Lunedì, 27 Settembre 2021

La Divina Rivincita: Benigni è il riscatto degli uomini che amano le donne

In una società che sembra essere sempre più pericolosa per le donne, in cui ogni giorno si registra almeno un episodio di violenza - dallo stalking agli abusi, senza contare le minacce, fino ad arrivare ai femminicidi (record drammatico ad agosto: otto, di cui tre in un solo giorno) -, la dedica di Roberto Benigni alla moglie Nicoletta Braschi appare quasi come rivoluzionaria. Una boccata d'ossigeno 'bisex' che scardina l'immagine malata dell'uomo, disegnata dal maschilismo imperante fino al secolo scorso di cui ancora oggi paghiamo gli strascichi e dalle brutali storture del nuovo millennio, e mediaticamente la riabilita, riconsegnando alla donna il posto che merita. Al fianco, come perfino la Bibbia era già arrivata a pontificare migliaia di anni fa attraverso l'allegoria della costola di Adamo con cui venne plasmata Eva. In mezzo ci sono secoli di machismo e orridezze varie, ma la complementarità in fondo è un concetto più antico di quanto si può immaginare oggi che invece andrebbe rispolverato. E Benigni alla Mostra del Cinema di Venezia lo ha fatto benissimo.

Quel Leone d'Oro alla carriera non dedicato alla moglie Nicoletta Braschi, ma condiviso, anzi quasi ceduto e non per cavalleria. Quarant'anni di vita e di lavoro insieme, anche quando lei non c'era. Ubiquità possibile solo all'amore. "Questo premio ce lo possiamo dividere" le ha detto dal palco, davanti alla platea - piena in 'stile Covid' - ma guardando solo lei, a cui metaforicamente ha lasciato le ali del leone: "Perché se qualche volta nel lavoro che ho fatto qualcosa ha preso il volo è grazie a te, al tuo talento, al tuo mistero, al tuo fascino, alla tua bellezza, al tuo talento di attrice. Alla tua femminilità. Al fatto di essere donna, che le donne come si sa hanno qualcosa che noi uomini non comprendiamo veramente". Insomma il contrario del trito e ritrito "Dietro ogni grande uomo c'è sempre una grande donna", che per anni ha acceso i riflettori sul successo maschile possibile grazie a qualche donna che restava nell'ombra. Il famoso passo indietro, che con Benigni diventa un passo avanti. 

"Aveva ragione Groucho Marx quando diceva: 'Gli uomini sono donne che non ce l'hanno fatta'. E' la verità ed è così. Io non ce l'ho fatta ad essere come te, Nicoletta" ha concluso l'attore toscano, sdoganando quasi una sana invidia e regalando, forse senza neanche saperlo, una straordinaria lectio magistralis sulla figura della donna che è più efficace anche di alcune iniziative. Le parole di Benigni sono il riscatto sulla panchina rossa di Motta Sant'Anastasia - il paese, in provincia di Catania, di Vanessa Zappalà, la 26enne uccisa dall'ex - e quell'indecente targa che ricorda come "il valore di un uomo lo vedi dal sorriso della donna che ha accanto", come a dire che la felicità e la realizzazione di lei siano subordinate al suo compagno. E per certi versi sono anche più forti dello stridente colpo d'occhio offerto dalle scarpe rosse in piazza per ricordare le vittime di femminicidio. La dichiarazione d'amore di Roberto Benigni a Nicoletta Braschi è educativa quanto la Divina Commedia spiegata su Raiuno, forse anche più necessaria, per non dire urgente. Uomini che amano le donne. E la loro complementarità, "che move il sole e l'altre stelle".

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