Lunedì, 27 Settembre 2021
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Lo sbadiglio come segno di attrazione sessuale: ecco le cause

Il gesto involontario non sarebbe causato solo da fame, noia o sonno ma anche dall’empatia tra le persone e nei testi antichi viene addirittura descritto come un ‘piccolo orgasmo’

Fauci spalancate lentamente con contestuale sguardo intontito potrebbero iniziare a fare la gioia di chi assiste allo ‘spettacolo’ del volto stanco che si abbandona allo sbadiglio, perché questo gesto, da sempre al centro di indagini per scoprirne le cause, non sarebbe generato solo da noia, stanchezza, sonno o fame, ma anche -udite udite- da attrazione sessuale. 

La correlazione tra sesso e sbadiglio, messa in primo piano da un gruppo di studiosi nel 2012, è documentata già in antichi testi indiani, che paragonano “l’atto respiratorio riflesso, cioè involontario, controllato dal nervo vago” (come spiega Vincenzo Valenti, responsabile della Divisione di Pneumologia dell’Irccs Policlinico San Donato, Milano) a un ‘piccolo orgasmo’. 

Lo studio su quello che è uno dei gesti involontari del corpo ha radici antiche: Ippocrate – nel IV secolo – sosteneva che lo sbadiglio servisse a liberare il nostro cervello dall’ “aria cattiva” a favore dell’ “aria buona” e ricerche successive hanno in effetti confermato che aiuta i livelli di ossigenazione del sangue e diminuisce l’anidride carbonica. Un’altra teoria del biologo Andrew Gallup inquadra lo sbadiglio come una sorta di ‘ventola di raffreddamento’ del computer che, in effetti, preleva aria dall’esterno e aiuta a raffreddare il cervello.

Ma c'è chi attribuisce allo sbadiglio anche una funzione comunicativa: “A volte le persone non riescono a esprimere la noia, il disinteresse o il disappunto per il proprio interlocutore. In questi casi è lo sbadiglio a parlare per loro”, spiega Mauro Porta, responsabile del Centro malattie extra-piramidali e sindrome di Tourette, Irccs Galeazzi di Milano e, non a caso, di fronte ad altri, si tende a nascondere lo sbadiglio con le mani o tenendo la bocca chiusa. 

Il contagio, poi, che accade alla vista di una faccia che si lascia andare al gesto inconsulto, pare sia dovuto ai cosiddetti ‘neuroni-specchio’ che si mettono in moto quando si assiste ad un’azione attiva: secondo uno studio dell’Università di Pisa, infatti, sbadigliare dopo un’altra persona va associato al legame empatico, più veloce e più frequente tra persone che condividono un legame emotivo, tant’è che se a sbadigliare è il papà, la sorella, il marito o una cara amica, allora il gesto è più contagioso, mentre se a farlo è uno sconosciuto, allora è meno probabile che si metta in atto un comportamento imitativo. 

Tuttavia, nonostante le ricerche e gli anni di studi, una risposta univoca al perché dello sbadiglio non è stata ancora data, ma la ragione al perché della trasmissione sembra sia pacificamente riscontrabile all’interno delle tribù primitive, quando lo sbadiglio era un segnale per comunicare a tutti cose fondamentali come il bisogno di cibo o di riposo: se un membro del gruppo sbadigliava, a turno anche gli altri dovevano replicare il gesto per diffondere il messaggio. 

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