Sabato, 25 Settembre 2021
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Pigri e inefficienti sul lavoro: è colpa del capo rompiballe

Abusare verbalmente dei dipendenti comporta una riduzione della produttività, assenteismo e - addirittura - furti sul posto di lavoro: questo ha osservato uno psicologo nel corso di un'indagine

Non si fa: battere la fiacca sul posto di lavoro quando si dovrebbe essere efficienti proprio non è tollerato dal capo esigente che facilmente potrebbe dare di matto nello scoprire quanto l'indolenza dei suoi dipendenti si ripercuota su tutta la baracca.  

Ma prima di arrivare a conclusioni affrettate e imputare solo alla svogliatezza del salariato la colpa del calo della produttività, un esamino di coscienza dovrebbe essere accennato proprio dai datori di lavoro, perché - stando a quanto raggiunto da uno studio pubblicato sul "Work and Stress journal" - sarebbe proprio il suo atteggiamento burbero e scostante a provocare l'indolenza dei sottoposti.

La conclusione viene dallo psicologo organizzativo Kevin Eschleman che, monitorando 268 lavoratori, ha constatato che il cosiddetto 'amore duro' usato per motivare le persone nell'ambito di una tattica ben precisa, sarebbe proprio la causa principale della diminuzione della produttività aziendale e ha spiegato che la maleducazione tende a portare i dipendenti a "gettare la spugna".

"Penso che ci sono un sacco di supervisori che credono che questo potrebbe essere un modo efficace per guidare un'equipe" - ha detto - "ma io non credo sia così, infatti tantissimi rispondono negativamente a questi stimoli" e, a conferma di quanto sostenuto, ha rilevato come la risposta negativa da parte del popolo de vessati si traduca in pause sempre più lunghe, periodi di malattia ricorrenti e persino con piccoli furti sul posto di lavoro.

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