Mercoledì, 14 Aprile 2021
Treviso

Salute, alla Casa di cura Giovanni XXIII check up di prevenzione per le donne

Ottenere diagnosi estremamente precise limitando al minimo l'esposizione alle radiazioni delle pazienti. E' questo il principale obiettivo perseguito dal servizio diagnostico della casa di cura "Giovanni XXIII" di Monastier

Il servizio diagnostico della casa di cura “Giovanni XXIII” di Monastier è diretto dal dottor Francesco Di Toma e dispone di tecnologie all'avanguardia soprattutto per quello che è il suo fiore all'occhiello ovvero il “percorso donna”, che si propone di fornire le visite mediche e diagnostiche necessarie alla prevenzione delle patologie del seno.

Si divide in due livelli che si svolgono nell’arco di una sola giornata, in questo modo le donne possono ridurre le attese che dovrebbero affrontare per sottoporsi singolarmente a ciascuna prestazione. Nella prima parte, dopo la visita medica, si effettua una mammografia in 3D con tomosintesi e un'ecografia. Se necessario si svolge una seconda parte dell'accertamento attraverso una risonanza mammaria ed eventuale successivo ed ulteriore approfondimento con biopsia.

Ad illustrare il percorso diagnostico è il direttore del centro, il dottor Francesco Di Toma.

Cosa si intende per tecnologia mammografica con tomosintesi?
"E' una tecnica estremamente semplice: si effettua una stratigrafia della mammella che permette di scansionarla millimetro per millimetro. In 5 centimetri avremo 50 immagini, fuse tra di loro, immagini analoghe a quelle realizzate con le mammografie tradizionali"

Quali sono i vantaggi di questo strumento?
"Il vantaggio è che lo strumento legge molto di più l'interno della mammella rispetto al metodo analogico: se si hanno dei dubbi si passa dall'immagine sintetica a quella in tomosintesi. La letteratura mondiale dice che con questa apparecchiatura riusciamo a scoprire almeno il 30% in più dei tumori, ed è un dato estremamente positivo".

Che pericolosità possono avere le radiazioni con la mammografia in tomosintesi rispetto al metodo tradizionale?
"La dose di radiazione e lievemente maggiore, ma il guadagno di informazioni giustifica ampiamente l'uso di questa tecnologia".

Perchè una paziente dovrebbe prediligere la struttura da lei diretta rispetto ad altre?
"Al momento siamo l'unico centro in Italia dove questo tipo di apparecchiatura viene usata in modo completo nello studio sulla mammella. Negli altri centri dove si effettua la mammografia tradizionale solo nel dubbio si svolge la tomosintesi e questo comporta una doppia esposizione alle radazioni. Oltretutto le donne hanno in questo modo il 30% di possibilità in meno di provare i tumori".

Come avviene durante un normale ciclo di esami a cui una paziente si sottopone?
"Il tempo di esecuzione rispetto ad una mammografia tradizionale è lo stresso ma questo strumento è un vantaggio per il radiologo che ha disposizione in media (in rapporto allo spessore della mammella) 250 immagini da analizzare per ogni paziente, con 4 proiezioni diverse. La paziente che riteniamo "sospetta" viene indirizzata ad un esame di approfondimento, il giorno stesso, e trasferita in sala di risonanza magnetica, esame che permette di fornire al radiologo eventuali informazioni sulla vascolarizzazione del tumore. Con un apparecchio di elaborazione, in breve tempo, riusciamo a capire se la paziente è positiva o negativa. Viene inoltre subito eseguita una biopsia che entro una settimana ci da il responso fornendo informazioni precise sul tumore  e consentendo quindi di pianificare con estrema precisione il successivo trattamento".

Per info e prenotazioni:

https://www.giovanni23.it/previeni/percorso-donna/.

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