Venerdì, 24 Settembre 2021
Donna

‘Ballerine’, scarpe ‘antisesso’: istruzioni per l’uso moderato

Discutibili nella forma ma comode nella sostanza, queste calzature allontanano i pensieri più lussuriosi quando vengono impropriamente indossate

Cosa spinga una donna a infilare i piedi in misere solette piatte e flosce è un mistero che l’uomo, per natura intrigato da polpacci tirati e muscoli in tensione, proprio non riesce a risolvere.  

Quella mente malandrina così predisposta all’eccitazione visiva, non ce la fa a comprendere che nel bignami della moda stereotipata, alla voce ‘eleganza’ rispondono accessori semplici e un tantino snob per completare il look da rivista settimanale e che proprio le ‘ballerine’ fanno parte dell’armamentario calzaturiero delle fresche ‘Audrey Hepburn’ che a quelle sembianze aspirano, seppur con l’aiutino di Photoshop.  

Queste scarpe, dopotutto, ‘belle belle’ non sono, la verità. Poi, per coniugare la comodità con una certa raffinatezza sono perfette -evocano la leggiadria delle etoile, la delicatezza dei tutù, il garbo del bon ton-, ma alla fine il loro utilizzo penalizza bruscamente chi le indossa senza badare alla circostanza che, loro malgrado, riescono a evidenziare, spudorate, ogni eventuale difetto che dal ginocchio si spinge in basso fino alla pianta del piede. 

Il punto, infatti, sta qui, nella convinzione generalizzata che le estremità inferiori, quando ben coperte da un qualche pellame, risultino per ciò solo apposto, teoria infausta che tralascia almeno tre dati di fatto: 

1- che le calzature livellanti, proprio perché prive di tacchi e plateau slancianti, marcano bruscamente la goffaggine della pianta del piede, sia essa strabordante come una torta lievitata male o estesa oltre ragionevoli centimetri;

2- che le caviglie, quando sprovviste di un supporto al tallone, aumentano di diametro all’occhio dell’osservatore, ancor di più se sono per natura belle massicce;

3- che il volume dei polpacci da professionista del pallone non è certo ingentilito dalla graziosa scarpetta che -anzi- contribuisce non poco ad ingigantirne la fattezza. 

Ecco, dunque, perché il loro utilizzo non è per tutte ed ecco il motivo per cui diventano un argine invalicabile per l’esuberanza ormonale del maschio: perché, oltre a non issare la donna sulla vertigine posticcia foriera di libidine, gettano l’estetica unisex nel burrone dell’inguardabile, anni luce distante dalla grazia di una danza a cui vorrebbero ambire. 

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