Matrimonio o convivenza? I pro e i contro delle due scelte di vita

Alla base di tutto serve comunque un grande sentimento; con le nozze si rende "pubblico" il proprio amore davanti alla società con diritti e doveri

Foto da Pixabay

Quando si vive un rapporto di coppia stabile e soddisfacente e si sente che quella persona è davvero la persona con cui desideriamo trascorrere la nostra vita e progettare un futuro, inevitabilmente si inizia a pensare a una convivenza o al matrimonio. Si tratta di due scelte diverse e ora vederemo perché. La cosa fondamentale che le contraddistingue entrambe, però è questa: alla base di queste due decisioni ci deve essere un forte sentimento e un rapporto di livello alto. Perchè la prima regola in amore è: non accontentarsi! 

Differenze sostanziali tra matrimonio e convivenza

Se non ci si sente ancora pronti per una scelta importante come il matrimonio, la convivenza ci può allettare ma, in ogni caso, è una decisione che deve essere presa con convinzione in quanto comporta comunque delle responsabilità nei confronti dell'altra persona. Alla base della convinvenza c’è sempre una scelta di “prudenza”: "non sono sicuro che tu sia per me, proviamo se va bene…". Il grande equivoco che invece riguarda la scelta del matrimonio è che si pensa semplicemente a una “regolarizzazione” del rapporto, a una specie di contratto. Invece quello che si è perso completamente è la dimensione sociale dell’amore. 

Infatti, quando due persone si amano tanto da voler stare sempre insieme, progettare una casa e una famiglia, non sono più due singoli, ma diventano una famiglia. Una famiglia, sul piano sociale, non è la stessa cosa di due o più individui singoli. Infatti per la famiglia esistono (o dovrebbero esistere) spazi, luoghi, politiche sociali, prospettive che sono diverse da quelle pensate per il singolo. Inoltre la famiglia è il luogo in cui si forma la società del domani, perché è quella che genera, educa e fa crescere i cittadini del domani.  Il matrimonio civile (quello religioso è fondato su scelte personali di fede) è quindi una istituzione molto importante, perché sancisce anche per lo Stato e per la società civile la nascita di una nuova famiglia, che come detto è il fondamento della nostra società. Avere chiaro questo concetto ci può aiutare nella scelta tra matrimonio e convivenza.

Matrimonio o convivenza: i pro e i contro delle due scelte

Sono senza dubbio tante le variabili da considerare prima di prendere una decisione importante, per questo è importante valutare i pro e i contro di entrambe le scelte per essere consapevoli di quello che si sta facendo.

La convivenza

Nelle coppie che convivono, o coppie di fatto, il legame tra i due partner resta all'interno della coppia, cioè perde quella dimensione sociale prima descritta, davanti allo Stato italiano e alla società civile. Ciò che manca quindi nella convivenza è la condivisione con gli altri: in questo caso l’amore tra i due partner resta un "fatto privato”. Sul piano fiscale, paradossalmente, questa scelta può essere più agevolante rispetto a quella di unirsi civilmente. Infatti le politiche familiari in Italia sono notoriamente insufficienti per le famiglie e le coppie regolarmente coniugate, ma questo è un altro tema. 

Pro

  • Quando si va a convivere, non essendoci diritti né doveri civili tra i due partner, c’è libertà anche di gestire le proprie risorse economiche. Chiaramente, nessuno ci vieta di gestirle insieme, come dovrebbe fare ogni coppia che davvero si vuole bene, ma diversamente dal matrimonio, non si hanno obblighi e doveri di mantenimento della famiglia. In caso di separazione non bisogna affrontare pratiche di divorzio ma basta prendere casa per conto proprio senza problemi. Inoltre vi sarete risparmiati di organizzare costose cerimonie, confetti e partecipazioni!

  • La convivenza può rappresentare una sorta di “prova generale” per il grande passo (sebbene il matrimonio sia fondato sulla fiducia totale nei confronti dell’altro e tante “prove” non sarebbero necessarie…)
  • In caso di nascita di figli, la legge n. 219 del 2012 ha annullato la distinzione tra figli naturali (quelli nati fuori dal matrimonio) e figli legittimi (nati all'interno del matrimonio), ciò può essere un pro della convivenza perché, questo tipo di tutela, va a favore dei figli garantendo anche maggiore sicurezza alla famiglia.

Contro

  • Dal punto di vista della legge, il rapporto tra conviventi non è sullo stesso piano di quello di una coppia coniugata civilmente e ci sono ancora alcuni diritti negati alle coppie di fatto (anche se è prevista la possibilità di stipulare un contratto). In particolare i conviventi non hanno:
  1. diritto di fedeltà;
  2. obbligo di mantenimento in caso di separazione;
  3. eredità: il convivente non è erede legittimo, ma può essere destinatario di un testamento;
  4. non c'è la comunione dei beni e nemmeno la pensione di reversibilità.

Il matrimonio

Sposarsi civilmente conferisce all'unione uno status ufficiale; come detto, i due fidanzati diventano a tutti gli effetti una famiglia riconosciuta dalla società. Sul piano sociale quindi avviene una celebrazione e portare la fede nuziale ci inserisce in una categoria di appartenenza. Sul piano psicologico, il matrimonio rafforza l’unione della coppia, la mette in prospettiva di un nuovo cammino da fare insieme e dà sicurezza.

Pro

  • Il matrimonio può dunque rendere più solida la coppia, lasciando poco spazio ai ripensamenti repidi, che possono avvenire con maggiore facilità quando si sceglie di convivere.
  • Contraendo l’unione matrimoniale, marito e moglie acquisiscono  gli stessi diritti e doveri e, in caso di separazione, se uno dei due è in difficoltà, l'altro è tenuto ad intervenire, aiutandolo economicamente.
  • Sebbene bistrattata per motivi ideologici, la famiglia resta il fulcro della società: senza famiglie non c’è futuro per nessuno.

Contro

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  • Quando ci si sposa troppo in fretta o senza aver conosciuto a fondo l’altra persona, è facile incorrere in una separazione. Non per niente al giorno d’oggi in Italia un matrimonio su due fallisce. Prepararsi con consapevolezza alla vita matrimoniale è quindi fondamentale. E anche proseguire a confrontarsi, dopo le nozze, con altre coppie più grandi, o con consulenti familiari e di coppia che possano aiutarci ad affrontare le crisi fisiologiche e i vari momenti della vita di una coppia.
  • Con il matrimonio, ci si sobbarca maggiori responsabilità (ma non è detta che chi convive non se le voglia prendere, sia chiaro!). L’arrivo dei figli, il mutuo da pagare, le famiglie di origine quando diventano anziane o problematiche, tutto è più faticoso quando si ha una famiglia da mandare avanti.

Cosa è meglio tra matrimonio o convivenza?

Infine, la scelta rimane sempre a voi: ciascuno decide liberamente della propria vita, ma certamente tutti quanti desideriamo una cosa sola: la felicità! Per questo, qualunque scelta si compia, è fondamentale farlo con consapevolezza, sapendo che in ogni coppia ci sono dei momenti di fatica, oltre che tanta bellezza e gioia e che un amore vero, con il giusto supporto, è in grado di superare ogni tipo di difficoltà.

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