Sesso e terza età: tutto quello che c'è da sapere (per superare i pregiudizi)

Nella nostra cultura c'è una vera e propria gerontofobia, avversione verso la vecchiaia: ecco come cambia e come può essere appagante la vita sessuali in età avanzata

Foto da Pixabay

Ci sono argomenti dei quali non si parla, nel nostro secolo emancipato e disinibito. Forse perché, sotto sotto, è un secolo immaturo e superficiale, che ha paura di tutto ciò possa avere anche un pallido richiamo con la morte. E quindi, di argomenti come la vecchiaia, si tende a non parlare mai. Figuriamoci del sesso in terza età! Se da un lato ci sono i giovani belli, rampanti, allegri e immortali, dall’altro lato gli anziani sembrano vivere in una dimensione parallela: soli, poco attraenti, tristi e trascurati. Ma chi dice che sia davvero così?

Come afferma il prof. Salvatore Capodieci, psichiatra, docente di Sessualità Umana presso la Facoltà di Psicologia dello IUSVE, autore del primo libro sulla sessualità negli anziani in Italia in un'intervista a Semprenews, in Italia i pregiudizi sul mondo degli anziani - definiti come gerontofobia - comprendono ovviamente anche la sfera della sessualità, che si ritiene debba essere solo una prerogativa delle persone giovani. Questo vissuto gerontofobico, diffuso molto di più di quanto si possa immaginare, è alla base di reazioni di rifiuto, disgusto e ridicolizzazione della sessualità negli ultrasessantenni». Secondo il docente, la sessualità delle persone anziane è vista come qualcosa di sgradevole, grottesco, incongruo e socialmente riprovevole. L’atteggiamento di disprezzo ha una radice culturale profonda. Altro modo di pensare alla sessualità senile è quello umoristico.  Oggi invece si inizia a parlare anche di questo aspetto, forse perché in Italia la popolazione anziana aumenta continuamente in maniera esponenziale, così come si allunga la durata media della vita. Oggi ci sono tante iniziative volte agli ultra settantenni e anche la tecnica fa la sua parte: va detto infatti che “la scoperta dei cosiddetti inibitori della fosfodiesterasi 5 (ne esistono quattro in commercio) iniziata nel 1998 con il Sildenafil (il famoso “Viagra”) ha modificato l’approccio delle persone anziane alla sessualità. Sono farmaci che negli uomini anziani, che non abbiano importanti patologie fisiche o psichiche, funzionano realmente e così la vecchia “pace dei sensi” ha lasciato il passo all’opportunità di vivere una sessualità completa fino ad età molto avanzate”.

Anziani e sesso, si può fare?

L’invecchiamento del corpo non impedisce di godere di una lunga e soddisfacente sessualità anche se, con il passare degli anni, inevitabilmente alcuni cambiamenti influiscono nella risposta genitale. L’attività sessuale, come tutte le altre attività fisiche, subisce quindi delle modificazioni dopo i 60 – 65 anni. Ancora il prof. Capodieci: «Il passare degli anni comporta una modificazione fisiologica del corpo e anche gli organi sessuali non “lavorano” più come quando erano “giovani”. La mancata conoscenza di questi cambiamenti può determinare errate interpretazioni come, per esempio, attribuire all’inizio di un deficit erettile una inevitabile futura perdita della vita sessuale. È importante che la donna e l’uomo anziani conoscano questi cambiamenti per poter vivere con serenità l’invecchiamento anche nella sfera della sessualità. Bisognerebbe forse istituire del corsi di educazione sessuale per persone della terza e quarta età in analogia con quello che si fa con gli adolescenti».

Secondo il professore di sessuologia, i cambiamenti che il corpo subisce con l'avanzare degli anni, non pregiudicano la sessualità, ma certamente ne cambiano il ritmo. In ogni caso, il mantenersi in buona salute è di aiuto anche nel godere di una sessualità appagante in età avanzata, così come per le donne aver avuto una buona sessualità da giovani: “Le donne che erano in grado di raggiungere l’orgasmo da giovani, possono continuare a provare orgasmi fino a un’età molto avanzata; anzi, alcune donne sperimentano l’orgasmo per la prima volta proprio quando diventano anziane. L’incapacità di provare l’orgasmo in giovane età non significa necessariamente che non possano esserci dei cambiamenti. Il riferito declino del desiderio sessuale, avvertito dalle donne con l’avanzare dell’età, sembra avere prevalentemente un significato originario di difesa psicologica piuttosto che fisiologica”.  Insomma, quello che emerge è che nella terza età si cambia passo, come per tutte le cose, ma non bisogna per questo rinunciare alla passione e all’intimità di coppia! Basta solo conoscere se stessi e sapere (oltre che saper accettare) che il nostro corpo è cambiato e che avrà delle risposte differenti. Questo è il primo passo per stare bene!

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