Martedì, 3 Agosto 2021
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Celiachia, la svolta: ecco la farina che "inganna" l'intolleranza

I ricercatori del Cnr di Avellino hanno messo a punto un sistema per "nascondere" all'organismo le tossine del glutine presenti nella farina

È ancora 'made in Italy' un altro studio che fornisce ai celiaci la speranza di migliorare la qualità della loro vita.

Dopo quella realizzata dall'università di Foggia, adesso è la ricerca di un gruppo di ricercatori dell'Istituto di Scienze dell'Alimentazione del Cnr di Avellino ad aver messo a punto un metodo scientifico innovativo che consente di "detossificare" la farina e nascondere all'organismo le tossine del glutine, evitando così la reazione infiammatoria senza alterare le proprietà organolettiche dei cibi.

I risultati di questo tipo di farina sono previsti prima dell'estate e si auspica che entro l'anno venga immessa sul mercato a disposizione della crescente popolazione di persone intolleranti al glutine che, in Italia, raggiunge la soglia di 150mila persone (fonte AIC, 2013) su un totale di circa 600mila potenzialmente intolleranti al glutine (pari all'1% della popolazione). La stima è che un individuo su cento, in Europa e Stati Uniti, sia intollerante al glutine. 

"Un'alterata risposta infiammatoria verso il glutine è alla base della patologia celiaca" spiega il ricercatore senior Mauro Rossi che racconta come la strategia innovativa sviluppata al Cnr consista in un "trattamento enzimatico effettuabile direttamente sulle farine o semole di grano in grado di mascherare le sequenze tossiche del glutine".

"Con questa formula, il glutine non viene più riconosciuto dai linfociti responsabili dell'infiammazione" prosegue Rossi, il che vuol dire che da un punto di vista organolettico non ci sono differenze sostanziali con le comuni tipologie di farina.

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