Sabato, 27 Febbraio 2021

Gioie e dolori della coppia che convive

Sempre più coppie scelgono la convivenza invece del matrimonio, ma non sono tutte rose e fiori

Carrie Bradshaw e Mr. Big da "Sex and the City"

“Il matrimonio è la tomba dell’amore”,  recita un detto popolare molto conosciuto e, ahimè, spesso anche piuttosto profetico. Sì, perché sarà il fatto di mettere tutto “in carta bollata”, sarà la routine della convivenza, saranno la vita turbinosa del giorno d’oggi e le preoccupazioni dovute alla crisi economica, fatto sta che ogni anno le separazioni sono in continuo vertiginoso aumento, mentre diminuiscono parallelamente i matrimoni, il cui numero, dall’inizio degli anni Settanta ad oggi, si è praticamente dimezzato. Allora le coppie non si sposano più? In effetti il matrimonio è spesso sostituito, o largamente anticipato, da una formula ormai molto in uso nelle giovani generazioni, che implica il fatto di andare semplicemente a vivere insieme, dividendo equamente le spese di casa, vantaggio non disprezzabile in questi tempi di magra.

Ci sono coppie che decidono di compiere questo passo impulsivamente, sull’onda dell’entusiasmo del colpo di fulmine, ma perlopiù si decide di mettere in comune il bagno e la cucina (credeteci: sono gli ambienti della casa più spinosi da condividere!) quando la coppia è ormai consolidata. Entrambi lavorano, ormai sono più o meno indipendenti dalle famiglie d’origine, o sono ansiosi di diventarlo, spesso hanno già effettuato delle “prove in anteprima”, vale a dire week-end o qualche vacanza insieme 24 ore su 24, insomma, tutto sembra inevitabilmente portare verso il passo finale: uno/a dei due fa le valigie, disdice il contratto d’affitto, mette il gatto nel trasportino e il cane al guinzaglio, ed entra più o meno trionfalmente nella casa dell’altro/a. 

Quanto tempo ci vuole per accorgersi che condividere una vacanza è ben diverso dal condividere il duro avvicendarsi delle giornate lavorative, con il suo carico di nervosismo, stanchezza, malumore, e chi più ne ha più ne metta? La biancheria sexy che lei indossava durante i romantici week-end in campagna sparisce improvvisamente, per lasciare il posto alla triste ma molto più confortevole biancheria di uso quotidiano, le cenette a lume di candela diventano squallidi pasti tipo mensa (anche perché non ci si è ben accordati su chi doveva fare la spesa), il fare affettuoso e sollecito di lui si trasforma, come in un novello dottor Jeckill e Mr Hyde, in un atteggiamento biecamente maschilista, che non contempla nessuna possibilità di dedicarsi a simpatici lavoretti come pulire i pavimenti o lavare i piatti. Siamo troppo pessimisti? Va bene, non vogliamo spaventare ulteriormente le amiche che ci leggono e che magari stanno progettando proprio una convivenza con il loro “uomo giusto” (si pensa sempre che sia quello giusto, all’inizio).

Siamo seri: quando i due componenti della coppia sono persone equilibrate, mature, in grado di assumersi le proprie responsabilità, quando sono capaci di distogliere lo sguardo dall’altro, o peggio da se stessi, per guardare invece nella stessa direzione del compagno, quando hanno saputo trovare il giusto grado di “distanza” dall’altro, conciliando intimità di coppia e reciproca autonomia, ecco, allora sì, forse i pronostici sono migliori. Anche stabilire le regole è importante, decidere “chi fa cosa”, portare giù la spazzatura, fare il bucato, la spesa ecc.. perché spesso si hanno perfettamente in comune ideali, speranze, aspettative, interessi..ma ci si accapiglia poi per sciocchezze, tipo la camicia non stirata, un po’ di disordine in casa, l’anniversario clamorosamente dimenticato (lo lasciamo nell’elenco delle sciocchezze o no?).

Insomma, contrattare e stabilire cosa ci si aspetta che l’altro faccia per noi è importante, quasi altrettanto importante come l’esatto contrario, vale a dire il saper passare sopra a tutte le regole, per esprimersi secondo l’impulso del momento, riuscendo a stupire l’altro e se stessi. Ingrediente irrinunciabile: il rispetto, per noi stessi, per il nostro compagno, per il legame che ci unisce, che deve essere innaffiato con molta cura come una pianticella delicata, mai dato per scontato, mai “buttato via”. E sapete cosa vi diciamo? Che quando c’è tutto questo, allora forse perfino un matrimonio potrebbe funzionare!

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