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Martedì, 7 Dicembre 2021
Donna

'Puledre di razza', ecco perché la caviglia fina è sexy

La sensualità trasmessa dalla parte più sottile della gamba è dovuta a riminscenze legate a mode antiche

La caviglia femminile è la parte anatomica più 'drastica' che esista. Non ci sono mezze misure che reggano la relatività del 'secondo me': o è grossa o è sottile. E altrettanto perentorio è l'effetto che sortisce sull'uomo, per il quale o è solo un trascurabile dettaglio da valutare nell'insieme di un corpo sostanzialmente gradevole oppure costituisce fonte spillante per un vorticoso trip erotico.

Per questi buongustai dell'estetica femminile, l'appeal delle esili circonferenze ossute su cui gambe più e meno affusolate issano la donna, è da ricercare nei pertugi di antiche reminiscenze culturali, quando la lunghezza dei vestiti indossati da dame d'altri tempi rendeva visibili le raffinate minuzie soltanto per brevissime occasioni fortuite, che, complici di vento, movimenti poco accorti e danze liberatorie, rivelavano così tutta la sensualità nascoa dai pesanti strati di stoffa.

Poi arrivò la moda del dopo guerra e i centimetri delle gonne diventarono sempre più avari di rivestimenti, fino a raggiungere la sfacciata esiguità di un tessuto che lasciava scoperto appena il ginocchio e che adesso sale senza misura, fino a sfiorare l'inguine.

Ma ciononostante, anche se la legittimazione della gamba esposta in ogni forma e dimensione è diventata la norma che permette al 'revival' delle lunghe gonne di essere l'eccezione modaiola dell'estate 2013, la caviglia resta ancora un particolare che cattura, rendendo le titolari della distinta piccolezza delle 'puledre' purosangue, esemplari di una elegante razza femminile.

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