune ricerche mettono in luce che non ci sono differenza tra coppie “disfuzionali” e coppie felici circa il numero dei litigi. Quello che cambia è quanto dura lo stato litigioso: infatti le coppie che si definiscono infelici sono quelle che perdurano nel litigare, senza saper tagliare corto e ricucire il rapporto. Ma si può “imparare a litigare”? E’ quello che si sono chiesti vari sociologi ed esperti, ed ecco quello che afferma Marco Scarmagnani, consulente familiare:

“L’amore è azione, non pensiero o sentimento. Il sentimento fa parte dell’amore, ma non lo esaurisce. Il problema di tante coppie di oggi, invece, è confondere l’amore con l’innamoramento. Così, quando l’innamoramento finisce – ed è fisiologico sia così – pensano che sia finita la relazione. Invece siamo davanti ad uno scatto: inizia il cammino verso l’amore adulto”.

Va detto che ci sono tante coppie che desiderano lavorare sul proprio rapporto, per non lasciarsi schiacciare dalle fatiche quotidiane e dalle inevitabili differenze di vedute che si sperimentano nella vita in famiglia.

Ancora Scarmagnani afferma nel sito Semprenews che “Litigare è la norma, non possiamo pensare di eliminare il conflitto - nella coppia ci sono discussioni perché si vedono le cose in modo diverso, il conflitto invece è una modalità di gestire una divergenza che assume delle tonalità emotivamente importanti”.

Come affrontare il litigio in maniera costruttiva

Secondo alcuni esperti di relazioni di coppia, tra cui Carlo Rocchetta, esiste un modo sano e costruttivo per litigare. Il litigio, infatti, è un’espressione fisiologica delle differenze nella coppia, dove ognuno apporta significati diversi e modi di guardare il mondo e gli eventi che possono essere anche complementari. Infatti, maschile e femminile sono universi a se stanti, strutturati in maniera biologicamente, neruologicamente e psichicamente diversa. Ecco perché il litigio non è un evento da evitare, incidentale, ma ha una sua fisiologia e una sua necessità. L’importante è affrontarlo in modo “sano”. Vediamo come.

Rocchetta ha stilato un vero e proprio decalogo del sano litigio di coppia, pertanto quando si litiga, si dovrebbe sempre:

  1. determinare l’oggetto del problema, stare sul problema evitando un attacco alla persona, ma discutendo del problema in sé;
  2. limitare l’oggetto della controversia (della serie: non tirare in ballo altre questioni, tipo i genitori di lei o di lui, le vacanze dell’anno scorso, etc);
  3. non interrompere l’altro: lasciare che esprima a fondo le proprie idee, sforzandosi di ascoltarlo e di calarsi nel suo punto di vista;
  4. formulare critiche costruttive: niente frasi distruttive o soluzioni “radicali” alla questione;
  5. non superare la soglia di vulnerabilità dell’altro: evitare di “colpirlo” sui suoi punti deboli con le classiche “bombe intelligenti”, capaci di ferire la persona;
  6. saper aspettare il momento giusto: quando l’altro si è espresso (e sfogato) possiamo esprimere il nostro pensiero sulla questione, senza interromperlo continuamente;
  7. considerarsi corresponsabili del litigio: non addossare la colpa all’altro, perché se si è creato un diverbio è sempre a causa di vedute diverse dei due partner su un qualche aspetto;
  8. gestire l’emotività: l’autocontrollo delle proprie emozioni è importantissimo, il litigio è un’ottima occasione per imparare a dominarsi, che è un segno di maturità;
  9. utilizzare il “noi” e non “io”-”tu”: fa parte dell’essere costruttivi anche il modo in cui si parla, il linguaggio utilizzato. Provate a dire “noi” invece che “io” e “tu” e vi sentirete meno lontani, anche quando i punti di vista sulla questione restano diversi;
  10. attivare strategie comuni per la risoluzione e riconciliazione: pensare insieme a come risolvere la questione, più che fissarsi sull’imporre la propria ragione o il proprio punto di vista.

Questi sono i presupposti per uscire indenni da un litigio di coppia, anzi, rafforzati nella propria complicità; i presupposti per un lungo e felice cammino a due!

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