Lunedì, 27 Settembre 2021
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Anoressia, la cura: sonde nel cervello per stimolare la fame

Un team di medici britannici sta sperimentando un nuovo trattamento per curare il grave disturbo alimentare mediante l'inserimento di alcune sonde elettroniche nel cervello in grado di indurre l'appetito

Sono circa 2.500 le persone che affollano gli ospedali inglesi ogni anno a causa di disturbi alimentari riconducibili all’anoressia e nove su dieci sono adolescenti, motivo per cui il sistema sanitario britannico ha dato avvio ad un’operazione sperimentale per cercare di curare psicologicamente la malattia.

Con un intervento chirurgico, un elettrodo è stato impiantato nel cervello di una paziente in maniera da stimolare la struttura chiamata 'nucleus accumbens', coinvolta nella sensazione del piacere che, funzionando in maniera sbagliata, viene ritenuta come la vera causa del disturbo.

La tecnica è stata spiegata da Tipu Aziz, neurorchirurgo del John Radcliffe Hospital di Oxford, che ha spiegato di aver inserito una sorta di pacemaker sotto le costole della donna collegandola a delle sonde elettroniche nel cervello. Secondo le previsioni, la stimolazione cerebrale profonda dovrebbe spingere il cervello a sentire lo stimolo della fame, così da permettere a tutti i malati di anoressia di ritornare a considerare i pranzi e le cene come delle esperienze piacevoli.

Il trattamento costa 25mila sterline e sarà riservato solo a quelli che hanno provato in tutti i modi a combattere la malattia, ma che non ci sono mai riusciti. La chirurgia al cervello deve, infatti, essere considerata l’ultima risorsa poiché è estremamente rischiosa rispetto alle altre cure che si usano tradizionalmente per combattere il disturbo alimentare.

Il team di medici dell’ospedale di Oxford crede che con questo trattamento si potrebbero ridurre fortemente le morti per anoressia ed è per questo che va alla ricerca di finanziamenti per la cura di altri cinque pazienti.

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